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MOTORADUNO D’AUTUNNO – SANT’ANGELO IN VADO

Questa tappa è sponsorizzata da

L’autunno per noi motociclisti è un periodo dell’anno molto bello. Se il tempo è clemente e le temperature rimangono miti può riservare momenti magnifici. Passati i caldoni estivi che a volte mettono a dura prova la stabilità mentale e fisica di chi, come i motociclisti, per ragioni di sicurezza deve almeno indossare la giacca con le protezioni e il casco integrale per non parlare di pantaloni e guanti, possiamo finalmente godere di un po’ di aria fresca.

Dismesso quindi il vestiario estivo per quello più pesante ci prepariamo ad attraversare territori che, in preparazione al lungo letargo invernale, sprigionano le loro ultime energie che si manifestano in una esplosione a volte pirotecnica di colori caldi e avvolgenti. I gialli dorati delle foglie, i rossi e i marroni intensi si stemperano o si moltiplicano a seconda delle strade o dei sentieri che affrontiamo, mentre l’uomo ancora laborioso nei campi si concentra negli ultimi raccolti autunnali.

E’ un periodo questo anche un po’ malinconico per la prospettiva di lasciare per lunghi mesi la moto in  garage, ma sempre in modo tale che anche durante il periodo più freddo dell’inverno la si possa vedere. foto-blog-2 Motoraduno

 L’autunno per il motociclista è occasione di ultimi viaggi, motoraduni, sagre dove ritrovarsi a bere vin brulè oppure sbucciare castagne bollenti tra i borghi bellissimi dei nostri Appennini, dove spesso è forte il profumo del tartufo o dei funghi porcini.

Uno degli appuntamenti più attesi dai motociclisti in autunno è sicuramente il Motoraduno del tartufo di Sant’Angelo in Vado che quest’anno è arrivato alla sua 38° edizione e che richiama centauri da ogni dove che giungono qui con le loro moto anche dopo lunghi viaggi per godere dell’accoglienza e del calore di questo bellissimo e antichissimo borgo della Marche.

Per noi che arriviamo da Rimini il tragitto è decisamente più breve ma non meno suggestivo, anche se quest’anno il maltempo ha tolto una parte del gusto. E’ tra la nebbia infatti che imbocchiamo la provinciale 41 verso Montescudo da cui nelle giornate di sole  si può ammirare il mare Adriatico e le nostre coste. Da Montescudo che ci accoglie tra le sue possenti mura si comincia a scendere lungo la valle del Conca verso Mercatino Conca o Piandicastello come veniva chiamato prima del 1940. Siamo già entrati in terra marchigiana, nella provincia di Pesaro – Urbino dove ogni collina ospita un meraviglioso borgo e ogni meraviglioso borgo un campanile o una torre. Una terra magica che amiamo, dove i colori e gli odori si raccolgono in un unico scrigno di preziose visioni e suggestioni.

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Svoltando sulla provinciale 138 verso Monte Altavelio possiamo godere di uno di questi preziosi tesori che il paesaggio marchigiano ci regala. E’ uno dei nostri itinerari preferiti, specie quando, dopo la salita, la strada corre per qualche km sul crinale. Alle nostre spalle il monte Carpegna e la rupe di Sasso Simone, mentre di fronte a noi la discesa lungo un costone di montagna che attraversa la valle Avellana, zona ricca di calanchi che si perdono quasi all’infinito macchiati da zone verdi o argillose. Uno spettacolo unico che ci accompagna sino ad Auditore, con il suo piccolo borgo antico circondato da alte mura.

Qui, a non molta distanza dalla famosissima e internazionale Tavullia, roccaforte di Valentino Rossi, sventola la bandiera del fan club di Max Biaggi … strano ma vero, anche se l’antipatia ormai proverbiale che corre tra i due piloti non sembra turbare la quiete di questo piccolo avamposto che fu del grande duca di Montefeltro, signore di Urbino.

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Da Auditore si affronta in velocità la gustosissima discesa che la provinciale 3 regala sino a Sassocorvaro, capace di accoglierci con la sua celebre rocca ubaldinesca che tra il 1943 e 44, nascose e protesse, per merito del coraggioso soprintendente alle belle arti Pasquale Rotondi, importanti e inestimabili opere d’arte che, sottratte alla razzia effettuata dai tedeschi in ritirata verso il nord, sono giunte sino a noi sopravvivendo allo scempio della guerra.

Lasciamo Castrum Saxus Corbari dalla quale si gode una splendida vista verso il lago artificiale di Mercatale per proseguire verso Lunano, l’ennesimo piccfoto-blog-6-motoradunoolo borgo con il suo convento risalente agli anni 1000 e il suo campanile, tutti accomunati da storie avvincenti e coinvolgenti e tutti ancora meravigliosamente pulsanti di vita.

Nell’avvicinarsi a Sant’Angelo veniamo fatti oggetto di tentativi di sorpasso di gruppi di motociclisti a cui facendo finta di niente resistiamo. Stiamo entrando nel vivo della festa e il rombo delle moto ci accoglie e ci esalta. Anche il rumore e l’odore possono avere la loro parte in questa festa collettiva dominata da un’unica passione. Migliaia le moto parcheggiate nel grande SAMSUNG CSpiazzale antistante le porte dell’antico borgo e una moltitudine di caschi e di giacche colorate ti avvolge, t’abbraccia, saluta.

Siamo dentro il nostro mondo, dove ognuno esprime attraverso la moto la propria personalità ma tutti uniti da un solo grande amore, quello per le due ruote.

Intorno a noi, passeggiando tra gli stand, l’odore del tartufo entra prepotente nelle narici e poi giù giù sino allo stomaco che gorgoglia di desiderio. Il borgo è bellissimo e accogliente con le sue stradine strette dove ogni tipo di mercanzia viene esposta nei modi più svariati e il clima è quello caldo e elettrico delle feste di paese con l’unica differenza che il 90 % dei visitatori indossa una giacca da motociclista o porta orgoglioso le toppe del proprio motoclub.

Le osterie espongono i loro menu e le bancarelle che vendono il tartufo chiamano a gran voce per un assaggio gratuito dei loro prodotti.

Se ci si iscrive in tempo si può usufruire di spazi dove posizionare la tenda per passare la notte mentre in caso di maltempo come quest’anno sono anche disponibili alloggi dove sistemarsi al riparo dalle intemperie.

Le giornate sono scandite da gite comuni lungo percorsi che attraversano l’entroterra vadese, colazioni ed aperitivi nei borghi circostanti e concerti serali con birra a volontà. Il paradiso dei centauri quindi dentro la cornice di mura antiche come quelle di Sant’Angelo in Vado, adagiata nella mitica valle del Metauro, ricca di storie che raccontano di amori, d’arte e di guerre.

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foto-blog-15-motoradunoAbitata dai romani, dai bizantini, dai longobardi che la ricostruirono interamente dedicando la sua rinascita a San Michele Arcangelo. E poi lo Stato della Chiesa sino all’unità d’Italia e oggi noi, i motociclisti ai quali i 4.155 abitanti del paese aprono ogni anno le porte della città per rivivere da 38 anni a questa parte il mito intramontabile della moto come stile di vita.

Inebriati e stanchi ma soddisfatti, dopo un ennesimo aperitivo in quel di Borgo Pace, famoso per essere il punto dove il fiume Meta e l’Auro si incontrano dando vita ad uno dei corsi d’acqua più importanti e ricchi di storia delle Marche, decidiamo che sia giunta l’ora di abbandonare il paese dei balocchi per rientrare, attraverso il passo dell’Alpe della luna nella nostra antica valle del Marecchia lasciando quella del Metauro, entrambe teatro di contesa di due tra i più alti condottieri del nostro Rinascimento, ma altrettanto implacabili nemici, come Sigismondo Pandolfo Malatesta signore di Rimini e Federico da Montefeltro Duca di Urbino.

Risaliamo così i tornanti dell’Alpe della Luna in direzione di Sestino, borgo magnifico e dalla storia antica nel cuore di questi monti. Le strade, segno dei tempi e della crisi, in alcuni tratti non sono ottimali ma già da lontano il profilo di Sasso Simone e del Simoncello ci riportano dentro la poesia di questi territori privi di traffico. Ca’ Barboni, Miratoio, corriamo giù verso Ponte Messa scivolando lungo i tornanti e poi ancora, Maioletto, San Leo,  la valle del Marecchia che ci accompagna sino a Rimini regalandoci le ultime suggestioni di una giornata di cui ci ricorderemo non senza nostalgia.

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Informazioni per il viaggio

Ultime scorribande d’autunno. A spasso tra i motoraduni – verso Sant’Angelo in Vado e il motoraduno del Tartufo

Dettagli percorso

Itinerario in pillole: Rimini – Montescudo – Montegrimano – Casinina – Sassocorvaro – Lunano – Sant’Angelo in Vado – Borgo Pace – Sesitino – Cà Raffaello – Rimini

Note particolari
Km Percorsi

Le altre tappe del percorso

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