Questo alle nostre spalle è l’Arco d’Augusto che segna la fine della via Flaminia, la via che da Roma porta fino a qui, ai confini della Repubblica di Roma. Alcuni giorni fa abbiamo letto su un quotidiano di una sagra a Cantiano; la Piazza del Gusto, ai piedi del monte Catria nel cuore delle Marche.E ora siamo qui, pronti a risalire la vecchia Flaminia con lo stesso spirito dei viaggiatori che dalle terre selvagge del nord scendevano verso la città di Roma.
Per incontrare la Flaminia che da Rimini scende parallela al mare fino a Fano per poi puntare verso il monte lungo le rive del fiume Metauro, non seguiamo la trafficata statale Adriatica e neppure l’odiata autostrada, ma tagliamo decisi per i colli per dirigerci verso Montescudo.
Cinque minuti e siamo immersi nel verde di questa bella provinciale che si allunga attraversando Trarivi e arrampicandosi poi, una curva dopo l’altra, fino a Montescudo da dove, come in terrazza, si puo’ godere della fantastica visione della costa romagnola. Pausa caffè e siamo pronti a svalicare giù verso la Valle del Conca.
Uno sguardo dall’alto alla valle e poi si scende verso Santa Maria del Piano per entrare, all’altezza di Mercatino Conca nelle Marche direzione Monte Catria.
Da Montescudo a Urbino si sale verso Montealtovelio, che a nostro parere è uno dei tratti che più esalta la bellezza delle nostre valli. E’ difficile descrivere le emozioni che ci assalgono attraversando queste strade piccole e suggestive, bisognerebbe affidare la descrizione ad un grande poeta e forse ancora non ci avvicineremmo alla loro immensa bellezza. Spazi pennellati di verde dalle mille sfumature e un territorio incontaminato che si allarga e si insinua tra le colline che dipartono dall’unica strada che lo attraversa.
E’ un sogno che si prolunga sino al piccolo borgo di Auditore, possedimento malatestiano, che attraversiamo velocemente anticipando una piccola processione che sta partendo dalla sua antica chiesa. Ad Auditore ha sede un Fan Club intitolata a Max Biaggi; e questo è buffo se pensiamo che a pochi chilometri si trova Tavullia, paese natio di Rossi. 🙂 Fate voi!!!!
Siamo a Urbino, la città di uno dei più grandi interpreti del Rinascimento italiano, Federico da Montefeltro, capitano di ventura e acerrimo nemico di Pandolfo Sigismondo Malatesta, signore di Rimini.Tutte queste terre raccontano del loro incontenibile e feroce confronto. Castelli passati di mano in mano, scontri, vittorie e sconfitte di due Signori della Guerra che fecero grande la loro epoca: Sigismondo col suo Tempio Malatestiano e Castelsismondo del Brunelleschi, Federico col suo Palazzo Ducale.
Urbino è una cittadina di circa 15.000 abitanti che conserva appieno l’eredita’ architettonica del Rinascimento, periodo che la vide centro importantissimo e vitale delle arti e della cultura italica. La signoria dei Montefeltro nella figura specialmente di Federico, accolse e sostenne i grandi architetti, pittori, musicisti e letterati del tempo fra cui Piero della Francesca e Leon Battista Alberti. Palazzo Ducale, oggi quasi completamente restaurato, ospita al suo interno quadri di inestimabile valore e organizza mostre di indubbio interesse artistico e culturale.
Proseguiamo velocemente, il tempo stringe, ma prima una tappa alla Pasticceria Ducale per assaggiare i cannolini alla crema che qui sono veramente una delizia per il palato. Dobbiamo prendere la via del Passo del Furlo.
Il passo del Furlo, scavato dai romani, è oggi chiuso, a un anno di distanza dalle grandi piogge che ne hanno fatto franare parte della carreggiata, e con immenso disappunto invece di proseguire sulla statale 3, l’antico tratto della via Flaminia, a Calmazzo imbocchiamo la superstrada e la galleria che ci porterà dall’altro lato del passo……..Peccato. Uno contrattempo che però ci farà fare un incontro straordinario: le Marmitte dei Giganti, dove le acque del fiume incidono, disegnandola, la roccia bianca a pochi chilometri da Fossombrone.
Proseguiamo inoltrandoci a passo spedito verso l’Appennino marchigiano. Superiamo Acqualagna e Cagli per uscire a Cantiano. Sopra di noi alzando lo sguardo il Monte Catria svetta maestoso.
Cantiano e’ un paese di 2500 abitanti ai piedi del Monte Catria, a cavallo tra le Marche e l’Umbria, attraversato dalla via Flaminia. Il borgo vanta antiche origini che risalgono ai primi abitanti italici con tracce di passaggi etruschi e romani. Situata in un punto strategico della via Flaminia diventa territorio di scontro anche tra i Montefeltro e i Malatesta ( come vedete i signori di Rimini mettevano il naso dappertutto ).
Passeggiando tra le bancarelle ci attardiamo a visitare le chiese, una delle quali, la chiesa collegiata di san Giovanni battista del 1600 ospita un dipinto, “La Madonna del Cardellino”, attribuito al Perugino o al suo discepolo Pinturicchio, e la chiesa di sant’Agostino risalente ai primi del duecento, di architettura romanica.

Usciti da Cantiano si parte con la salita verso la vetta del Monte Catria. Tornanti con vista mozzafiato che entrano e escono da boschi di tecchie. Strade asfaltate che diventano tortuosi sentieri di strada bianca una volta raggiunta la cima a circa 1700 metri di altezza. La mole del Monte Catria e’ fin dall’antichità considerata sacra e viene anche citata da Dante Alighieri nella Divina Commedia.
Un’oasi per noi motociclisti viaggiatori erranti.

Nello scendere si avverte quasi un dolore fisico, ti senti un po’ come Adamo ed Eva cacciati dall’Eden e il rumore del vento e lo spettacolo che hai davanti agli occhi fanno si che vorresti quasi non giungere mai in fondo. Il motore spento e il silenzio circostante oltre alle curve e ai rettilinei che scorrono lungo la montagna regalano 13 km circa di estasi e quando si giunge al bivio per Cagli si vorrebbe quasi tornare indietro.
Purtroppo siamo in ritardo; il tempo scorre veloce e noi siamo lontani da casa. Potremmo anche pensare di rimanere a dormire in uno dei bed & breakfast presenti nella zona, ma domani è lunedì e nessuno dei due può mancare dal lavoro.
A Cagli pausa caffè veloce sulla piazza e uno sguardo alla cartina. I percorsi per tornare a Rimini sono diversi, ma Emilio ha in mente una “strada romantica”; la strada provinciale Rocca Leonella che da Cagli porta a Piobbico.
Una “strada romantica” è una strada in mezzo ai boschi o a picco sul mare uscita dalle rotte stradali più frequentate e quindi poco affollata. E’ una di quelle strade che percorri stretta al tuo compagno o alla tua compagna riflettendo sul fatto che quello che stai condividendo è unico e irripetibile perché a seconda degli orari in cui viaggi cambia la luce e con lei l’intensità del paesaggio.
Rocca Leonella è una “strada romantica”, immersa nel verde con piccoli borghi e chiesette abbarbicati lungo le montagne a ridosso di boschi, così fino a Piobbico.
Da Piobbico, la “Città dei Brutti”, i colori cambiano; siamo vicini al tramonto quando attraversiamo il centro di Urbania e ci fermiamo a fotografare lo splendido Palazzo Ducale ora museo della città. A Urbania torneremo presto, è un borgo che merita di essere visitato con più calma.
Corriamo verso Peglio, strade larghe che favoriscono un’andatura veloce. Il sole sta calando quando da Peglio scendiamo verso Sassocorvaro ed è una gioia per gli occhi ammirare dall’alto lo specchio d’acqua formato dalla diga di Mercatale.
Macerata Feltria, Monte Cerignone, rientriamo in Romagna al tramonto.
Montescudo, Trarivi, una foto verso San Marino con il sole calante e via veloci verso casa.
Sulle Orme dell’Antica Via Flaminia in moto: Un Viaggio da Rimini al Monte Catria
La via Flaminia in moto, quando la strada diventa racconto e ogni curva nasconde una storia millenaria
Il Richiamo dell’Arco d’Augusto
Dietro di noi l’Arco d’Augusto veglia silenzioso su Rimini, testimone di duemila anni di storia. È qui che inizia la nostra avventura, proprio dove finiva l’antica Via Flaminia, quel nastro di pietra che legava Roma ai confini settentrionali dell’Impero. Ci sentiamo un po’ come quei viaggiatori di un tempo che dalle terre selvagge del nord scendevano verso l’Urbe, solo che noi faremo il percorso inverso, spinti dalla curiosità e dal rombo dei nostri motori.
La tentazione di imboccare l’Adriatica o, peggio ancora, l’autostrada, è forte. Ma no, sarebbe come tradire lo spirito dell’avventura. Tagliamo decisi per i colli verso Montescudo, e già dopo cinque minuti ci rendiamo conto di aver fatto la scelta giusta.
Tra le Colline di Romagna: Dove il Tempo si Dilata
La provinciale che attraversa Trarivi è una di quelle strade che ti fanno innamorare del viaggio in moto. Il verde si infittisce, le curve si susseguono dolci e generose, e quando raggiungi Montescudo ti senti come su una terrazza naturale affacciata sul mondo. Da qui, la costa romagnola si stende davanti a te come un quadro impressionista, con le sue sfumature azzurre che si perdono all’orizzonte.
Un caffè veloce e si riparte, perché la Valle del Conca ci aspetta. È uno di quei momenti in cui capisci perché ami viaggiare in moto: la libertà di scegliere strade secondarie, di seguire l’istinto, di lasciarti guidare dalla bellezza del paesaggio.
Verso le Marche: Il Territorio dei Signori della Guerra
Attraversiamo Santa Maria del Piano e, all’altezza di Mercatino Conca, entriamo nelle Marche. Il paesaggio cambia impercettibilmente, ma c’è qualcosa nell’aria che sa di storia antica. Siamo nelle terre dove si sfidarono Federico da Montefeltro e Sigismondo Pandolfo Malatesta, due giganti del Rinascimento che fecero di queste colline il loro campo di battaglia.
La salita verso Montealtovelio è, senza dubbio, uno dei tratti più emozionanti dell’intero itinerario. Come descrivere queste strade? Servirebbero le parole di un poeta, forse, perché la prosa comune non basta a rendere giustizia a questi spazi pennellati di verde dalle mille sfumature. Il territorio si apre e si chiude tra le colline come un libro che racconta storie di guerra e di pace, di conquiste e di bellezza.
Auditore: Piccole Ironie della Storia
Il borgo di Auditore è uno di quei posti che attraversi quasi senza accorgertene, ma che nasconde piccole sorprese. Qui ha sede un fan club dedicato a Max Biaggi, e questo ci fa sorridere pensando che a pochi chilometri c’è Tavullia, il paese di Valentino Rossi. Anche la storia ha i suoi momenti ironici, no?
Attraversiamo il paese proprio mentre dalla chiesa antica parte una piccola processione. È uno di quei momenti in cui il tempo sembra fermarsi, e tu ti senti parte di qualcosa di più grande.
Urbino: Quando la Pietra Racconta il Genio
Urbino ti accoglie con la maestosità di chi ha fatto la storia. Quindicimila abitanti che vivono quotidianamente circondati da capolavori rinascimentali, come se fosse la cosa più naturale del mondo. Il Palazzo Ducale si erge imponente, testimone del genio di Federico da Montefeltro, quel condottiero che seppe trasformare una piccola città in uno dei centri culturali più importanti d’Europa.
Qui Piero della Francesca ha dipinto, Leon Battista Alberti ha progettato, e grandi menti hanno discusso di arte e filosofia. Oggi il palazzo, quasi completamente restaurato, continua a stupire con le sue opere di inestimabile valore.
Ma prima di ripartire, una tappa è obbligatoria: la Pasticceria Ducale e i suoi cannolini alla crema. Perché anche i sensi vogliono la loro parte di bellezza.
Il Passo del Furlo: Quando la Storia Incontra l’Imprevisto
Il Passo del Furlo dovrebbe essere il momento clou del nostro viaggio sulla Via Flaminia. Scavato dai romani con una maestria che ancora oggi stupisce, rappresenta uno degli esempi più straordinari di ingegneria antica. Ma la natura, a volte, ha i suoi tempi. A distanza di un anno dalle grandi piogge che ne hanno fatto franare parte della carreggiata, il passo è ancora chiuso.
Delusione? Forse, ma solo per un momento. Perché la deviazione ci porta a scoprire le Marmitte dei Giganti vicino a Fossombrone, dove le acque del fiume hanno scolpito la roccia bianca in forme che sembrano sculture d’arte contemporanea. A volte gli imprevisti regalano sorprese inaspettate.
Verso l’Appennino: Il Profumo del Tartufo
Superiamo Acqualagna – il regno del tartufo – e Cagli, puntando spediti verso l’Appennino marchigiano. Il paesaggio si fa più aspro, più selvaggio, e quando alzi lo sguardo vedi il Monte Catria che svetta maestoso, quasi a ricordarti che sei tu l’ospite qui.
Cantiano: Dove la Via Flaminia Incontra il Cielo
Cantiano è uno di quei borghi che ti entrano nel cuore. Duemilacinquecento abitanti che vivono ai piedi del Monte Catria, custodi di una storia che affonda le radici negli antichi popoli italici. La Chiesa di San Giovanni Battista nasconde un tesoro: “La Madonna del Cardellino”, attribuita al Perugino o al suo allievo Pinturicchio. Nella Chiesa di Sant’Agostino, invece, respiri l’austerità del romanico, con le sue pietre che sembrano raccontare preghiere secolari.
E poi c’è la Piazza del Gusto, con le sue bancarelle che profumano di tradizione. Le olive ascolane sono un classico, ma è il pane di Chiaserna che ti conquista: mantiene quel sapore semplice e antico che sa di casa, di genuinità, di tempi in cui fare il pane era ancora un rito sacro.
Monte Catria: La Montagna Sacra
La salita al Monte Catria è l’apoteosi del viaggio. I tornanti si susseguono con vista mozzafiato, entrando e uscendo da boschi di faggi che profumano di muschio e di terra. L’asfalto lascia gradualmente spazio alla strada bianca, e quando raggiungi i 1.701 metri della vetta, capisci perché questa montagna sia considerata sacra fin dall’antichità.
Dante la citò nella Divina Commedia, e non a caso. Da qui il mondo si vede diverso, più piccolo e più grande allo stesso tempo. È un’oasi per noi motociclisti viaggiatori erranti, un posto dove ritrovare il senso profondo del viaggio.
La Discesa: 13 Chilometri di Pura Poesia
Raggiunta la cima, prendiamo il bivio per Acquaviva e iniziamo la discesa. E qui accade qualcosa di magico: spegniamo i motori e ci lasciamo trascinare dalla gravità. Il silenzio è assoluto, rotto solo dal sibilo del vento. È come essere catapultati in un’altra dimensione, dove esisti solo tu, la moto, e la bellezza che ti circonda.
Tredici chilometri di curve e rettilinei che scorrono lungo la montagna, tredici chilometri di estasi pura. Ti senti un po’ come Adamo ed Eva cacciati dall’Eden, e quando arrivi al bivio per Cagli vorresti quasi tornare indietro. Ma la vita, ahimè, ha i suoi impegni.
Il Ritorno: Strade Romantiche e Tramonti
Il viaggio di ritorno è un caleidoscopio di emozioni. La provinciale Rocca Leonella che da Cagli porta a Piobbico è una “strada romantica” – così la chiamiamo noi – immersa nel verde, con piccoli borghi e chiesette abbarbicate lungo le montagne. È una di quelle strade che percorri stringendo forte il manubrio, riflettendo su quanto sia unico e irripetibile quello che stai vivendo.
Piobbico, la curiosa “Città dei Brutti”, ci accoglie con i suoi colori che cambiano con l’avvicinarsi del tramonto. Il sole sta calando quando attraversiamo Urbania e ci fermiamo a fotografare lo splendido Palazzo Ducale. Torneremo presto, è una promessa: questo borgo merita più tempo, più attenzione.
La corsa verso Peglio è veloce, le strade sono larghe e l’andatura si fa sostenuta. Da qui scendiamo verso Sassocorvaro, e lo specchio d’acqua formato dalla diga di Mercatale è una gioia per gli occhi. Il sole si tuffa all’orizzonte mentre attraversiamo Macerata Feltria e Monte Cerignone, e rientriamo in Romagna proprio al tramonto.
Quando la Strada Diventa Memoria
Montescudo, Trarivi, una foto verso San Marino con il sole che dipinge il cielo di rosso, e poi via veloci verso casa. Ma non è un ritorno qualunque: è il ritorno di chi ha vissuto qualcosa di speciale, di chi ha toccato con mano la bellezza del mondo.
Questo viaggio da Rimini al Monte Catria non è solo un itinerario in moto: è un’esperienza che ti cambia, che ti ricorda perché ami viaggiare, perché hai scelto di vivere la strada in sella a una moto. È la dimostrazione che la bellezza esiste ancora, che bastano pochi chilometri per scoprire tesori nascosti, per toccare la storia con le proprie mani.
Informazioni Pratiche per Chi Vuole Seguire le Nostre Tracce
Il Percorso
- Distanza: circa 200 km (andata e ritorno)
- Durata: una giornata intera, meglio se senza fretta
- Periodo migliore: primavera e autunno, quando i colori sono più intensi
Dove Rifornirsi
- Urbino: diverse pompe di benzina nel centro
- Cagli: stazione di servizio sulla strada principale
- Cantiano: rifornimento prima della salita al Monte Catria
Dove Dormire
Se decidete di fermarvi una notte (e ve lo consigliamo), Urbino offre hotel e B&B nel centro storico, mentre nella zona di Cantiano trovate agriturismi e strutture immerse nella natura.
Consigli per la Sicurezza
- Controllate sempre le condizioni del Passo del Furlo prima della partenza
- Portate abbigliamento per le variazioni di temperatura in montagna
- Rispettate i limiti di velocità sulle strade di montagna
Specialità da Non Perdere
- I cannolini della Pasticceria Ducale di Urbino
- Il pane di Chiaserna a Cantiano
- Le olive ascolane nei mercatini locali
- Il tartufo ad Acqualagna (in stagione)
Questo viaggio ha lasciato un segno indelebile nei nostri cuori. E voi? Avete mai percorso strade che vi hanno cambiato? Raccontateci la vostra esperienza nei commenti: ogni viaggio merita di essere condiviso.








