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IL PASSO DEL FURLO E LE VALLI MARCHIGIANE

Questa tappa è sponsorizzata da

Se vi raccontassimo che a 15 Km a ovest di Pesaro, a 30 km da Rimini e 40km da San Marino potete incontrare Tomba di Pesaro voi sicuramente rileggereste le poche righe iniziali di questo post con una sorta di curiosa perplessità. La domanda successiva sarebbe : “ e allora?!?” Allora noi rilanciamo… dal 1938 Tomba di Pesaro viene chiamata Tavullia… Adesso ci siamo capiti? Spero di sì, perché se vi trovate a leggere tra le pagine di questo blog e non conoscete Tavullia verrete espulsi automaticamente dalla pagina 🙂 

Benvenuti a Tavullia

Tavullia è patrimonio universale dei motociclisti e il suo più illustre cittadino, Valentino Rossi, The Doctor, un unicum nel panorama umano.

Detto questo aggiungiamo che Tavullia non è da meno: un piccolo paese incastonato nelle colline che si allungano sulla linea di confine tra la Romagna e le Marche, un confine che per lungo tempo è stato teatro di guerre fratricide tra i vari signori della zona e che ancora oggi, non di rado, accende gli animi e le rivalità tra i vari abitanti, rivalità che solo il grande Valentino e la passione per le moto sono riusciti ad attenuare.La meta di oggi è però Acqualagna, protagonista a novembre di una delle più famose sagre del tartufo che richiama turisti da tutto il mondo desiderosi di approcciarsi al tubero più pregiato e delizioso dell’universo.

Verso Acqualagna

Dopo una breve sosta, appena fuori dal paese, in pellegrinaggio al Ranch, la pista di moto fatta costruire da Valentino Rossi per ospitare i giovani talenti della VR46, la famosa Accademy che sta regalando agli appassionati italiani di moto grandi soddisfazioni, proseguiamo verso Borgo Santa Maria e Chiusa di Ginestro.Vorremmo arrivare ad Acqualagna percorrendo strade minori, che ancora – difficile ma possibile – non conosciamo, e per questo ci addentriamo e perdiamo dentro questo paesaggio collinare che sin da subito regala forti emozioni.

Le Marche sono un territorio magico. Lasciate alle spalle le dolci e poetiche forme della valle del Marecchia e le rupi imponenti di San Marino e San Leo, entriamo all’improvviso nelle selvagge e più dolci suggestioni delle valli marchigiane e della Val Conca.

Cambiano i colori che si arricchiscono delle sfumature dell’argilla ed entrano in scena altre colture come quelle dei girasoli. Borghi piccoli e grandi si alternano sulle cime delle valli, ognuno con una storia da raccontare, ognuno di loro con un proprio fascino da irradiare. Semplicemente magnifici.

Farneto, ad esempio, con il suo castello del X secolo e la sua antica pieve romanica dedicata a San Pietro, che incontriamo quasi per caso e che voi, sicuramente, dovrete andare a cercare bene su Google Maps. Poche case circondate da mura possenti, stradine disabitate ed una vista sulla valle da togliere il fiato, e ancora, Sant’Angelo in Lizzola, bellissimo borgo risalente all’anno 1000 che nasce e si sviluppa intorno al suo castello dentro tipiche mura medievali meravigliosamente conservate. E poi ancora, lungo la SP26, Monteciccardo e proseguendo la stupefacente chiesa del Divino amore a Villa Ugolini. Continuiamo a scivolare lungo queste stradine che non vengono neppure contrassegnate da numeri e corrono come in un sogno dentro una natura bellissima. Mombaroccio ci appare così, tra gli alberi in mezzo a queste valli meravigliose. La rocca domina dall’alto mentre ci apprestiamo alla porta di entrata al borgo. Anche qui tutto è racchiuso dentro le mura che proteggono, ora come un tempo, le sue chiese e le sue abitazioni.

Verso il passo del Furlo

Provinciale 26, si scende verso l’unico, insuperabile, bellissimo, affascinante, maestoso Passo del Furlo. Ma lo facciamo come al solito a modo nostro, attraversando paesini e borghi marchigiani spesso nascosti in mezzo a boschi o arroccati sulle colline. Cartoceto è uno di questi, solo l’ultimo in ordine di tempo di una lunga serie di storiche visioni. Siamo nella bassa valle del Metauro, un paesaggio segnato da storia e battaglie.Lungo le rive di questo vigoroso corso d’acqua, le popolazioni che si sono sviluppate nella valle cercano dalle guerre riparo sulle alture circostanti dando vita ai primi nuclei urbanistici che ancora oggi lasciano senza fiato per la bellezza e l’unicità che portano al paesaggio italiano.

Dopo Cartoceto appare Saltara, attraversata come al tempo dei romani dalla strada consolare Flaminia la via principale che collegava Roma con il nord, chiusa anche lei tra bellissime e possenti mura con un’imponente scalinata che ancora oggi segna l’accesso al centro storico e l’antica torre civica che orgogliosa mostra lo stemma malatestiano, signori di Fano come di Rimini e Cesena.In volata imbocchiamo la SS3 e dopo un saluto all’antichissima e sempre suggestiva Fossombrone che riflette le sue antiche mura e la rocca nelle acque del Metauro.

Ecco dall’alto apparire il mitico passo del Furlo. Dopo più di due anni di chiusura per lavori al manto stradale oggi finalmente lo troviamo percorribile e, quasi ad anticipare l’evento tanto atteso, motociclisti a gruppi, felici come noi di potersi immergere nuovamente nelle magiche suggestioni di questo antichissimo percorso.

La gola del Furlo costeggia l’antico tracciato della via Flaminia che però conserva le orme di antenati ancora più illustri e antichi, gli etruschi che già la usavano per attraversare gli Appennini. E’ un percorso ricco di pathos e di magia, dove le acque verdi smeraldo del fiume Candigliano, affluente del Metauro, ci accompagnano parallele alla strada che costeggia il costone del monte.

Da qui ad Acqualagna il passo è breve, e dopo pochi chilometri lungo la SP3 arriviamo nella patria del tartufo bianco. Dentro questo borgo, se capiti nel periodo delle fiere tra la fine di ottobre e novembre, sentirai l’odore del tartufo insinuarsi attraverso le narici e giù giù sino allo stomaco. Un profumo inebriante allietato dalla vista dei preziosi tuberi che qui fanno bella mostra di sé per essere assaggiati e acquistati. Sì, perché anche con poca spesa è possibile portarsi a casa un piccolo ricordo da affettare sulle tagliatelle al burro. Per tutto il resto dell’anno la visitiamo nelle vesti di Pitinum Mergens, distrutta da Alarico e rifondata come Castello di Montefalcone dalle genti superstiti. Un piccolo borgo medievale dove potrete passeggiare e assaporare nelle piccole osterie lungo i vicoli i cibi locali che qui nelle Marche sono veramente ottimi.

Urbania e il cimitero dei morti

Proseguendo ancora per un tratto lungo le sponde del Candigliano, ripartiamo alla volta di Urbania che raggiungiamo sulla SP257. Strade avvolte nei caldi colori delle colline marchigiane ci accompagnano sino a questo borgo attraversato dal Metauro. Urbania è un monumento alla bellezza, con le possenti mura che circondano l’antica Casteldurante e le sue atmosfere tipicamente medievali rieccheggianti sotto le piccole logge che si allungano attraverso i vicoli oppure dentro le storie delle guide del cimitero delle mummie, che racconta agli amanti del brivido le diverse vicende di gente comune morta più di 4 secoli fa e giunta sino a noi intatta per opera di uno strano fenomeno naturale di mummificazione.

Immersi dentro questi racconti inusuali sarete introdotti in una cappella dove potrete ammirare i resti rivestiti di tutto punto di antichi abitanti della zona e sentir raccontare delle loro storie. Un tour da non perdere, anzi non perdetelo proprio http://www.urbania-casteldurante.it/it/cimitero-delle-mummie.html.

Lungo le colline marchigiane

La SS73bis che imbocchiamo da Urbania si allunga tranquillamente verso Sant’Angelo in Vado ennesimo fantastico borgo che nasce lungo le rive del Metauro in tempi antichissimi e che oggi raccoglie le memorie, le sofferenze e le gioie di genti che oggi hanno la fortuna di ospitare uno dei motoraduni più famosi d’Italia: il Motoraduno del Tartufo, che ogni anno verso la metà di ottobre richiama motociclisti da tutto il mondo.

A ritroso sulla statale 73bis imbocchiamo la ss687 direzione Carpegna.

Anche qui purtroppo per la mancata manutenzione le strade si sono ridotte a dei colabrodi e nonostante la sinuosità delle curve che potrebbe indurre il motociclista ad accelerare, il buon senso ti richiama ad una guida più accorta che da modo però di godere appieno del paesaggio circostante. Prima di raggiungere Muttino ci appare la svolta che ci accompagnerà sino all’Isauro. Valli meravigliose si aprono davanti a noi mentre nella discesa verso Belforte  si apre alla nostra vista.

La sua bellissima rocca, fatta restaurare da Federico di Montefeltro ad opera di Francesco di Giorgio Martini, fu baluardo contro i Malatesta nelle varie lotte per la contesa del territorio e giunge e noi oggi ben conservata e imponente. Uscendo da questo piccolo ma suggestivo borgo risaliamo verso la nostra cara Romagna lungo la SP112 per svoltare poi verso Frontino. Più ci inoltriamo verso la Carpegna più ritroviamo le vie e i percorsi a noi noti e da noi tanto amati. Le strade purtroppo recano i segni dell’incuria e piange il cuore ogni volta che le percorriamo dover constatare che i segni dell’usura si fanno sempre più evidenti, resta il caldo abbraccio della nostra terra, terra di motori, terra di bikers, terra di condottieri e rivoluzionari.

Benvenuti in Romagna

Ci avviciniamo alla Romagna, mentre le colline ammorbidiscono le loro forme i colori prossimi al tramonto si attenuano. Il monte Carpegna ci attende con la sua sagoma così familiare mentre l’aria si raffredda. Siamo ancora in territorio marchigiano ma per uno strano legame con questa terra ci sentiamo già a casa. L’ultima meravigliosa sorpresa di questo itinerario impegnativo e suggestivo ce la regala il tramonto che ci accoglie alla vista della meravigliosa San Leo, uno dei borghi più belli e ricchi di storia d’Italia. Siamo entrati nella valle del Marecchia e il sole rimbalza sulla rupe che sovrasta il borgo e sulla rocca che vide passare condottieri, principi, santi e poeti di quel periodo così ricco per il nostro paese rappresentato dal Rinascimento ed anche di stregoni come Cagliostro che qui fu detenuto. La magia ci avvolge di un giallo dorato che scivola verso il rosso, lentamente, come lentamente scendiamo a valle inseguiti dal profilo inconfondibile della Repubblica di San Marino che ci accompagna verso il mare. Rimini e l’Adriatico.

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Informazioni per il viaggio

Un itinerario in moto che attraversa borghi e paesi immersi nel verde delle valli marchigiane guidando poi poi lungo le magiche suggestioni del passo del Furlo

Dettagli percorso

Itinerario in pillole: Tavullia – Farneto – Mombaroccio – Saltara – passo del Furlo – Acqualagna – Urbania – Belforte all’Isauro – Carpegna – San Leo

Note particolari
Km Percorsi

Le altre tappe del percorso

Prologo: una moto ed un viaggio da organizzare A volte capita, facendo ricerche per progettare i  nostri viaggi, di incontrare storie che nel tempo sono diventate leggende, altre volte invece leggende che  possono trasformarsi in storie, anzi in una…
Succede spesso che nel nostro motovagabondare a cavallo tra Romagna e Marche (quelle vicino a casa nostra) scorrendo le cartine e le mappe aperte sul tavolo ci si lasci coinvolgere dal nome dei luoghi, specie di quelli capaci d’evocare…
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