Fuerteventura in moto è un’altra storia. Lasciata Lanzarote alle nostre spalle, saliamo sul traghetto a Playa Blanca e in circa quaranta minuti raggiungiamo Corralejo, nel nord dell’isola.
È sufficiente sbarcare per accorgersi che il paesaggio è cambiato.
Fuerteventura ci appare più ampia, più aperta, dominata da montagne aride, grandi spazi e una luce intensa che sembra amplificare i colori. Abbiamo davanti due giorni per scoprirla e il percorso che ci hanno preparato gli amici di Lanzarote Moto Rental ci porta subito lontano dalle zone più turistiche.
Le strade dell’interno
Da Corralejo puntiamo verso sud e cominciamo a immergerci nell’interno dell’isola.
Sono tante le strade che percorriamo e molte sono panoramiche. Tagliano un territorio montuoso e arido, ma ricco di fascino già nei suoi colori. Qui la moto trova il suo ambiente ideale: poco traffico, asfalto perfetto, curve e continui cambi di prospettiva.
Lungo il percorso incontriamo la Montaña de Tindaya, considerata sacra dagli antichi abitanti dell’isola e famosa per le incisioni rupestri che ne testimoniano il passato.

Poi arrivano i mirador.
Uno dopo l’altro, ci permettono di fermarci e guardare dall’alto la bellezza selvaggia dell’interno di Fuerteventura. Le strade continuano a salire e scendere tra le montagne e ogni curva sembra aprire un panorama diverso.
È questo il momento in cui capiamo che Fuerteventura ci piace soprattutto così: lontana dalle località affollate, attraversata in moto, seguendo strade che sembrano perdersi nel paesaggio.
La nostra direzione è Betancuria, l’antica capitale dell’isola. Il paese appare quasi nascosto tra le montagne e rappresenta una delle tappe più interessanti del percorso.
Da qui continuiamo verso sud, attraversando ancora montagne e vallate fino a raggiungere Morro Jable.

Verso Morro Jable
La giornata è stata vissuta tra curve e tornanti mozzafiato e arriviamo in serata a Morro Jable, famosa località balneare all’estremità meridionale dell’isola.

Qui però la nostra impressione cambia.
La località ci lascia piuttosto perplessi per l’alta densità turistica e per la presenza di enormi resort che, a partire dagli anni Ottanta, hanno trasformato questo tratto di costa in una delle principali destinazioni del turismo di massa.
Non è il genere di luogo che cerchiamo durante i nostri viaggi.
Per noi sarebbe stato decisamente più interessante rimanere tra le montagne, dove durante la giornata abbiamo trovato quell’atmosfera selvaggia che più ci piace.
Ma Fuerteventura ha ancora molto da mostrarci.
E domani ci aspetta l’ultimo tratto dell’isola, quello che punta verso sud fino all’Atlantico. Sarà una giornata molto diversa.
E soprattutto sarà l’ultima giornata in sella alla nostra Ténéré.
Punta de Jandía: l’ultima frontiera
L’ultimo giorno di noleggio comincia con 38 chilometri di sterrato.
Difficile chiedere di meglio.
Abbiamo dormito a pochi chilometri dalla troppo turistica Morro Jable e di prima mattina decidiamo di esplorare l’ultimo lembo di Fuerteventura, quello che punta verso sud fino a dove termina la terra e comincia l’oceano Atlantico.
La destinazione è Punta de Jandía e il suo faro.

La strada è completamente diversa da quelle percorse il giorno precedente. Il fondo diventa sterrato e il territorio assume un aspetto quasi lunare: vaste distese di rocce vulcaniche, scogliere battute dal vento e un ambiente naturale selvaggio.
I chilometri scorrono tra salite e discese, curve e controcurve.
È uno di quei percorsi nei quali bisogna entrare gradualmente in sintonia con la strada, lasciando che siano la moto e il paesaggio a dettare il ritmo.
La giornata è tersa e l’aria limpida accende i colori. La Ténéré si muove bene sullo sterrato e il divertimento è assicurato.
Arriviamo infine al faro di Punta de Jandía, uno dei punti più remoti dell’isola.
Poi invertiamo la rotta.

Torniamo verso Morro Jable, dove recuperiamo l’asfalto, e iniziamo la risalita verso nord. La moto deve essere riconsegnata a Lanzarote e il tempo a nostra disposizione comincia inevitabilmente a diminuire.
Le grandi spiagge di Fuerteventura
Dopo la scorpacciata di curve e tornanti del giorno precedente, oggi ci aspetta una strada meno articolata, ma capace di attraversare un territorio completamente diverso.
Il paesaggio è dominato dalle grandi dune di sabbia e dalle spiagge che si affacciano sulla costa orientale.
La prima tappa è Sotavento, una delle spiagge più iconiche di Fuerteventura.

Davanti a noi si apre una lunghissima distesa di sabbia dorata, accompagnata da acque basse e trasparenti. Con l’alternarsi delle maree si forma una grande laguna, mentre alle spalle della spiaggia si alzano le dune.
È un luogo che invita a fermarsi.
Ma i chilometri che ci separano da Corralejo sono ancora tanti e dobbiamo ripartire.
Facciamo una breve sosta anche a Pájara, poi torniamo sulla strada principale e attraversiamo l’isola verso nord.
È un tratto nel quale, rispetto alla parte meridionale, troviamo meno occasioni per fermarci. Ma il viaggio non è ancora finito e sappiamo che ci aspetta l’ultima grande sorpresa.
Le dune di Corralejo
Quando arriviamo al Parque Natural de Corralejo, il paesaggio cambia ancora.
Davanti a noi compare un enorme deserto di dune bianchissime modellate dal vento, che scendono fino alle acque turchesi dell’Atlantico.
È uno dei luoghi più spettacolari di Fuerteventura.

Ci fermiamo a guardare questo paesaggio e per qualche minuto dimentichiamo che il viaggio sta ormai finendo. Dopo le montagne dell’interno, lo sterrato di Punta de Jandía e le spiagge di Sotavento, Fuerteventura ci regala un’ultima immagine completamente diversa.
Il sole sta calando sul mare.
È arrivato il momento di tornare verso Corralejo, prendere il traghetto per Playa Blanca e rientrare a Puerto del Carmen.
Quando riconsegniamo la Yamaha Ténéré 700 agli amici di Lanzarote Moto Rental, ci rendiamo conto che questi quattro giorni in moto sono volati.
Abbiamo attraversato due isole, percorso centinaia di chilometri, guidato sull’asfalto e sullo sterrato e scoperto paesaggi che non ci aspettavamo.
Ma soprattutto abbiamo capito una cosa: Fuerteventura è un’isola da vivere in moto.
Per le sue strade, per i suoi spazi aperti e per quella sensazione di libertà che accompagna ogni chilometro.
Il viaggio in sella finisce qui.
Ma le Canarie hanno ancora molto da raccontarci.
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