Lanzarote Sud in moto comincia molto prima di salire in sella. L’isola splende sotto il sole e non solo: irradia calore e fascino.
Niente a che vedere con il freddo dell’inverno sulla Riviera Adriatica. Abbiamo lasciato Rimini avvolta dal freddo all’una di notte, raggiunto l’aeroporto di Bologna e, dopo quattro ore di volo, siamo atterrati al sole. Ventitré gradi.
È stato amore a prima vista.
La terra, qui, ha il colore della lava vulcanica: nera, dorata, poi gialla quando viene attraversata dal sole e ancora nera e rosso fuoco al tramonto. Intorno, poco altro: arbusti bassi, enormi agavi e poche, pochissime palme che riescono a crescere nei luoghi più impensabili. Poi le case, bianche e basse, che invece di elevarsi sembrano allargarsi sul territorio, lasciando libera la vista.
E questo è solo l’inizio.
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Il primo incontro con Lanzarote
Ancora non abbiamo visto praticamente nulla. Ma abbiamo già voglia di partire alla scoperta dell’isola e, in attesa di salire finalmente sulla moto, noleggiamo un’auto e dall’aeroporto ci dirigiamo verso il Parco Nazionale di Timanfaya, una ventina di chilometri più a sud.
È il nostro primo incontro con la Montagna del Fuoco.
La Montagna del Fuoco
Il Parco Nazionale di Timanfaya è un paesaggio vulcanico spettacolare, quasi marziano. Qui le grandi eruzioni che tra il 1730 e il 1736 sconvolsero Lanzarote hanno ricoperto di lava e cenere circa un quarto dell’isola, cancellando il paesaggio precedente e lasciando al loro posto un territorio aspro, quasi completamente privo di vegetazione e dominato da colori intensi: dal nero del basalto al rosso del ferro.
Saliamo sul bus che percorre la Ruta de los Volcanes e, chilometro dopo chilometro, entriamo in questo mondo di crateri, colate laviche e montagne dalle forme improbabili.
Il panorama è mozzafiato.
L’unico piccolo rammarico è non poter scendere dal bus per scattare qualche fotografia. Ma ne vale decisamente la pena.
Torniamo al nostro B&B, circondato da terreni coltivati sulla terra lavica. Un bagno in piscina, un po’ di meritato riposo e poi di nuovo in strada, questa volta verso Arrecife, distante una sedicina di chilometri.

Arrecife al tramonto
Qui ci aspetta il Castillo de San Gabriel, l’antica fortificazione costruita per difendere l’isola dagli attacchi dei pirati e oggi adagiata su un piccolo isolotto collegato alla città.
Quando arriviamo è ormai al tramonto e il castello è già chiuso. Poco male, torneremo.
Per oggi ci fermiamo qui. Alle 18 il buio è già calato sull’isola e noi rientriamo a San Bartolomé per una cena veloce, una birra Tropical, prodotta proprio qui, e una pizza.
Domani, finalmente, si torna in sella.


Il nostro itinerario nel sud di Lanzarote inizia finalmente in sella
La cosa più bella di questa giornata, e di cose bellissime ne abbiamo viste tantissime, è stata tornare a viaggiare in sella a una moto.
30A Puerto del Carmen ci aspettano gli amici di Lanzarote Moto Rental, che ci hanno messo a disposizione per quattro giorni una splendida Yamaha Ténéré 700, insieme ai GPX di un tour pensato per viaggiare in autonomia tra Lanzarote e Fuerteventura, senza perdersi le meraviglie delle due isole.
Sono stati gentili e pazienti e, soprattutto, ci hanno permesso di trasformare quello che altrimenti sarebbe stato un viaggio in automobile in un vero viaggio in moto.
Ci muoviamo un po’ tardi. Il sole sull’isola sorge dopo le sette, poi ci sono i bagagli da sistemare e la moto da caricare. Ma finalmente, verso le dieci, siamo pronti per la partenza.
La prima giornata in sella è dedicata al sud di Lanzarote, una delle zone che più ci incuriosiscono. Qui paesaggi vulcanici, spiagge dorate e antichi insediamenti agricoli convivono in un equilibrio che, per fortuna, sembra essere riuscito a resistere alla pressione del turismo di massa.

Tra vulcani, curve e oceano
Il giorno precedente avevamo avuto un primo assaggio della bellezza selvaggia di Lanzarote visitando Timanfaya. Oggi però l’isola la attraversiamo in moto e la prospettiva cambia completamente.
Le strade sono una sorpresa: asfalto perfetto, poco traffico e un paesaggio unico che accompagna ogni chilometro.
Il territorio porta ancora i segni delle grandi eruzioni che hanno modellato colline nere e distese di lava, creando un ambiente quasi lunare che contrasta con il blu intenso dell’oceano.
Sulla LZ-702 arriviamo a Femés, piccolo borgo circondato dalle montagne. Da qui si apre uno dei primi grandi panorami della giornata: sotto di noi le distese laviche scendono verso il mare e ci accompagnano mentre proseguiamo il nostro percorso verso sud.



La strada diventa parte del viaggio tanto quanto i luoghi che stiamo raggiungendo. Curve e cambi di paesaggio si susseguono mentre ci avviciniamo alla costa.
Arriviamo a Playa del Papagayo, dove una breve deviazione su fondo sterrato ci permette anche di mettere alla prova la Ténéré 700. Sono circa 15 chilometri che, per una moto come questa, diventano soprattutto un’occasione di divertimento.
Poi Los Hervideros, con le sue formazioni rocciose scolpite dall’oceano e le acque che entrano con forza nelle cavità della costa. Poco più avanti raggiungiamo Playa Blanca, il porto da cui partiremo nei giorni successivi verso Fuerteventura.



Prima di rientrare facciamo ancora una sosta alle Salinas de Janubio. Da uno dei mirador la salina appare distesa verso il mare, tra sabbia scura e detriti lavici: un paesaggio che racconta ancora una volta quanto profondamente l’isola sia legata alla sua origine vulcanica.
È un itinerario bellissimo. Le strade, quasi tutte perfettamente asfaltate, regalano curve e continui cambi di prospettiva. L’unica eccezione è proprio la deviazione verso Playa del Papagayo, che ci ha permesso di provare la Ténéré anche in fuoristrada.

Una cena al Teleclub
Quando il sole è ormai scomparso dietro l’orizzonte, rientriamo a Puerto del Carmen.
Per cena scegliamo un Teleclub, questa volta a La Tiñosa. Sono centri sociali di quartiere nati negli anni Sessanta e Settanta come luoghi di aggregazione e che oggi, in molti paesi di Lanzarote, continuano a essere punti d’incontro della comunità, con bar e ristorante oltre alle attività sociali e culturali.
La formula ci piace subito: cucina semplice, piatti del territorio, ambiente informale e prezzi contenuti. Noi scegliamo del pesce accompagnato da una buona birra.
È il modo giusto per chiudere una giornata trascorsa interamente in moto.
Domani ci aspettano i vigneti di Lanzarote e il nord dell’isola. Altri paesaggi, altre strade e altre storie da raccontare.
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