itinerario in moto Hunan, Guangxi Fujian rappresenta una delle parti più varie e sorprendenti del nostro viaggio in Cina.
Dalle ultime curve tra le montagne di Zhangjiajie alle spettacolari risaie di Longji, dai paesaggi carsici di Yangshuo fino ai villaggi Hakka del Fujian e alla costa di Xiamen, ogni giornata ci ha portato dentro una Cina diversa.
In questa fase del viaggio lasciamo progressivamente l’entroterra per dirigerci verso sud, attraversando territori ricchi di cultura, natura e tradizioni.
Questo itinerario racconta i prossimi dodici giorni del nostro viaggio attraverso la Cina.
Se stai pensando di organizzare un’avventura simile, puoi leggere anche la nostra guida completa su come organizzare un viaggio in moto in Cina.
👉 https://motoeviaggi.com/itinerari/viaggiare-in-moto-in-cina/

🏍 Giorno 17 – da Zhangjiajie a Huaihua (327 km)
Durante questo itinerario in moto tra Zhejiang, Jiangxi e Hunan, abbiamo imparato una cosa: i chilometri, in Cina, non sono mai solo numeri.
A guardarli così, 327 km non sembrano poi così impegnativi.
E invece possono trasformarsi in una giornata piena, intensa, a tratti anche faticosa.
Oggi, però, la strada ha deciso di farsi perdonare.
Gran parte del percorso si sviluppa tra montagne e vallate, con curve continue e qualche tornante perfetto. Finalmente la nostra X-Cape 700 riesce a respirare davvero: pieghe, ritmo, sorpassi puliti. È uno di quei momenti in cui il viaggio torna a essere puro piacere di guida.
Anche il traffico, complice il terreno montuoso, si fa più leggero. I mezzi pesanti diminuiscono e tutto diventa più fluido. A mettere alla prova è invece il caldo: superiamo i 30 gradi, arrivando fino a 34, e nelle ore centrali la fatica si fa sentire. Le soste si moltiplicano, più per bere che per riposare.
Qui, tra piccoli paesi e distributori, non è mai un problema trovare qualcosa di fresco: bibite locali, semplici ma piacevoli, per pochi yuan. Piccole cose che fanno la differenza.
Siamo partiti con un clima primaverile e ci ritroviamo in piena estate.
E anche questo, in fondo, fa parte del viaggio.
🏯 Fenghuang, la sorpresa della giornata
La vera sorpresa arriva all’ora di pranzo.
Raggiungiamo Fenghuang, una delle città antiche più affascinanti dello Hunan.
Adagiata lungo il fiume Tuojiang, si presenta come un piccolo mondo sospeso nel tempo: case in legno su palafitte, ponti storici, vicoli lastricati. Un equilibrio perfetto tra acqua, architettura e vita quotidiana.
La sua storia supera i 1300 anni e, non a caso, è considerata uno dei centri storici meglio conservati della Cina.
Eppure, nel primo pomeriggio, sotto il sole delle 13:00, appare quasi silenziosa.
Un contrasto sorprendente.
Passeggiamo senza fretta, attraversiamo il pittoresco ponte Hongqiao, ci fermiamo all’ombra delle mura. Intorno a noi, ragazzi in abiti tradizionali si fanno fotografare, tra sorrisi e pose studiate.
Un piccolo teatro a cielo aperto, spontaneo e autentico.
📍 Fenghuang: cosa sapere
👉 Dove si trova: provincia dello Hunan
👉 Età: oltre 1300 anni di storia
👉 Perché visitarla: una delle città antiche meglio conservate della Cina
👉 Cosa vedere:
- Ponte Hongqiao
- Case su palafitte lungo il fiume
- Vicoli storici e botteghe locali
👉 Consiglio: se puoi, fermati fino a sera → le luci rendono il posto ancora più magico
🧭 Cambio di programma (e realtà cinese)
Nel frattempo, i piani cambiano.
L’idea iniziale era quella di fermarsi a Qianyang, un antico villaggio poco più a sud. Ma arriva l’avviso di Shang, il nostro punto di riferimento in questo viaggio: in molte aree, gli stranieri non possono pernottare.
Una limitazione che sorprende, ma che racconta bene quanto la Cina possa essere affascinante… e complessa allo stesso tempo.
Così, senza forzare, cambiamo rotta.
🌆 Huaihua e l’incontro più inatteso
Arriviamo a Huaihua in serata.
Una città fuori dai radar turistici, ma perfetta per fermarsi, riorganizzarsi e osservare un’altra faccia della Cina: quella quotidiana, reale.
E proprio qui ci imbattiamo in una delle scene più curiose del viaggio.
Davanti a un negozio, una fila ordinata di persone. È sera, ma l’attesa è lunga. Il motivo? Una parrucchiera diventata celebre sui social: Xiaohua, milioni di follower e un piccolo salone trasformato in punto di riferimento.
Entriamo, osserviamo, ridiamo. Un incontro leggero, spontaneo, che aggiunge un tassello inaspettato alla giornata. Un selfie suggella l’incontro.
🌙 Ultimi chilometri
La giornata si chiude con un ultimo brivido: un controllo alcolemico lungo la strada.
Tutto sotto controllo. Promossi.
E anche questo, in fondo, entra nel racconto.
📍 Tappa Zhangjiajie → Huaihua
Consiglio: evitare le ore più calde
Distanza: 327 km
Strade: prevalentemente montane
Difficoltà: media (caldo + tempi lunghi)
Highlight: Fenghuang Ancient Town
🏍 Giorno 18 – da Huaihua a Longji Rice Terrace
Durante questo itinerario in moto tra Zhejiang, Jiangxi e Hunan, ci stiamo accorgendo sempre di più di una cosa: la Cina riesce a sorprendere proprio dove meno te lo aspetti.
Questa mattina, facendo colazione al 26° piano del Mehood Elegant Hotel di Huaihua, guardando dall’alto una città moderna e quasi anonima, abbiamo pensato esattamente questo.
Eppure, bastano pochi chilometri per ritrovarsi in un mondo completamente diverso.
Partiamo verso sud con una sensazione di calma, quasi di appagamento. Senza sapere che la giornata avrebbe continuato a regalarci contrasti fortissimi.

🏯 Qianyang, un salto nella Cina più autentica
La prima tappa è Qianyang Ancient Town.
Se il buongiorno si vede dal mattino, oggi sarebbe stata una grande giornata.
Case antiche in legno e mattoni, vicoli stretti, dettagli che raccontano storie. Qui il tempo sembra davvero scorrere più lentamente. Le etnie Miao e Dong continuano a vivere questi spazi con naturalezza, trasformando il villaggio in qualcosa di vivo, non in una semplice attrazione.
Le porte delle case sono spesso aperte. Si intravede la vita quotidiana, si colgono gesti, abitudini, piccoli rituali.
Tra le immagini che restano più impresse, i ritratti di Mao appesi alle pareti, presenza forte e simbolica anche nei contesti più tradizionali.
Passeggiamo senza fretta, tra templi come il Chongfu, botteghe artigiane e scorci che sembrano usciti da un’altra epoca. È uno di quei luoghi che non gridano per farsi notare, ma che ti restano dentro.
📍 Qianyang: cosa sapere
👉 Dove si trova: provincia dello Hunan
👉 Perché fermarsi: uno dei villaggi storici meno turistici della zona
👉 Cosa vedere:
- Tempio Chongfu
- Case tradizionali Miao e Dong
- Vicoli e botteghe locali
👉 Consiglio: passeggia senza meta → è il modo migliore per scoprirla
🛣 Strade, curve e la Cina che scorre
Lasciata Qianyang, la strada torna protagonista.
Ed è qui che il viaggio in moto riprende il suo ritmo migliore.
Curve, tornanti, vallate profonde, fiumi che accompagnano la marcia e, tutt’intorno, una Cina agricola e silenziosa. Le risaie iniziano a comparire sempre più spesso, mentre il giallo acceso della colza continua a colorare il paesaggio.
Le case, i ponti, le torri: tutto segue uno stile coerente, quello Huizhou e Xiangxi, fatto di legno, tetti spioventi e armonia con l’ambiente.
È una guida che appaga, che non stanca.
Una di quelle giornate in cui si macinano chilometri senza accorgersene.

🌾 Longji, la “Schiena del Drago”
Nel tardo pomeriggio raggiungiamo Longji Rice Terraces, nella regione autonoma del Guangxi.
Longji significa “Schiena del Drago”, e basta uno sguardo per capire il perché.
I terrazzamenti si arrampicano lungo i pendii delle montagne creando un disegno perfetto, quasi irreale. Linee che seguono la natura e la trasformano in qualcosa di armonico, potente, unico.
Qui si entra pagando un biglietto, ma è uno di quei casi in cui il prezzo passa completamente in secondo piano.
📍 Longji, la storia delle risaie “Schiena del Drago”
Le Longji Rice Terraces non sono solo uno dei paesaggi più iconici della Cina, ma anche il risultato di secoli di lavoro umano.
La loro costruzione iniziò durante la dinastia Yuan (XIII secolo) e proseguì nei secoli successivi sotto i Ming e i Qing. Generazioni di contadini, appartenenti principalmente alle etnie Zhuang e Yao, hanno modellato queste montagne con pazienza e ingegno, trasformando pendii ripidi e difficili in campi coltivabili.
Il nome “Longji”, ovvero Schiena del Drago, deriva proprio dalla forma delle terrazze: linee sinuose che seguono il profilo delle montagne, come le scaglie di un drago che si muove nel paesaggio.
Oggi queste risaie non sono solo un capolavoro agricolo, ma anche un esempio straordinario di equilibrio tra uomo e natura.
E la cosa più affascinante è che sono ancora vive: coltivate, abitate e attraversate ogni giorno da chi continua a custodirne la storia.
🏡 Notte tra le risaie
Raggiungiamo la nostra guesthouse, in legno, affacciata direttamente sui terrazzamenti. Un luogo semplice ma incredibilmente suggestivo.
Il proprietario è un motociclista. E già questo basta a creare una connessione immediata.
Ci accoglie con entusiasmo, come si accolgono i viaggiatori veri.
E in un attimo ci sentiamo a casa.
La giornata si chiude nel modo migliore possibile:
pollo e riso cotti nel bambù, aria fresca, silenzio, e davanti agli occhi uno dei paesaggi più belli visti finora.
Cullati dal vento e da quella vista, ci addormentiamo con una certezza sempre più forte:
👉 questo viaggio in moto in Cina continua a sorprenderci, ogni giorno di più.
📅 Quando visitare Longji (stagioni e colori)
Le Longji Rice Terraces cambiano volto durante l’anno, trasformandosi completamente a seconda della stagione. Ed è proprio questo uno dei motivi per cui vale la pena sceglierle con attenzione.
In primavera (aprile–maggio) le terrazze vengono riempite d’acqua per la semina. È il momento dei riflessi: il cielo si specchia nelle risaie creando giochi di luce incredibili, soprattutto all’alba e al tramonto.
In estate (giugno–agosto) il paesaggio diventa di un verde intenso. Le risaie sono nel pieno della crescita e le montagne si trasformano in un mosaico vivo e vibrante. È la stagione più rigogliosa.
In autunno (settembre–ottobre) arriva forse il momento più fotografato: il riso maturo colora tutto di oro. Le terrazze sembrano onde dorate che scendono lungo i pendii, regalando uno spettacolo caldo e avvolgente.
In inverno (novembre–febbraio) il paesaggio si svuota e diventa essenziale. A volte la neve ricopre le terrazze, trasformandole in linee bianche e silenziose. È il periodo più intimo, meno turistico.
👉 Non esiste una stagione migliore in assoluto:
dipende da cosa vuoi vedere… e da che tipo di viaggio stai cercando.
📍 Tappa Huaihua → Longji
Alloggio: guesthouse tradizionali in legno
Distanza: circa 300 km
Strade: montagna + vallate rurali
Highlight: Qianyang Ancient Town, Longji Rice Terraces
Consiglio: arrivare nel pomeriggio per godersi la luce sulle risaie
🏍 Giorno 19 – Longji Rice Terrace, tra sentieri e silenzi
Oggi siamo pronti già di buon mattino.
Basta uno sguardo fuori dalla finestra della nostra guesthouse per intuire lo spettacolo che ci aspetta.
Il cielo è incerto, la luce non è quella perfetta che esalta i colori e crea contrasti netti. Certo, ci sarebbe piaciuto vedere queste montagne illuminate dal sole… ma siamo davanti a uno dei paesaggi più incredibili del mondo, e questo basta.
Non era il periodo dei colori più accesi, ma vedere le risaie di Longji così, più spoglie, ci ha permesso di coglierne la struttura e l’armonia.
🌾 Dentro le risaie di Longji
Se ti stai chiedendo cosa vedere a Longji, la risposta è semplice: non solo i punti panoramici più famosi, ma soprattutto i sentieri che attraversano le risaie e i villaggi che le custodiscono.
Le Longji Rice Terraces si svelano poco alla volta.
Scendiamo dall’hotel verso il parcheggio dei bus e, dopo una breve salita su strada, veniamo lasciati all’inizio del percorso. Da lì in poi si cammina. E si inizia a capire davvero questo luogo.
La prima grande veduta è quella dei Nine Dragons and Five Tigers.
Davanti agli occhi si disegna una geografia perfetta: linee d’acqua, curve morbide, creste che si rincorrono lungo il pendio. Le terrazze seguono il profilo della montagna come se fossero sempre state lì, come se la natura le avesse create da sola.
Le “nove creste” si diramano come una spina dorsale, dando vita all’immagine dei draghi che si piegano verso il fiume Jinsha. Un’interpretazione poetica, certo, ma incredibilmente efficace.
Ci fermiamo, osserviamo, poi iniziamo a scendere lungo i sentieri.

🚶♂️ Camminare tra le terrazze
Il bello arriva proprio qui.
Camminare tra le risaie significa entrarci dentro, perderne la visione d’insieme e scoprire i dettagli: i bordi, i riflessi, le geometrie irregolari che da vicino diventano perfette.
Proseguendo lungo il percorso, compaiono le altre formazioni:
le cinque tigri, e più avanti le Seven Stars Accompanying the Moon.
Nomi evocativi, quasi leggendari, che aiutano a leggere il paesaggio come se fosse una storia.
La discesa è lunga ma piacevole e ci riporta verso il villaggio di Ping’an, con le sue case in legno che sembrano aggrapparsi alla montagna.
🧶 Huangluo, il villaggio delle donne dai lunghi capelli
La giornata, però, non è ancora finita.
Ci spostiamo verso Huangluo Yao Village, uno dei villaggi più particolari della zona.
Qui vive la comunità Yao, famosa per una tradizione unica: i capelli lunghissimi delle donne.
Quando arriviamo troviamo alcune anziane sedute all’ingresso del villaggio. Ridono, scherzano tra loro, e con naturalezza accettano di mostrarci quella che è diventata la loro firma nel mondo.
Capelli lunghissimi, custoditi sotto copricapi elaborati, che vengono tagliati una sola volta nella vita: il giorno del diciottesimo compleanno.
Sono le donne Red Yao, riconoscibili anche dagli abiti tradizionali rossi.
Una scena semplice, quasi quotidiana, ma allo stesso tempo potente.
Un altro frammento di questa Cina che non smette di sorprenderci.

📍 Longji Rice Terraces
👉 Dove si trovano: regione autonoma del Guangxi
👉 Altitudine: oltre 600 metri
👉 Perché sono famose: terrazze di riso tra le più spettacolari al mondo
👉 Punti panoramici principali:
- Nine Dragons and Five Tigers
- Seven Stars Accompanying the Moon
👉 Periodo migliore:
- primavera → risaie piene d’acqua
- estate → verde intenso
- autunno → colori dorati
🌙 Fine giornata
Rientriamo con calma, con negli occhi linee, forme e paesaggi difficili da raccontare fino in fondo.
Forse oggi non abbiamo visto Longji nella sua versione più famosa, quella dorata o verde brillante.
Ma l’abbiamo vista nella sua essenza.
E, in certi casi, è anche meglio così.
📍Longji Rice Terraces
Punti panoramici: Nine Dragons & Five Tigers, Seven Stars
Altitudine: fino a 800–900 metri
Accesso: a pagamento
Tempo visita: minimo mezza giornata
Esperienza: trekking tra le risaie + villaggi
🏍 Giorno 20 – da Longji a Yangshuo, verso i paesaggi carsici della Cina
Durante questo itinerario in moto tra Zhejiang, Jiangxi e Hunan, ogni giornata sembra avere una propria identità.
Quella di oggi è fatta di contrasti.
Calcare, dolomite, gesso.
Il tempo e l’acqua hanno scolpito questo territorio per milioni di anni, creando un paesaggio che non assomiglia a nulla di ciò che siamo abituati a vedere.
È il mondo carsico della Cina meridionale.
Ed è qui che stiamo entrando.
🛣 Verso Yangshuo, tra freddo e pioggia
Lasciamo Longji con negli occhi le risaie e imbocchiamo la strada verso Yangshuo.
I chilometri scorrono veloci, ma qualcosa cambia.
Le temperature crollano.
Nel giro di due giorni passiamo da oltre 30 gradi a poco più di 8. La pioggia ci accompagna per buona parte del tragitto, insistente, fredda, quasi inaspettata.
Arriviamo a Yangshuo provati, bagnati, con tutti i programmi saltati.
In quei momenti non c’è molto da fare:
si cerca riparo, si asciugano i vestiti, si rallenta.
E si accetta il viaggio per quello che è.
⛰ I paesaggi carsici, tra i più belli della Cina
Se ti stai chiedendo cosa vedere a Yangshuo, la risposta è davanti ai tuoi occhi non appena alzi lo sguardo.
Le montagne non sono montagne nel senso classico.
Sono pinnacoli, guglie, forme verticali che emergono dalla terra come sculture naturali.
È il risultato di un processo lento e inesorabile: l’acqua che, nel corso dei millenni, ha dissolto la roccia calcarea creando grotte, doline e rilievi unici al mondo.
Un paesaggio che sembra irreale.
Quasi disegnato.
E anche sotto la pioggia, con i colori spenti e il cielo basso, mantiene un fascino incredibile.
🌙 Prima sera a Yangshuo
Per oggi non c’è molto altro da fare.
Usciamo solo per una breve passeggiata nei dintorni dell’hotel, giusto per iniziare a prendere confidenza con questo nuovo ambiente.
Ed è proprio da lì, quasi per caso, che arriva il primo colpo d’occhio.
Davanti a noi si apre la vista su Moon Hill, uno dei simboli di Yangshuo: un arco naturale scavato nella roccia, perfetto, quasi irreale.
Lo osserviamo in silenzio, ancora infreddoliti, ancora un po’ stanchi.
Ma già consapevoli che questo luogo ha qualcosa di speciale.
🏨 Riposo e attesa
Fortunatamente l’hotel è accogliente, caldo, confortevole.
Ci accolgono con una bevanda allo zenzero bollente — semplice, ma perfetta dopo una giornata così.
È uno di quei piccoli gesti che fanno sentire immediatamente meglio.
Fuori continua a piovere.
Dentro, finalmente, ci si rilassa.
Domani sarà un altro giorno.
E Yangshuo merita di essere scoperta davvero.
📍 Yangshuo: cosa sapere
👉 Dove si trova: regione autonoma del Guangxi
👉 Perché è famosa: paesaggi carsici tra i più spettacolari al mondo
👉 Cosa vedere:
- Fiume Li
- Moon Hill
- Xingping
- West Street
👉 Consiglio: dedica almeno 2–3 giorni → è una delle zone più belle della Cina

🏍 Giorno 21 – Yangshuo e Xingping, tra il fiume Li e i paesaggi più iconici della Cina
Ci sono giornate in cui il meteo non collabora.
E poi ci sono giornate in cui, nonostante tutto, il viaggio riesce comunque a regalarti qualcosa di speciale.
Oggi è stata così.
Freddo e nuvole basse non ci hanno mai abbandonato, ma restare fermi non era un’opzione.
Siamo in uno dei luoghi più iconici della Cina, e sarebbe stato un peccato non viverlo fino in fondo.
🌄 Yangshuo, dove il paesaggio diventa scenografia
Se ti stai chiedendo cosa vedere a Yangshuo, la risposta è ovunque intorno a te.
Alla fine della West Road incontriamo gruppi di ragazze — ma anche ragazzi — vestiti con abiti tradizionali, intenti a farsi fotografare immersi in un paesaggio che sembra dipinto. Dietro di loro, il profilo inconfondibile delle montagne carsiche.
Davanti, il lento scorrere del fiume.
È una scena che abbiamo già visto altrove, ma qui cambia tutto. Qui, l’insieme funziona in modo perfetto.
Quasi irreale.
🌊 Il fiume Li e le zattere di bambù
Il protagonista, però, è lui: il Li River.
Le zattere di bambù scivolano sull’acqua in silenzio, seguendo il ritmo lento del fiume.
È una delle immagini più iconiche della Cina, e vederla dal vivo ha un effetto diverso.
🌊 Il fiume Li e l’esperienza in barca da Xingping
Xingping è il punto migliore per vedere il fiume Li
Lasciata Yangshuo, raggiungiamo Xingping, a circa 30 km. Il traffico, complice la domenica, è più intenso del previsto, ma la X-Cape riesce comunque a districarsi senza problemi.
A Xingping ci dirigiamo verso i moli, da cui partono le barche turistiche più grandi, utilizzate soprattutto per navigazioni brevi lungo il tratto più iconico del fiume.

Le biglietterie non sono sempre chiarissime e, come spesso accade, quasi tutto è in cinese. Ci si muove un po’ a intuito, osservando gli altri, chiedendo, indicando. Alla fine si capisce.
Si paga direttamente in loco, generalmente tra i 100 e i 150 yuan a persona, a seconda del tipo di giro. Anche qui, i metodi più utilizzati sono WeChat Pay e Alipay, mentre il contante viene accettato ma non sempre è la soluzione più rapida.
Dopo un breve controllo e qualche attesa, si sale a bordo.
Non è una zattera, ma una barca più grande, coperta, con posti a sedere. Più turistica, certo, ma anche più stabile e adatta a osservare il paesaggio con calma.
🚤 Navigare sul fiume Li
La barca scivola lungo il fiume attraversando uno dei tratti più celebri della Cina. Le montagne carsiche si alzano tutto intorno, riflesse nell’acqua, mentre il traffico fluviale si muove lento: zattere, altre barche, pescatori.
I paesaggi carsici di Yangshuo e del fiume Li sono il risultato di milioni di anni di erosione. L’acqua ha lentamente dissolto le rocce calcaree, creando grotte, cavità e, nel tempo, queste forme verticali così caratteristiche.
Il percorso non è lungo, ma è sufficiente per capire perché questo tratto del fiume Li sia diventato così iconico al punto da essere raffigurato sulla banconota da 20 yuan.
💡 PICCOLA NOTA
Se state organizzando un viaggio in questa zona, partire in barca dai moli di Xingping è probabilmente il modo più semplice per vedere il tratto più famoso del fiume Li senza affrontare escursioni più lunghe da Guilin.
📍 Xingping e il fiume Li
👉 Dove si trova: a circa 30 km da Yangshuo
👉 Perché è famosa: uno dei panorami più iconici della Cina
👉 Cosa fare:
- giro in barca sul fiume Li
- passeggiata nell’antica città
- punti panoramici sulle montagne carsiche
👉 Curiosità: il paesaggio è raffigurato sulla banconota da 20 yuan
🏍 Giorno 22 – Xianggong Hill, sopra il fiume Li
Ce la stiamo prendendo comoda. E forse è la scelta migliore.
Questa zona della Cina è tra le più belle che abbiamo attraversato finora e merita tempo. Anche il freddo, arrivato all’improvviso nei giorni scorsi, ci ha in qualche modo costretti a rallentare. Ma non è stato un male. Anzi.
Fermarsi qui, tra questi paesaggi, è quasi naturale. L’hotel — lo Yangshuo Village Inn — è accogliente, il cibo è ottimo, la gente gentile. E tutto intorno c’è qualcosa che non si riesce a spiegare fino in fondo.
⛰ Xianggong Hill, il punto panoramico più sorprendente
Partiamo presto, in moto, immersi ancora una volta in questo paesaggio carsico che ormai ci accompagna da giorni. Dopo circa un’ora raggiungiamo Xianggong Hill.
Se ti stai chiedendo cosa vedere a Yangshuo oltre al fiume Li, questo è uno di quei luoghi che non puoi saltare.
Per arrivare in cima bisogna pagare un biglietto (circa 60 yuan) e affrontare una salita di circa 400 scalini. Una fatica breve, ma intensa.

🌄 Davanti a uno dei panorami più iconici della Cina
Sotto di noi, il Li River scorre lento, disegnando curve perfette tra le montagne. Le barche sembrano piccole, quasi sospese. Le cime carsiche si susseguono all’infinito, una diversa dall’altra, come onde pietrificate.
La sua fama è relativamente recente: per secoli è stato un luogo conosciuto soprattutto a livello locale, mentre oggi è diventato uno dei punti più fotografati di tutta la Cina, soprattutto all’alba.
📜 La leggenda della “montagna del gentiluomo”
Il nome Xianggong (相公) può essere tradotto come “gentiluomo” o “studioso”.
Secondo una leggenda locale, un antico letterato si ritirò su questa collina per meditare, lontano dal caos e dalla vita pubblica. Da qui osservava il fiume Li e le montagne, trovando ispirazione e pace.
Non è difficile immaginarlo.
Ancora oggi, salendo quei gradini, si ha la sensazione di entrare in uno spazio sospeso, dove il tempo rallenta e tutto sembra trovare un equilibrio naturale.
🌍 Come si è formato questo paesaggio (geologia)
Il panorama che si apre da Xianggong Hill è uno degli esempi più spettacolari di paesaggio carsico al mondo.
Milioni di anni fa, questa zona era coperta dal mare. I sedimenti marini, ricchi di calcare, si sono lentamente trasformati in roccia. Poi è iniziato il lavoro dell’acqua.
L’erosione, goccia dopo goccia, ha dissolto il calcare creando:
- montagne isolate (i famosi pinnacoli)
- grotte e cavità sotterranee
- fiumi sinuosi come il Li River
Il risultato è quello che vedi oggi:
👉 un paesaggio quasi irreale, che sembra dipinto.
🚶♂️ Tra fiume e villaggi
Naturalmente non siamo soli. La Cina è anche questo: condivisione.
Gruppi di visitatori, fotografi, persone che salgono e scendono senza sosta. Eppure, in mezzo a tutto questo, ognuno riesce a trovare il proprio spazio.
Dopo la discesa torniamo verso il fiume.
Una passeggiata ci porta fino al piccolo porticciolo da cui partono le barche di bambù. Le osserviamo ancora una volta scivolare sull’acqua, guidate da barcaioli che, in piedi, spingono con lunghi pali.
Un’immagine semplice, ma profondamente legata a questo luogo.
🔚 Verso la prossima tappa
Domani si riparte, direzione mare. Tanti chilometri ci aspettano, ma ormai abbiamo imparato che in Cina ogni strada può nascondere qualcosa di sorprendente.
📍 Xianggong Hill
👉 Dove si trova: circa 30 km da Yangshuo
👉 Perché è famosa: uno dei punti panoramici più iconici sul fiume Li
👉 Accesso:
- 400 scalini
- biglietto circa 60 yuan
👉 Quando andare:
- alba → luce spettacolare
- tramonto → atmosfera più morbida
👉 Consiglio: porta poca attrezzatura → la salita è breve ma ripida
🏍 Giorno 23 – Verso la costa: dalle montagne carsiche a Liannan
Giornata dedicata alla strada e alla moto, con quella sensazione piacevole di ripartenza che arriva dopo qualche giorno più stanziale.
Il sole è tornato, le temperature si sono alzate e noi abbiamo ripreso a guidare verso sud, in direzione della costa e del mare cinese.
Tutti ce lo raccontano come un mondo diverso, più caldo, più aperto. I ragazzi di Road Pioneer in primis. E noi, come sempre, preferiamo verificare di persona.
🛣 Strada, curve e Cina rurale
È una giornata di trasferimento, sì, ma di quelle che non pesano.
La strada scorre bene, spesso immersa in territori agricoli dove la vita segue ritmi semplici. I contadini lavorano nei campi, a volte ancora con strumenti essenziali, tra risaie, coltivazioni di mandarini e piccoli appezzamenti ordinati. Lungo la strada compaiono bancarelle improvvisate dove vengono venduti prodotti freschi.
Le curve iniziano a farsi più frequenti, i tornanti arrivano senza preavviso e rendono la guida piacevole, mai monotona.
Per lunghi tratti siamo soli.
Ed è forse questo uno degli aspetti più sorprendenti di questo viaggio: riuscire a trovare spazi così aperti e silenziosi in un paese che immaginiamo sempre affollato.
⛰ Gli ultimi paesaggi carsici
Per i primi cento chilometri il paesaggio continua a ricordarci da dove veniamo. Le formazioni carsiche che avevamo conosciuto nei giorni precedenti, tra Yangshuo e il Li River, ci accompagnano ancora per un po’.
I pinnacoli di roccia emergono dal terreno come forme isolate, quasi sospese, e si alternano a campi coltivati e piccoli villaggi. È un paesaggio che ormai riconosciamo, ma che continua a colpirci per la sua armonia.
Poi, lentamente, cambia.
🌄 Verso un paesaggio più familiare
Lasciata alle spalle la zona carsica, il territorio diventa più morbido. Le montagne restano, ma assumono forme più vicine a quelle che conosciamo. In alcuni tratti ricordano persino i nostri Appennini, con boschi, curve lunghe e un’alternanza continua tra salite e discese.
La guida resta divertente. Nel tardo pomeriggio arriviamo a Liannan.
Dopo un’ultima curva tra le montagne, la città appare all’improvviso: palazzi, luci, fabbriche. Un cambio netto, quasi brusco, che ormai abbiamo imparato a riconoscere.
Liannan non è una destinazione turistica. E forse proprio per questo ci incuriosisce.
Passeggiando in centro, alla ricerca di un posto dove cenare, ci troviamo immersi in una quotidianità autentica. Negozi, ristoranti semplici, persone che vivono il loro tempo senza filtri.
Una Cina più diretta, meno costruita.
🌙 Fine giornata
La città è viva, luminosa, come molte altre che abbiamo attraversato. Ma qui si ha la sensazione che tutto sia pensato per chi ci vive, non per chi passa. E questo, in fondo, è ciò che cerchiamo.
Domani ci aspetta la tappa più lunga del viaggio. 390 chilometri. Vedremo cosa ci riserverà la strada.
📍 Liannan
👉 Dove si trova: provincia del Guangdong
👉 Perché fermarsi:
- fuori dalle rotte turistiche
- contatto diretto con la Cina locale
- buon punto tappa verso la costa
👉 Cosa aspettarsi:
esperienza più “vera” città autentica pochi stranieri

🏍 Giorno 24 – Da Liannan a Wengyuan: tra villaggi Yao e strade di montagna
La provincia del Guangdong è una delle più popolose e sviluppate della Cina, ma è anche una terra di contrasti.
Da un lato le grandi città, come Guangzhou — l’antica Canton — dall’altro territori montuosi, minoranze etniche e una rete di strade secondarie che, per chi viaggia in moto, possono regalare giornate davvero interessanti.
È un insieme a tratti disordinato, ma proprio per questo affascinante.
Negli ultimi giorni abbiamo smesso di seguire programmi rigidi. Ci muoviamo adattandoci a ciò che troviamo lungo la strada, lasciando che sia il territorio a suggerirci la direzione.
⛰ Il villaggio Yao di Sanpai
La mattina la dedichiamo a una deviazione che si rivelerà una delle più interessanti di questi giorni: Raggiungiamo un piccolo villaggio Yao nei dintorni di Liannan: Sanpai.
Il villaggio si arrampica sul fianco della montagna e sembra quasi proteggere se stesso, custodendo tradizioni che qui sono ancora parte della vita quotidiana.
Gli Yao sono una minoranza etnica presente in diverse aree dell’Asia, e in questa regione mantengono ancora molti tratti distintivi: abiti colorati, una forte identità culturale, un legame profondo con musica, danza e ritualità. Le loro credenze mescolano animismo, culto degli antenati e, in alcuni casi, elementi del Buddhismo.
Per visitare Sanpai bisogna salire una lunga scalinata che, a tratti, sembra non finire mai.
In cima troviamo un piccolo tempio — probabilmente buddhista, ma non ne abbiamo la certezza — e una scena che ci resta impressa: una signora anziana che vende incensi e, con pazienza, ci mostra come utilizzarli correttamente.
Intorno, la vita scorre semplice.
Gruppi di abitanti lavorano insieme alla manutenzione del villaggio, altri gestiscono piccole strutture per l’ospitalità. Tutto è curato, ma senza forzature, con un equilibrio che raramente si trova nei luoghi più turistici.
🛣 Strade, fiumi e Cina reale
Lasciato Sanpai, torniamo in sella.
La giornata prosegue tra strade di montagna, fiumi pieni d’acqua e un continuo alternarsi di paesaggi: risaie, frutteti, piccoli centri abitati e, all’improvviso, città più grandi con grattacieli e aree industriali.
È un passaggio continuo tra mondi diversi. Ed è forse questo che rende la guida così interessante.
Le strade restano divertenti, mai banali, e il contatto con le persone continua a essere uno degli aspetti più belli del viaggio. Sorrisi, curiosità, qualche parola scambiata con l’aiuto dei traduttori sul telefono.
Ci si capisce comunque.
🍜 Pranzo lungo la strada (con AMap)
Ormai è diventata una consuetudine fermarsi a pranzo nei piccoli paesi.
Non sempre è facile individuare i posti giusti, ma qui entra in gioco AMap, che si sta rivelando uno strumento prezioso.
Oltre alla navigazione, segnala ristoranti locali che difficilmente troveremmo da soli. Entriamo, ci sediamo, proviamo a ordinare.
All’inizio è sempre un piccolo rompicapo, poi tutto si risolve tra gesti, sorrisi e qualche traduzione improvvisata. Alla fine, come spesso accade, sono momenti che restano.
🧽 Una pausa… inaspettata
Nel pomeriggio troviamo anche il tempo per una sosta diversa dal solito. Un lavaggio per la nostra Moto Morini X-Cape 700, decisamente provata dopo oltre venti giorni di viaggio.
Con circa 20 yuan la rimettono praticamente a nuovo. Pulita, lucidata, pronta per ripartire.
Piccole cose, ma che fanno piacere.

🌙 Verso Wengyuan
Riprendiamo la strada con calma, attraversando ancora una volta paesaggi che cambiano senza preavviso.
A fine giornata arriviamo a Wengyuan, con quella sensazione ormai familiare di aver vissuto una giornata piena, senza bisogno di grandi eventi.
E, ancora una volta, la conferma che la Cina è molto più complessa — e interessante — di quanto immaginassimo.
📍 Guangdong e minoranza Yao
👉 Provincia: Guangdong (Cina meridionale)
👉 Capitale: Guangzhou (Canton)
👉 Perché è interessante:
- grande varietà di paesaggi
- presenza di minoranze etniche
- mix tra moderno e rurale
👉 Chi sono gli Yao:
abiti tradizionali molto colorati
minoranza etnica del Sud della Cina
cultura legata a musica, danza e tradizioni
🏍 Giorno 25 – 440 km in Cina: libertà, strade secondarie e arrivo a Taxia
Lunga. Molto lunga.
Con oltre 440 chilometri, quella di oggi è stata la tappa più estesa di tutto il viaggio. Ma qui, in Cina, le distanze non si misurano solo in numeri. Si trasformano in tempo, cambi di paesaggio, piccoli imprevisti e continue variazioni lungo la strada.
E forse è proprio questo il bello.
🛣 Libertà e limiti (viaggiare in moto in Cina)
Viaggiare in moto in Cina è un equilibrio curioso.
Da una parte c’è una grande libertà: possiamo muoverci ovunque, scegliere strade secondarie, perderci nei territori meno battuti.
Dall’altra ci sono limiti precisi, come il divieto di percorrere molte autostrade, soprattutto in due.
Ed è proprio questo limite che, paradossalmente, rende il viaggio più interessante.
Ci troviamo così a saltare da una strada all’altra, spesso lontani dai flussi principali, immersi in una dimensione più lenta e autentica. A volte completamente soli.
La rotta cambia giorno per giorno, seguendo i suggerimenti di Shang, il nostro riferimento locale, che continua a guidarci — anche a distanza — con una precisione che, dopo tanti chilometri, abbiamo imparato ad apprezzare.

⛰ Strade, fiumi e guida
Raccontare la strada non è semplice. Per lunghi tratti è bella. A volte bellissima.
Quando sale in montagna, con tornanti regolari e un asfalto generalmente buono, diventa quasi un piacere continuo. La guida è fluida, mai stressante, e la nostra Moto Morini X-Cape 700 si muove con sicurezza anche nei tratti più impegnativi.
I fiumi accompagnano spesso il percorso. Larghi, pieni, presenti.
I camion sono pochi, e raramente creano difficoltà nei sorpassi. Un dettaglio che, su distanze come queste, fa davvero la differenza.
📱 Infrastruttura e tecnologia sulla strada
Se la guida è piacevole, lo è anche grazie a un aspetto che non ci aspettavamo così efficiente: l’infrastruttura.
L’app AMap è diventata ormai indispensabile. Non è solo un navigatore.
Offre percorsi alternativi, segnala distributori, ristoranti, deviazioni. E soprattutto si integra perfettamente con il sistema stradale. I semafori, nelle città, sono spesso sincronizzati e dotati di countdown. Le informazioni sono chiare, immediate, quasi sempre affidabili.
Anche il rifornimento diventa un’esperienza.
Arriviamo alla pompa, scegliamo il carburante, e il personale — sempre preciso — ci indica quantità e procedura. Il pagamento avviene in pochi secondi tramite QR code con Alipay o WeChat Pay. Tutto compare su un display centrale, chiaro, ordinato.
È un sistema semplice, ma estremamente efficiente.
🌆 Tra città e territori isolati
La giornata scorre così, tra lunghi tratti solitari e improvvise incursioni nella Cina urbana.
Piccole città, semafori, incroci ordinati. Poi di nuovo silenzio, curve, montagne. È un alternarsi continuo che, alla lunga, diventa quasi naturale.

🌙 Arrivo a Taxia
Quando arriviamo a Taxia è ormai buio. La giornata si chiude in uno dei villaggi Hakka del Fujian, immerso nella quiete delle montagne.
Domani esploreremo i Tulou, queste strutture così particolari da essere entrate nella lista dei patrimoni UNESCO. Ma già da ora si intuisce che sarà qualcosa di diverso.
Per oggi basta così. 440 chilometri, tanti pensieri, e quella sensazione di libertà che solo la strada riesce a dare.
📦 Gli Hakka: il popolo dei Tulou
🧭 Chi sono gli Hakka
Gli Hakka sono un gruppo etnico appartenente alla grande famiglia Han, ma con una storia e un’identità molto particolari.
Il loro nome significa letteralmente “famiglie ospiti”, e racconta già molto della loro origine.
Nel corso dei secoli, tra il IV e il XIX secolo, migrarono dalla Cina del nord verso sud, stabilendosi principalmente nelle regioni del Fujian e del Guangdong.
Erano, in un certo senso, stranieri in casa propria.
🏠 I Tulou: architettura e difesa
Proprio per questa condizione di comunità “migrante”, gli Hakka svilupparono un’architettura unica: i Tulou.
Si tratta di edifici collettivi, circolari o quadrati, costruiti in terra battuta, pensati per:
ospitare interi clan familiari, difendersi da attacchi esterni e creare una vita comunitaria autosufficiente
All’esterno sono chiusi e impenetrabili. All’interno si aprono su un grande cortile, cuore della vita quotidiana.
Non sono solo abitazioni.Sono veri e propri micro-mondi organizzati.
🌍 Una cultura fatta di adattamento
La storia degli Hakka è una storia di adattamento.
Nel tempo hanno sviluppato: una forte identità comunitaria, un’organizzazione sociale basata sul clan e un rapporto molto stretto con il territorio
La loro cultura mescola tradizioni antiche, culto degli antenati e una grande capacità di integrazione nei territori in cui si sono stabiliti.
🔥 Curiosità
- Gli Hakka sono presenti anche fuori dalla Cina, soprattutto nel Sud-est asiatico
- Parlano una lingua propria (il dialetto hakka), diversa dal mandarino
- Molti personaggi storici importanti della Cina moderna erano di origine Hakka
🏔 Perché visitarli oggi
Visitare un villaggio Hakka — come quello di Taxia — significa entrare in una dimensione diversa.
Non è solo architettura. È un modo di vivere, ancora oggi visibile, fatto di comunità, equilibrio e adattamento.
E forse è proprio questo che rende questi luoghi così affascinanti.

📍 Taxia e i Tulou Hakka
👉 Dove si trova: provincia del Fujian
👉 Cos’è: villaggio tradizionale Hakka
👉 Cosa sono i Tulou:
- edifici in terra battuta
- forme circolari o quadrate
- funzione abitativa e difensiva
👉 Patrimonio UNESCO: dal 2008
👉 Consiglio: fermarsi almeno una notte → esperienza autentica
🏍 Giorno 26 – Taxia e la meraviglia dei Tulou
Per chi vuole scoprire una Cina rurale, ricca di storia e cultura antica, la direzione è una sola: la provincia del Fujian.
Qui, tra montagne morbide e villaggi immersi nel verde, si incontrano i territori abitati dal popolo Hakka.
Un’etnia Han con una storia particolare: nel corso dei secoli migrò dalla Cina centrale verso sud, stabilendosi tra Guangdong e Fujian, portando con sé tradizioni, cultura e una visione della vita profondamente legata alla comunità.
È proprio qui che nasce una delle espressioni architettoniche più sorprendenti della Cina: i Tulou.
🏯 I Tulou: architettura, difesa e vita comunitaria
I Tulou sono strutture circolari o quadrate, costruite tra il XII e il XX secolo, realizzate in terra battuta.
Nel 2008 sono stati riconosciuti patrimonio UNESCO, non solo per la loro bellezza, ma per ciò che rappresentano. Non sono semplici edifici, sono comunità.
All’esterno appaiono chiusi, massicci, quasi impenetrabili. All’interno si aprono in uno spazio condiviso, organizzato e sorprendentemente armonico.
Le pareti, del colore della terra, contrastano con i tetti scuri e le linee regolari delle strutture. Al centro, un cortile che è cuore della vita quotidiana: spazio di incontro, di lavoro, di scambio.
E la cosa più affascinante è che molti di questi edifici sono ancora abitati.


🌿 Tra villaggi e vita quotidiana
Ne visitiamo diversi, uno dopo l’altro. Ognuno con una sua identità, ma tutti legati da una stessa logica: protezione, condivisione, equilibrio.
Raggiungiamo anche Yunshuiyao, un villaggio attraversato da un fiume tranquillo e ombreggiato da enormi alberi di banyan, con radici possenti e forme quasi irreali.
Qui la vita scorre lenta. Turisti e abitanti si mescolano senza attrito, tra case antiche, acqua che scorre e piccoli momenti quotidiani che sembrano sospesi.
🌙 Notte a Taxia
La giornata si chiude a Taxia.
Un villaggio raccolto, protetto dalle montagne, dove i Tulou convivono con abitazioni più semplici e dove si trova una delle sale ancestrali più complete dedicate ai cognomi della tradizione cinese.
Dormire qui ha qualcosa di diverso. Silenzio, spazio, tempo e quella sensazione — ormai familiare — che ogni luogo in questo viaggio abbia una storia da raccontare.
📦 Tulou: come sono fatti dentro
I Tulou colpiscono già dall’esterno, ma è entrando che si capisce davvero come funzionano.
🏠 Struttura interna
- Edifici su più piani (fino a 4–5 livelli)
- Forma circolare o quadrata
- Cortile centrale aperto
Ogni piano ha una funzione precisa:
- piano terra → cucine e spazi comuni
- piani intermedi → abitazioni
- piani alti → magazzini e difesa
👨👩👧 Vita comunitaria
Un Tulou poteva ospitare anche decine di famiglie dello stesso clan.
Ogni nucleo aveva:
- una “colonna” verticale della casa
- spazi distribuiti su più livelli
Si viveva insieme, ma con una propria autonomia.
🛡 Difesa e sicurezza
- Muri spessi fino a 2 metri
- Un solo ingresso principale
- Finestre limitate ai piani alti
Erano progettati per resistere ad attacchi e intrusioni.
🔥 Materiali e costruzione
- Terra battuta compressa
- Legno per le strutture interne
- Tegole tradizionali per i tetti
Un sistema semplice ma incredibilmente resistente (alcuni hanno oltre 600 anni).
🌍 Perché sono unici
I Tulou non sono solo architettura, sono un esempio raro di:
equilibrio tra difesa e vita quotidiana,organizzazione sociale e adattamento al territorio

📍 Tulou del Fujian
👉 Dove si trovano: provincia del Fujian
👉 Chi li ha costruiti: comunità Hakka
👉 Caratteristiche:
- edifici in terra battuta
- forma circolare o quadrata
- funzione abitativa e difensiva
👉 Patrimonio UNESCO: dal 2008
👉 Luoghi da vedere:
- Taxia
- Yunshuiyao
- cluster di Tulou nelle montagne
👉 Consiglio: dormire in un Tulou → esperienza autentica
🏍 Giorno 27 – Da Taxia a Xiamen: dai Tulou al mare
Non ne vogliamo proprio sapere di lasciare questo luogo.
E così, nonostante la pioggia che ci accoglie appena fuori dall’hotel, decidiamo di prenderci ancora qualche ora. Gli ultimi Tulou, quelli che il giorno prima non eravamo riusciti a vedere, ci aspettano.
E ne vale la pena.
🏯 Il “Re dei Tulou”
A pochi chilometri da Taxia ci troviamo davanti a uno degli edifici più impressionanti di tutta l’area: il Chengqi Lou.
È conosciuto come il “Re dei Tulou”, e basta uno sguardo per capirne il motivo. Oltre 400 stanze, un cortile interno di 73 metri di diametro e una struttura organizzata su tre anelli concentrici che ruotano attorno alla sala ancestrale centrale. Un’architettura complessa, ma perfettamente equilibrata.
Un piccolo mondo chiuso e autosufficiente.
La sua imponenza si coglie davvero solo dall’alto. Approfittiamo di una breve tregua dalla pioggia per far salire il drone e, per un attimo, vedere ciò che da terra resta nascosto: la geometria perfetta dell’insieme.

🚁 Volare in Cina
L’uso del drone, qui, meriterebbe un racconto a parte.
Partivamo con qualche dubbio, come spesso accade quando si viaggia in paesi che non si conoscono fino in fondo. E invece la realtà si è rivelata molto diversa. I droni, in Cina, sono ovunque.
Vengono utilizzati con una naturalezza sorprendente, quasi disarmante. E alla fine ci siamo adeguati anche noi, con un misto di curiosità e rispetto.
🛣 Verso la costa
Ripartiamo. Ci aspettano circa 150 chilometri per raggiungere Xiamen, affacciata sul mare e di fronte a Taiwan.
La pioggia ci accompagna ancora per un po’ e con lei anche la sensazione che qualcosa stia cambiando.
Il paesaggio, chilometro dopo chilometro, perde la dolce armonia delle montagne del Fujian. I fiumi, i villaggi, le curve… tutto si fa più raro. Il viaggio entra in una nuova fase.
Una breve pausa per mangiare — sempre grazie a AMap — poi un rifornimento veloce (8,1 yuan al litro) e via.
La strada scorre senza particolari difficoltà. Non è più quella dei giorni precedenti, ma continua ad avere un suo ritmo.
🌆 L’arrivo… a metà
Arriviamo a destinazione nel tardo pomeriggio. O meglio, quasi.
Scopriamo infatti che a Xiamen non è possibile circolare liberamente in moto, almeno non con la nostra. Le restrizioni legate all’inquinamento impongono un cambio di programma. Ed è qui che entra in gioco il “Piano B”.
Lasciamo la nostra Moto Morini X-Cape sul continente, presso un rivenditore di sidecar amico di Shang, e ci spostiamo in taxi verso l’isola. Quaranta minuti di viaggio, circa 40 yuan.
Un passaggio semplice, ma che segna un piccolo distacco: per la prima volta dopo tanti giorni, scendiamo davvero dalla moto.
🌊 Prime sensazioni
L’hotel è affacciato sul mare. L’aria cambia, i rumori cambiano, anche la luce è diversa.
Dopo giorni tra montagne e villaggi, la costa introduce un ritmo nuovo, più aperto, più urbano. Domani esploreremo Xiamen.
Per oggi ci fermiamo qui, con quella sensazione sottile che accompagna ogni passaggio importante del viaggio: lasciare qualcosa alle spalle per scoprire ciò che viene dopo.
📍 Chengqi Lou e Xiamen
👉 Chengqi Lou:
- uno dei Tulou più grandi e famosi
- oltre 400 stanze
- struttura ad anelli concentrici
👉 Dove si trova: Fujian
👉 Xiamen:
- città costiera di fronte a Taiwan
- accesso limitato alle moto
- molto sviluppata e turistica
👉 Consiglio moto:
verificare sempre le restrizioni locali → possono cambiare da città a città
🏍 Giorno 28 – Xiamen: tra Gulangyu e vita urbana
È arrivato il momento di dirlo, dopo quasi un mese di viaggio, questo paese continua a sorprenderci. E forse ancora di più proprio dove non ce lo aspettavamo.
Le grandi città, che di solito evitiamo, qui riescono a coinvolgerci. Non per imponenza, ma per energia. Oggi Xiamen ci ha conquistati così.
Non tanto per i suoi grattacieli — che pure ci sono — ma per l’atmosfera che si respira: leggera, vivace, piena di movimento. Una città che sembra vivere bene il proprio ritmo.
🌊 Gulangyu, l’isola senza traffico
La prima tappa è Gulangyu, raggiungibile solo in traghetto. Il biglietto costa circa 40 yuan andata e ritorno, e già il breve attraversamento introduce a qualcosa di diverso.
L’isola è completamente pedonale, niente auto, niente biciclette solo strade, persone e suoni.
Un tempo quartiere occidentale durante il periodo delle concessioni tra XIX e XX secolo, oggi Gulangyu conserva ancora quell’impronta: ville in stile europeo, architetture art déco, scuole di musica, piccoli musei, angoli che raccontano una storia stratificata..
Ci sono spiagge, negozietti, caffè, sale da tè. Giovani ovunque, macchine fotografiche in mano, smartphone, sorrisi. Una frenesia leggera, mai caotica, ci si muove senza fretta, lasciandosi portare.

🍜 Sapori e ritmo
A pranzo scegliamo il pesce. Fresco, cucinato in modi diversi, sempre con quella semplicità che lascia spazio al sapore. È uno di quei momenti in cui ti accorgi che anche il cibo racconta il luogo.
Poi di nuovo il traghetto, verso la terraferma
🌆 Shapowei, la Cina giovane
Con un breve tragitto in taxi raggiungiamo Shapowei, un vecchio quartiere di pescatori che oggi è diventato uno dei centri più vivaci della città.
Strade strette, botteghe, piccoli negozi di moda, artigianato, street food. Giovani che passeggiano, che si incontrano, che vivono la città con una naturalezza che colpisce. Non è una movida rumorosa.
È una vitalità continua, fatta di dettagli: gelati, spremute, piatti semplici, luci soffuse.
📦 Shapowei: il quartiere creativo e la movida di Xiamen
🌊 Da porto di pescatori a cuore creativo
Shapowei nasce come piccolo porto di pescatori, uno di quei luoghi funzionali, legati al lavoro e al mare,negli ultimi anni, però, ha cambiato volto.
Senza perdere del tutto la sua anima originaria, si è trasformato in uno dei quartieri più vivi e creativi di Xiamen.
🎨 Arte, design e vita urbana
Oggi Shapowei è un mix interessante di:
- botteghe artigiane
- piccoli atelier indipendenti
- negozi di abbigliamento e design
- caffè, tea house e street food
Le vecchie strutture portuali convivono con murales, installazioni artistiche e spazi contemporanei. Non è un quartiere costruito per il turismo: è un luogo vissuto.
🌆 La movida “soft” cinese
Qui si concentra una delle forme più interessanti di movida cinese.
Non aspettarti: Locali rumorosi o alcol a fiumi come in occidente,a Shapowei la socialità è diversa: passeggiate serali, street food, musica ma tutto senza eccessi
📸 Un luogo perfetto per osservare (e fotografare)
Shapowei è uno di quei posti dove vale la pena fermarsi senza un programma preciso.
Le persone, le luci, i dettagli: tutto contribuisce a creare un’atmosfera molto fotogenica, soprattutto al tramonto e dopo cena.
🧭 Consigli pratici
- 🕕 Quando andare: tardo pomeriggio → sera
- 🍜 Cosa fare: passeggiare, mangiare street food, curiosare tra negozi
- 📷 Ideale per: fotografia urbana e storytelling
- 🚕 Come arrivare: taxi o app locali (zona facilmente accessibile)
🌏 Perché inserirlo nel tuo itinerario
In un viaggio in moto in Cina fatto di montagne, villaggi e strade secondarie, Shapowei rappresenta un cambio di prospettiva, è la Cina urbana, giovane, creativa.
E proprio per questo completa il viaggio.
🌙 Una città che resta
Xiamen ha qualcosa di diverso, è una città costiera, certo. Ma è anche un punto d’incontro tra mondi: tradizione, storia coloniale, modernità, vita quotidiana.
Si potrebbe restare, passare qualche ora in spiaggia, poi rientrare in città, perdersi tra le strade, fermarsi a mangiare.
Ma il viaggio continua.
La sera si chiude con una cena a base di pesce: ostriche, vongole, piatti semplici e gustosi.
Domani si riparte.
Salutiamo Xiamen, conosciuta un tempo come Amoy, con la sensazione di aver scoperto una Cina diversa, forse più facile da avvicinare, ma non per questo meno autentica.
📍 Xiamen e Gulangyu
👉 Xiamen:
- città costiera di fronte a Taiwan
- clima mite
- ambiente moderno e vivace
👉 Gulangyu:
- isola pedonale
- patrimonio UNESCO
- architettura coloniale
👉 Cosa fare:
- traghetto per Gulangyu
- passeggiata a Shapowei
- spiagge e street food
👉 Consiglio: dedicare almeno 1–2 giorni
🧭 Fine itinerario (parte 3) – verso la Cina costiera
Con l’arrivo a Xiamen si chiude una delle fasi più intense e sorprendenti del nostro Itinerario in moto tra Zhejiang, Jiangxi e Hunan.
Abbiamo attraversato montagne, villaggi antichi, strade secondarie spesso solitarie, incontrato comunità lontane dal turismo di massa e scoperto una Cina che difficilmente si racconta.
Dalle risaie di Longji Rice Terraces alle architetture dei Tulou del Fujian, fino all’energia urbana di Xiamen, questo tratto di viaggio ha mostrato quanto il Paese sia capace di cambiare volto in pochi chilometri.
Ed è proprio questo continuo mutare che rende viaggiare in moto in Cina qualcosa di unico.
🏍 Cosa abbiamo imparato (e perché conta)
In questa parte del viaggio abbiamo capito alcune cose fondamentali:
- le strade secondarie sono spesso le più interessanti
- la Cina rurale è ancora profondamente autentica
- la tecnologia (come AMap) è una vera alleata
- i limiti (come il divieto di autostrade per le moto) non sono ostacoli, ma opportunità
E soprattutto:
👉 la moto è il mezzo perfetto per leggere questo Paese, perché ti costringe a rallentare e a osservare.

🌏 Dalla montagna al mare
Questo tratto segna anche un passaggio netto. Siamo partiti dalle montagne dell’entroterra, tra curve, silenzi e villaggi sospesi nel tempo e siamo arrivati al mare, tra città dinamiche, giovani, aperte.
Due facce della stessa Cina.
🔗 Prossima tappa: la parte 4 dell’itinerario
Ma il viaggio non finisce qui, dopo Xiamen, la direzione cambia ancora.
👉 si prosegue verso la costa
👉 nuove città
👉 nuovi paesaggi
👉 un’altra Cina da scoprire
➡️ Continua con la parte 4 dell’itinerario in moto in Cina
(dove il viaggio prende una nuova direzione)
🧭 Naviga tutto il viaggio
Per seguire l’intero percorso:
- 👉 Guida completa: Viaggiare in moto in Cina
- 👉 Parte 1: Itinerario in moto da Shanghai allo Zhejiang
- 👉 Parte 2: Itinerario in moto tra Zhejiang, Jiangxi e Hunan
- 👉 Parte 4: (continua il viaggio → prossima pagina)