Butrinto in moto è una tappa che unisce mare e storia, collegando le spiagge di Ksamil a uno dei siti archeologici più affascinanti dell’Albania del sud.
Ksamil, il volto marino dell’Albania del sud
Le spiagge di Ksamil e il mare verso Corfù
È al mattino, uscendo dall’hotel, che si percepisce chiaramente la vocazione turistica di Ksamil. Il paese si affaccia su un mare di un azzurro intenso, con spiagge facilmente raggiungibili a piedi e una vista sorprendentemente vicina sull’isola di Corfù.
Ksamil è una località che invita alla sosta prolungata, ma il viaggio impone di ripartire. Non rinunciamo però a un bagno mattutino, approfittando delle prime ore della giornata, quando il mare è più calmo e le spiagge ancora silenziose.


Pema e Thatë, una spiaggia alternativa a Ksamil
La spiaggia dell’Albero Secco
Oltre alle spiagge più frequentate del centro, Ksamil nasconde angoli meno raccontati. La spiaggia di Pema e Thatë, conosciuta come “Albero Secco”, si raggiunge risalendo le alture alle spalle del paese e scendendo sul versante opposto.
Qui la costa si apre in una striscia di sabbia lambita da acque trasparenti, con Corfù che si staglia all’orizzonte. La spiaggia è attrezzata con discrezione, dotata di servizi essenziali e meno affollata rispetto a quelle centrali. Il percorso per raggiungerla, più impegnativo, contribuisce a mantenerne intatto il carattere riservato.

Verso Butrinto in moto, dal mare alla storia
Butrinto in moto: il sito archeologico
La meta principale della giornata non è però il mare. A pochi chilometri da Ksamil si trova il Butrinto, uno dei siti archeologici più importanti dei Balcani, situato a circa trenta chilometri dal confine greco.
Visitare Butrinto in moto consente di unire facilmente la scoperta del sito archeologico alle spiagge di Ksamil, grazie a distanze brevi e strade scorrevoli.
Già osservandolo sulla mappa, Butrinto appare come un luogo speciale. Sorge su un istmo, là dove le acque del mar Ionio penetrano nell’entroterra attraverso il canale di Vivari, formando una sorta di lago. Un ambiente naturale suggestivo che spiega perché questo luogo sia stato abitato e fortificato fin dall’antichità.
Butrinto, un viaggio attraverso le epoche
Dall’antichità all’età veneziana
Abitato sin dalla preistoria, Butrinto si sviluppa inizialmente come città epirota, per poi diventare colonia romana e, successivamente, sede vescovile. La sua posizione strategica sullo stretto di Corfù ne ha fatto, a partire dal X secolo a.C., uno dei centri più importanti dell’area.
Passeggiando tra le rovine si attraversano epoche diverse: il foro romano, l’agorà, l’anfiteatro e uno dei più grandi battisteri paleocristiani dei Balcani. Proseguendo nel percorso emergono le imponenti mura fatte costruire dall’imperatore Giustiniano, distrutte nel VI secolo durante le incursioni degli Ostrogoti guidati da Totila.
Il sito conserva anche i resti di una fortezza veneziana, testimonianza delle numerose dominazioni che si sono succedute nel Medioevo, in un’area contesa tra bizantini, normanni e veneziani.
Dal 1993, un’équipe internazionale coordinata da archeologi britannici sovrintende agli scavi, ancora in corso, ampliando progressivamente la conoscenza e il perimetro del parco archeologico.



Rientro a Ksamil, tra acqua e rovine
Il canale di Vivari e la fortezza di Ali Pasha
Prima di rientrare, lo sguardo si posa sul canale di Vivari, solcato dalle piccole imbarcazioni che accompagnano i visitatori verso il mare e verso la fortezza di Ali Pasha Castle.
Riprendiamo quindi la strada verso Ksamil, concedendoci ancora un ultimo bagno nelle sue acque limpide, prima di lasciare la costa e dirigerci nuovamente verso l’interno.
Butrinto in moto si rivela così una tappa di equilibrio perfetto: mare e archeologia, paesaggio naturale e storia millenaria, in uno dei luoghi più suggestivi dell’Albania del sud.

L’itinerario completo
Questa tappa fa parte di un itinerario più ampio alla scoperta dell’Albania in moto.
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