Registrati

User Registration

This site is protected by reCAPTCHA and the Google
Privacy Policy and Terms of Service apply.

ROMAGNA IN MOTO – Madonna di Saiano, strade bianche in Valmarecchia

Romagna in moto – Madonna di Saiano, strade bianche in Valmarecchia. Risaliamo l’entroterra fantastico della città di Rimini per andare alla scoperta di alcuni percorsi poco conosciuti.

Madonna di Saiano
strade bianche in Valmarecchia

Lunghezza itinerario – 31 Km. Difficoltà – media
Tipologia del terreno – Asfalto e sterrate 

( per chi fosse interessato possiamo inviare file GPX per i navigatori )  

La Romagna e la Valmarecchia

Abitare a Rimini e non desiderare di attraversare il nostro entroterra è impossibile. La Valmarecchia così come il Montefeltro offre paesaggi fiabeschi capaci di raccontare di avvenimenti coinvolgenti e fantastici. Madonna di Saiano è uno di questi luoghi dal quale si articolano poi strade e stradine, antichi percorsi e sentieri appena tracciati che imboccati potranno rendere le vostre gite in moto veramente piacevoli e ricche di sorprese.

In moto lungo lungo i crinali della Romagna

Oggi si parte alla scoperta di percorsi alternativi, di strade bianche che appaiono all’improvviso oppure vanno cercate dentro una natura che a volte esalta a volte nasconde. Usciamo così da Rimini per salire verso Verucchio attraverso una delle strade più belle del nostro entroterra, “al costi ad Sgrigna”.
Quella di Santa Cristina è una strada di crinale veramente bella sotto tutti i punti di vista. Curve e tornanti si susseguono e accompagnano il motociclista che risale le colline riminesi, mentre lo spettacolo dello sperone di San Marino con il suo skyline inconfondibile emoziona vestendo colori e tonalità diverse a seconda del periodo dell’anno.
Ma ecco in breve, davanti a noi,  quello della magnifica rocca rinascimentale di Verucchio mentre in lontananza già si vede San Leo. Stiamo percorrendo le strade della valle del Marecchia dove la poesia dei paesaggi si alterna a strade perfette.

Romagna in moto – Verucchio e i Malatesta

Verucchio con la sua vista panoramica che si allunga sino al mare ci attende per un caffè.

Antichissimo centro villanoviano ospita uno dei musei civici  archeologici di quel periodo più interessanti al mondo (http://www.euromuse.net/it/musei/museum/view-m/museo-civico-archeologico-verucchio/content/it/ ) e che noi consigliamo vivamente di visitare.  Attraversiamo con la moto le stradine del borgo antico per uno sguardo alla Rocca del Sasso o Rocca Malatestiana. Una Rocca del XII sec., sicuramente una delle più grandi e tra le meglio conservate appartenute alla signoria dei Malatesta. Affascinante e imponente si erge sullo sperone che domina tutta la valle sottostante, baluardo dei domini  dei Malatesta che la conservarono per 300 anni facendo di Verucchio il centro insieme a Rimini della propria dinastia nata con Malatesta da Verucchio o, il Centenario, come lo ricorda Dante.

Ma ecco in breve, davanti a noi,  quello della magnifica rocca rinascimentale di Verucchio mentre in lontananza già si vede San Leo. Stiamo percorrendo le strade della valle del Marecchia dove la poesia dei paesaggi si alterna a strade perfette.

In moto verso Madonna di Saiano

Scendiamo verso valle ammirando dall’alto il fiume che corre inarrestabile verso il mare Adriatico e il profilo inconfondibile della rupe di San Leo che si erge ben visibile in lontananza. A valle attraversiamo Ponte Verucchio per svoltare subito a sinistra verso Madonna di Saiano. Siamo immersi in una natura variegata che può essere aspra così come avvolgente in un’alternanza con le colture agricole. Guidiamo circondati da querce, pungitopi e cerri. La strada si fa sempre più stretta e impervia sino a giungere in presenza dell’eremo di Madonna di Saiano che si erge sopra di noi a dominare il sottobosco circostante nel quale siamo immersi. Per raggiungere a quello che è rimasto del santuario, ovvero la torre bizantina dell’VIII sec., le mura e la chiesetta, bisognerebbe proseguire a piedi e noi non intendiamo lasciare la nostra moto incustodita, tra l’altro siamo arrivati sin qui per svoltare a destra verso Poggio Torriana e una strada bianca così da salire per godere di una vista che ci è stata descritta come mozzafiato.

in moto in off road

Iniziamo la salita che presto però si rivela più difficile del previsto; l’ultimo tratto prima di raggiungere la cima è composto da ciotoli molto grandi e questo ci obbliga a proseguire a piedi aiutando la moto a salire. Le trailmax della dunlop non sono adatte, incapaci di trasmettere la coppia di un bicilindrico possente come il nostro, ma vi assicuriamo che una volta giunti sulla cima la vista che si aprirà ai vostri occhi vi ripagherà della fatica fatta.
I colori dell’autunno, timidamente cominciano a macchiare il territorio intorno a noi regalandoci sfumature che dal verde stanno lentamente passando al giallo pallido o il rosso bourdeaux. Il sole è ancora caldo sopra di noi ma sotto stiamo lentamente scivolando verso il letargo invernale.

Uno sguardo sulla valle del Marecchia

Il nostro sguardo abbraccia San Leo in lontananza per poi tornare su Madonna di Saiano e il fiume su cui si riflette l’ultimo sole. Alle nostre spalle Torriana ci attende. Lo spettacolo di una valle fiabesca si apre sotto di noi che stanchissimi per la salita ci riposiamo seduti sul ciglio del sentiero che finalmente ha ritrovato un fondo decente sul quale proseguire.
Riprendiamo così immersi nella natura della Valmarecchia, variegata e allietata dalla presenza di rose selvatiche e bacche rosse che qui crescono rigogliose. Lo sperone di Torriana  incombe su di noi pronti ad affrontare la salita sino alla Rocca.

Romagna in moto – Torriana

Una rocca imponente che oggi ospita un ristorante al suo interno. Dominio incontrastato della famiglia dei Malatesta si narra, che nelle segrete del castello venne ucciso Giangiotto Malatesta, lo stesso che anni prima, folle di gelosia, aveva ucciso la moglie Francesca e il fratello Paolo dando vita ad una leggenda che ancora oggi infiamma i cuori dei visitatori del castello di Gradara. Degna di nota anche la torre quadrata che sorge di fronte alla rocca risalente al XIII sec. . In antichità il paese si chiamava Scorticata dal nome del monte sul quale sorgeva, ma nel ’38 fu Benito Mussolini, in visita da queste parti a decidere di sostituirlo con Torriana, colpito proprio dalla torre d’avvistamento che ancor oggi, imponente, domina tutta la valle.
Abbandoniamo a malincuore questo territorio che vede anche la presenza di un vero e proprio giardino botanico disseminato di foreste e stagni così come da una forte presenza di animali.
Ritorniamo verso Rimini per riporre il fedele Morini nel garage………Oggi è stata dura ma ci siamo divertiti.