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NON SOLO MOTO – LA SERENISSIMA REPUBBLICA DI SAN MARINO

La Serenissima Repubblica di San marino

Un mini viaggio attraverso le valli romagnole per raggiungere l’antichissima e Serenissima Repubblica di san marino ricca di storia e cultura 

Repubblica di San marino – Itinerario in pillole: Rimini – Serravalle – Domagnano – San Marino – Faetano
 “ Sventato colpo di Stato a San Marino!”. Non è fantapolitica ma il probabile titolo di un giornale del giugno 1933, quando si diffuse la notizia che i carabinieri avevano arrestato alcune persone con un’accusa infamante: avere tramato per sovvertire l’ordine costituzionale della repubblica, sì piccola ma anche “più antica del mondo”. In realtà si era al punto culminante dello scontro che avveniva sul Titano tra due fazioni, entrambe fasciste, per il potere: la prima, al governo, era capeggiata dai fratelli Gozi, il più rappresentativo dei quali era Giuliano, Segretario di Stato e Commissario straordinario del Partito Fascista Sammarinese; la seconda, denominata dei dissidenti (termine che in epoca fascista era dispregiativo), aveva come esponente Ezio Balducci, giovane medico già Capitano Reggente, che vantava importanti e influenti amicizie nel fascismo italiano. I motivi dello scontro, molteplici, erano legati non solo a fattori personali ma anche a ragioni più profonde che riguardavano la vita stessa della Repubblica di San Marino.

Una strana storia questa che si svolse nella S negli anni Trenta, una storia dai risvolti anche sorprendenti, ma decisiva per le sorti future della piccola repubblica, che la bella ricerca di Andrea Montemaggi porta alla luce sul numero di novembre 2015 di Ariminum ( http://www.rotaryrimini.org/wp-content/uploads/sites/20/2016/01/Ariminum-novembre-dicembre-2015-1-1.pdf  ) .

In sostanza il tema che irrompeva, frenetico e potente, nel territorio sanmarinese era quello di uscire da un’economia povera incentrata sull’agricoltura. che costringeva tanti abitanti ad emigrare, per aprire le proprie porte al turismo che già portava ricchezza nella vicina Rimini. Non era un dibattito di poco conto per un piccolo territorio che la leggenda ci racconta nato dalla tenacia di un monaco dalmata fuggito dalle persecuzioni dei romani contro i cristiani, anzi, la vittoria della corrente fascista dei Gozi e l’inizio di un percorso di investimenti anche creativi e coraggiosi in questo settore regalano oggi, 70 anni dopo la fine della seconda guerra mondiale, prosperità ad una terra che ha saputo scommettere su se stessa e ha vinto.

Oggi San Marino, oltre ad essere lo stato più piccolo del mondo, è anche attraversato da moltitudini di turisti che risalendo da Rimini possono godere dello splendido paesaggio della repubblica abbarbicata sulla cresta del monte Titano con i suoi castelli, cinti da torri merlate, che si innalzano verso il cielo.

Noi siamo qui, abbiamo il privilegio vivendo a Rimini di godere di questa vista quando più ci aggrada e questa bella giornata invernale non ha fermato noi come altri turisti in visita.

Anziché la dritta e veloce statale 72,  che in poco più di 10 km ci porterebbe al confine, risaliamo le colline da Rimini verso Faetano, uno dei castelli in cui anche amministrativamente è suddiviso il territorio, imboccando dalla circonvallazione la strada che porta a Montescudo per poi, poco dopo Ospedaletto, imboccare la via che attraversa il Parco naturale del Marano, oasi per diverse tipologie di visitatori.  E’ una giornata bellissima e la luce illumina la rupe che svetta sulla Repubblica e ci guida verso il centro.

Si potrebbe anche risalire la Valmarecchia da Rimini, imboccando la Marecchiese o seguendo strade alternative che possono rivelarsi per il turista come anche per gli autoctoni un’esperienza appassionante e appagante. Si potrebbe risalire, lasciandosi l’Adriatico alle spalle costeggiando il fiume Marecchia ( vedi, “Viaggio alle sorgenti del Marecchia” http://www.motoeviaggi.com/alla-sorgente-del-fiume-marecchia/ ) oppure per le splendide “Costi ad Sgregna” (http://www.motoeviaggi.com/da-verucchio-a-san-leo-la-magia-dellentroterra-riminese/ ) innoltrandosi sin da subito tra le dolci colline che caratterizzano l’entroterra riminese. Borghi, chiese, ma anche trattorie e osterie, creano le condizioni giuste per una vera escursione nel territorio romagnolo unendo esperienze visive e olfattive in un mix, diremo, unico al mondo.

Noi risaliamo con la nostra inseparabile Mini (quella vera, eh?) lungo i crinali godendo del paesaggio che nel Rinascimento accompagnò le truppe mercenarie dei nostri grandi condottieri: Malatesta e Montefeltro alla conquista di nuovi territori. Intorno alla Repubblica infatti sorgono una serie di castelli o borghi come Faetano, Montegiardino, Fiorentino, Serravalle denominati Castra Subdita, passati sotto il dominio di San Marino nel 1463 dopo la vittoria su Pandolfo Sigismondo Malatesta  Signore di Rimini e che da allora ricadono sotto la giurisdizione dello Stato di San Marino. Castelli e rocche malatestiane di rara bellezza che si ergono sulle cime di questi borghi suggestivi.

Il più antico reperto rinvenuto a San Marino è un’ascia martello in pietra risalente a 5000 anni prima di Cristo. Non so se ci spieghiamo, ma noi a quel tempo eravamo già qui a presidiare le nostre valli. La civiltà villanoviana abitò queste terre e queste rupi che ospitarono poi San Marino in fuga dalle persecuzioni contro i cristiani durante l’impero di Diocleziano.

Marino, tagliapietre dalmata, nel 301 d.C. fonda una comunità alla quale, alla sua morte, lascia in eredità questa terra destinata a diventare la più antica Repubblica del mondo.

Dopo vari tentativi di amministrazione, nel 1243 circa viene introdotta la figura dei Capitani Reggenti; una sorta di Capo di Stato il quale, nel XV sec. viene affiancato da un consiglio composto da circa 60 membri. Nel 1600, in ottobre, viene promulgata la prima Costituzione scritta che accompagna le sorti di questo piccolo lembo di terra che più volte vede posta in pericolo la propria indipendenza. Degna di essere ricordata la lungimiranza di questo piccolo popolo nel rifiutare la proposta di Napoleone di allargare i propri confini sino al mare e la caparbia costanza dimostrata nel tempo e nella storia a mantenere intatti i propri confini e l’indipendenza.

Se volete godere di una delle viste più belle del Montefeltro e della Valmarecchia è quassù che dovete venire. Arrampicarvi verso le torri e guardare verso l’orizzonte è un’esperienza magica. Tutta la magnifica e voluttuosa valle si aprirà sotto di voi in una dolcissima mescolanza di colori pastello segnati da strade e sentieri che uniscono i borghi che, orgogliosamente, mostrano la maestosità delle loro rocche a difesa dell’irruenza e arroganza tipiche delle genti romagnole.

Camminare tra le tre torri è come affrontare una passeggiata nel passato . Dalla Rocca Guaita eretta nell’XI sec. alla Rocca Cesta del XIII sec., sino ad arrivare alla più piccola: il Montale per scendere poi verso il borgo dove troviamo negozi, ristoranti e trattorie che allieteranno il nostro palato con pietanze tipiche della Romagna.

Passeggiando si giunge al Palazzo Pubblico, o Palazzo del Governo, costruito costruito tra il 1884 e il 1894. Sino a qualche anno fa da Rimini ci si arrampicava fino alla Serenissima per fare acquisti visto il conveniente regime fiscale della Repubblica che poteva concorrere con prezzi molto competitivi con le vicine attività italiane. Ora è tutto finito anche se noi continuiamo a salire quando ci occorrono accessori per la nostra moto al mitico negozio SESTAMARCIA (www.sestamarcia.com). Qui entriamo nel nostro paradiso fatto di caschi, giacche e accessori vari oltre che due chiacchere con i proprietari animati dalla classica gentilezza delle nostre genti.

Usciamo dall’antico borgo per riprendere la discesa verso Dogana sfiorando le possenti mura che lo circondano. Rientriamo nell’era moderna affrontando i tornanti che in primavera fanno la gioia di noi motociclisti.  Attenzione sempre agli autovelox.

Scendendo lo sguardo abbraccia nuovamente la valle del Marecchia e possiamo scorre in lontananza  gli insediamenti lungo l’omonimo fiume come Torriana, San Leo e Verucchio ( già raccontati sul nostro blog http://www.motoeviaggi.com/da-verucchio-a-san-leo-la-magia-dellentroterra-riminese/ ). 

Inforcata la statale 72, lasciamo  la Serenissima Repubblica di San Marino alle spalle, , superata Serravalle e usciti da Dogana riscendiamo verso Rimini. La Statale, o superstrada per San Marino, non è la più suggestiva delle vie per scendere a verso il mare ma sicuramente la più veloce.

Rimini centro, Arco d’Augusto, Porta Montanara……..casa.