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NON SOLO MOTO – BERLINO

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Ich bin ein berliner…….

Diario di viaggio: Berlino – Dal 17 luglio al 2 agosto 1945 si riuniscono a Postdam, nel castello Cecilienhof,  le tre potenze vincitrici la seconda guerra mondiale. Tra i vari argomenti all’ordine del giorno si discusse la divisione della Germania in quattro zone, ognuna di competenza delle quattro potenze vincitrici ( la Francia non era presente ma la suddivisione tenne conto anche delle sue rivendicazioni ). Una divisione che, con quattro zone d’influenza, coinvolge anche Berlino, la capitale del Reich. Ha inizio la Guerra fredda, nasce la cortina di ferro e il mondo si divide così come la Germania dove nel 1949 si formarono due stati tedeschi: la BRD, la Bundesrepublik Deutschland ovvero Repubblica Federale tedesca filo occidentale, e la DDR Repubblica Democratica tedesca, quest’ultima sotto l’influenza del blocco sovietico.E’ da questo presupposto che anche oggi, a distanza di tanti anni da quei momenti, si parte alla scoperta di Berlino. Tutto quello accaduto prima e dopo questi accadimenti trova un punto di rottura, una fine , un periodo di transizione ed un nuovo inizio che oggi sono la caratteristica di questa città ed anche del suo popolo 

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Abbiamo acquistato i biglietti per Berlino mesi fa con un’offerta di Ryanair impossibile da rifiutare: 20 euro andata e ritorno. Abbiamo scelto un hotel con un prezzo decisamente abbordabile anche se situato non in centro ma in una zona residenziale e ci siamo organizzati per affrontare un freddo polare come da manuale. Per affrontare questa città occorre munirsi di scarpe buone e questo suggerimento prendetelo pure come un ordine, qui bisogna camminare, camminare e camminare, nonostante si possa contare su un sistema di trasporto pubblico eccezionale per efficenza.  Berlino va affrontata con grande umiltà e curiosità.

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Qui tutto si mescola e la storia della città si sovrappone creando un suggestivo storytelling fatto di vecchio e nuovo, di spartano e di tecnologicamente avanzatissimo capace di riflettere l’anima e lo stile di vita semplice e pratico della stirpe prussiana. Prima di partire senza una meta apparente alla scoperta di questa città, che già ci entusiasma, cerchiamo di capire attraverso pillole di storia dove ci troviamo.Berlino nasce nel XII sec. come borgo commerciale di origine slava in corrispondenza di quello che oggi viene chiamata l’isola dei musei: Museuminsel. Tutto procede e si modifica senza tante scosse sino al 1700 circa quando la città, ormai uscita dall’isola, diventa capitale del Regno di Prussia. Nel 1920 vengono inglobati molti comuni circostanti e così quella che nel frattempo è diventata la capitale dell’Impero tedesco diventa la Grande Berlino che vivrà da capitale tutto il periodo del nazionalsocialismo per essere poi una delle città più bombardate dagli alleati durante la seconda guerra mondiale.

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Purtroppo per Berlino e i berlinesi le sofferenze non finiscono qui, anzi da questo momento in poi unica città in Europa divisa da un muro e filo spinato inizia un calvario cosparso di sangue e vite umane dove un’intera generazione, la nostra generazione, cresce dentro il dramma di una guerra fredda che annienta e annichilisce l’Europa dell’est e pesa psicologicamente su quella dell’ovest. 

Nel 1989 la grande svolta: il blocco comunista si sgretola, a nulla serve il tentativo di Gorbachov, presidente dell’Unione Sovietica, il cambiamento con un periodo di riforme e di aperture verso il mondo occidentale, e con una velocità che sorprende tutti il 9 novembre del 1989 cade il muro che aveva separato un popolo rendendo così possibile la riunificazione tedesca con Berlino nuovamente capitale. Con l’unificazione delle due Germanie, inizia anche il processo di ristrutturazione totale della città – simbolo della nazione. Un processo immane, ancor oggi, a distanza di 25 anni, in corso, in grado di segnare la storia della città per aver plasmato in un’unicum due evoluzioni diverse.

Ed è questo che ci aspetta una volta atterrati a Schonefeld, quando dopo esserci immersi nel traffico su rotaie siamo sputati fuori dal sottosuolo all’altezza di Alexanderplatz. Gli occhi scorrono verso l’alto per accompagnare la vista alla torre della televisione, simbolo della città, visibile da ogni punto di essa. Cosa dire, niente più rimanda alla vecchia piazza della DDR anche se la sua funzione di centro commerciale è rimasta inalterata nel tempo.

A Berlino come un po’ in tutta la Germania si respira cultura e quando dico cultura intendo una forma generalizzata di scienza del sapere. Dall’amore per la pittura e la scultura al piacere per la musica sino allo spasmodico interesse per le nuove tecnologia e tutto quello che può migliorare la qualità della vita. In Germania, e in special modo a Berlino, il mantra che viene ripetuto è “Es ist Egal” , “non importa”, “va bene così” che significa che non ha importanza il tuo aspetto fisico o il tuo modo di vestire o di atteggiarti, l’importante è partecipare al miglioramento della vita di tutta la comunità.

Vagabondiamo per Alexanderplatz verso la Museuminsel per poi inoltrarci tra le vie dai muri dipinti di Hackesher Markt  e la sua caratteristica stazione della UBahn. Visitiamo uno dei centri sociali più grandi di Berlino e le piazze che si aprono dietro i portoni di grandi palazzi e che un tempo raccoglievano i commercianti della zona o giunti da fuori. Sin da subito il feeling con la città è totale aiutati dalla temperatura, insolitamente mite per il periodo, ed è così che, passeggiando tra vie, piazze e negozi si inizia a pensare a dove cenare. FOTO BLOG 10Amici che vivono a Berlino ci fanno da guida per arrivare ad accompagnarci per cena in un piccolo ristorante ( se così vogliamo chiamarlo ) di cucina tedesca frequentato prevalentemente da berlinesi: l’Imbiss 204 a Prenzlauer allee via del quartiere Prenzlauer Berg in direzione dell’omonima vicina città.

 Impossibile naturalmente andare a piedi quindi si parte subito alla conoscenza dei mezzi pubblici. Consiglio vivamente a chi visita Berlino di munirsi di una Welcome Card che vi offre un abbonamento ai mezzi pubblici e sconti ai musei. Non saprei dire quanti tra treni, autobus o Ubhan abbiamo preso in tre giorni, ad un certo punto abbiamo perso il conto. Di una cosa siamo sicuri, senza mezzi è impossibile visitare questa città immensa.

Se avete la fortuna sfacciata che abbiamo avuto noi, all’Imbiss 204 potrete gustare seduti in uno dei tre tavoli che riempiono il locale le tipiche ricette tedesche o anche austriache visto che a noi è stata servita un’immensa Wiennerschnitzel condita con patate lessate, marmellata e insalata di cetrioli. Una delizia che da anni non assaggiavamo e che abbiamo alternato, dividendolo, al bauletto con patate al forno e fagiolini. Riprendiamo la via del nostro albergo, il  Wyndham Garden Berlin Mitte . Non fatevi fuorviare dalla specifica Mitte, come dice un nostro amico algerino che Berlino la conosce bene, Mitte circoscrive almeno metà della città, infatti ci servono due mezzi per arrivare e 10 minuti a piedi di buon passo, ma questo piccolo trucco non impedisce alla struttura di essere decisamente confortevole. Camere spaziose e una colazione decisamente abbondante. La mattina dopo si parte di buon ora: Berlino arriviamo………

Brandeburger Tor, impossibile non partire da qui, la porta può essere definita, senza incorrere in smentite, il simbolo della città e la porta d’ingresso ad un tour inventato da noi ma che dovrebbe comprendere tutto. Non vi stiamo a raccontare le nostre peripezie con i mezzi pubblici, capiterà anche a voi di circumnavigare la città prima di arrivare alla meta.

 Dalla porta si apre il bellissimo viale della Unter den Linden sul quale si affacciano importanti uffici e sventolano le bandiere di varie ambasciate. Prima di percorrerla merita decisamente allungarsi sino al monumento dedicato all’olocausto, uno spiazzo enorme riempito da 2711 stele attraverso le quali possiamo ricoedare l’immensa tragedia vissuta dal popolo ebraico. 

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Scendendo Unter den Linden piena di cantieri come d’altronde tutta la città ci imbattiamo in diversi punti di interesse, uno tra tutti la mostra permanente dedica a Willy Brandt uno dei personaggi più importanti del panorama politico tedesco, premio Nobel nel 1971 per aver avviato la Ostpolitik, una forma politica capace di ridurre la tensione della Guerra fredda.

Saliamo verso l’isola dei musei, il centro culturale e storico di Berlino situata nella parte settentrionale dell’isola della Sprea e qui ci fermiamo. Siamo nel cuore della città ma anche sprofondati nella sua anima. Cinque musei occupano tutta la zona denominata Museuminsel. Costruiti nell’arco di un secolo, dal 1822 al 1930, ognuno di essi meriterebbe una visita approfondita. Per la loro importanza dal punto di vista artistico e culturale, nel 1999 l’isola è stata dichiarata patrimonio dell’umanità. Ed è proprio all’umanità che si rivolge.

Noi, purtroppo, ne riusciremo a visitare solo due: il Pergamon e il Neues Museum.  Il Pergamon oltre ad ospitare ricostruzioni monumentali di importanti siti come l’Altare di Pergamo e la Porta del mercato di Mileto, raccoglie anche stupefacenti reperti archeologici assiro – babilonesi raccolti dagli archeologi tedeschi alla scoperta del medio oriente e, al secondo piano un’area dedicata a reperti della civiltà islamica. Un museo assolutamente da visitare che vi lascerà senza fiato. Il Neues Museum ospita invece reperti archeologici provenienti dal sito di Troia e una parte dedicata a reperti egizi che ospita la bellissima e conturbante scultura che ritrae il volto di Nefertiti. Un incontro impossibile da mancare.  Uscendo dai musei ci appare la maestosa cattedrale in stile neo barocco adagiata sullo Sprea. Sul fiume anche i traghetti, capaci di portarvi a conoscere la città lungo le acque del suo fiume.

Rientriamo nella Berlino quotidiana assaggiando la specialità berlinese per eccelleza tra i cibi da strada: il Currywurst con patatine strane ma fritte. Già il curry con i wurstel è un azzardo ma oltre a questo c’è anche da dire che, con nostra grande sorpresa le patate qui vengono fritte insieme alla buccia……roba strana ma buona, sicuramente da assaggiare. Ci sono postazioni che cucinano Currywurst in tutti i quartieri della città con prezzi che variano da 5,50 euro ad Alexanderplatz sino a 1,30 euro in periferia con punte da 6 o 7,00 euro a Potsdamer Platz….roba da turisti. 

Per comprendere veramente Berlino bisogna avere la forza e la pazienza di ripercorre la storia del muro e noi lo facciamo partendo dal luogo simbolo: il Check Point Charlie. Come per il monumento all’olocausto anche qui si percepisce sofferenza. Uno squarcio si apre tra i grattacieli, uno spiazzo lasciato incolto che mantiene intatto tutta la sua incredibile ma umana follia. Impossibile restare indifferenti, ci si sente come risucchiati in un vortice dal quale si esce a fatica. Foto e video, oltreché un museo, ricordano al visitatore il valore della libertà e il prezzo richiesto a molti di essi per tentare d’ottenerla. Dal 13 agosto 1961 al 9 novembre 1989 Berlino è divisa da un muro; da una parte la Repubblica Federale tedesca legata all’Europa del patto atlantico, dall’altra la Repubblica Democratica tedesca legata all’Unione Sovietica.

Non si può raccontare l’assurdità che diventa normalità ma i giovani che non hanno vissuto il periodo possono percepirlo recandosi al Check Point così come passeggiando dal ponte di Oberbaum lungo il segmento del muro lasciato intatto a futura memoria.

Il ponte di Oberbaum ha una struttura e una storia molto suggestive e offre una magnifica visuale sullo Sprea. Costruito nel 1724 e restaurato in stile neogotico nel 1894, dal 1902 viene dotato nella parte superiore di binari che permettono il passaggio della linea U1.  Riaperto al traffico dopo la caduta del muro oggi  lo attraversiamo a piedi, al calar della sera per dirigerci verso l’Est Side Gallery  ( www.eastsidegallery-berlin.com )  il maggior tracciato rimasto in posizione originale del muro di Berlino, e memoriale internazionale alla libertà.  Affrontiamo con curiosità il chilometro e 300 metri di passeggiata ammirando i murales che di volta in volta ricoprono questa sezione del muro, una passeggiata irrinunciabile per ogni visitatore che qui ritrova pace e speranza nel futuro in un’allegoria di colori e immagini forti che esaltano, raccontandola, la marcia di un popolo verso la libertà.

Riprendiamo la metropolitana, abbiamo prenotato la visita al Reichstag, nello specifico alla cupola visto che oggi non si può entrare nella sala delle riunioni del Bundestag. Arriviamo puntuali e affrontiamo i nuovi controlli che si sono resi necessari dopo gli attentati di Parigi. Davanti a noi si apre l’immenso parco del Tiergarten, l’antica tenuta di caccia dei Kaiser, alle nostre spalle il Reichstag con la sua cupola moderna e maestosa che magnificano la potenza e la pragmaticità di un popolo che ha saputo come nessun altro riprendersi da due sconfitte mondiali e tornare ad essere protagonista indiscusso dell’Europa. 

Qui siamo nel cuore della Germania, qui si decidono le sorti di questo paese ma spesso anche dell’Europa, questo è il regno di Angela Merkel e del suo popolo: i tedeschi. Nel 1992 Sir Norman Foster vince un concorso architettonico per la ricostruzione del Reichstag e ci regala la splendida cupola che noi oggi, previa prenotazione anticipata visitiamo.

La cupola trasparente in vetro e acciaio è un modello di tecnologia e di innovazione per il risparmio energetico prodotto: gli specchi disposti intorno a un grande cono riflettono nella sala la luce che entra dalla cupola. L’architettura moderna del Reichstag, rispetta appieno l’impronta dell’edifico originale, e dalla cima della cupola, , si può accedere ad uno dei panorami più belli e completi di tutta la città a parte forse la torre della televisione. Inoltre i visitatori possono assistere, da una balconata, alle sedute del Bundestag.  Arrivando dall’Italia dove ogni sasso racconta una storia antica, dove ogni scavo, anche quello nel proprio giardino può riportare alla luce reperti importantissimi e ritrovarsi in una città giovane come Berlino e pronta ad allearsi con la tecnologia più avanzata per ricostruire o rappresentare la propria storia è decisamente avvincente. Il com’era e dov’era a Berlino non ha appeal, qui si ricostruisce tenendo conto di cosa offre il mercato e anche del gusto. Potrà sembrare un’aberrazione per i puri e duri, per noi è come guardare oltre, in avanti, alla scoperta di nuovi spunti e nuovi traguardi.

Postdamer Platz incarna questo sentimento, questa voglia di spostarsi in avanti e incarna anche la potenza economica prodotta e anche ostentata in questi anni. Siamo nel quartiere di Tiergarden, siamo arrivati a piedi dal Reichstag lungo la grossa arteria di Eberstrasse.  Come dice la nostra guida quasi autoctona ( un italiano che vive qui ) a Berlino le piazze non sono concepite come un luogo di incontro, un punto di approdo, ma come un punto di interscambio viario o economico e Postdamer Platz rappresenta appieno questo pensiero. Risalendo dalla metro, alzando gli occhi al cielo ti appaiono i grandi complessi architettonici frutto delle fantasia di grandi architetti tra i quali spicca il nostro Renzo Piano e subito vieni colpito dal frenetico movimento delle auto. Qui siamo dentro la modernità e vi assicuriamo che è fantastico. Ti senti protagonista del tuo tempo e non è meno coinvolgente di quando ci si trova immersi nell’antichità. E’ buio e le luci dei palazzi enormi e dei centri commerciale abbagliano. Da visitare senza meno il Sonycenter, per chi ha visto Blade Runner e pensava fosse fantascienza oggi può godere della realtà.

Cena al Black Cat, tipico locale berlinese, se trovate una sedia che non zoppichi o sia troppo bassa o troppo alta siete fortunati. (http://www.blackcat.berlin/ ) potrete ordinare l’hamburger servito dentro pane nero colorato da purè di seppia……che ne dite?

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Siamo un po’ stretti coi tempi ma una visita alla ” Versailles tedesca” ci è stata consigliata da più parti così di prima mattina si prende il treno dalla stazione di Gesundbrunnen, sino al Zoologisher garten dove prendiamo il diretto per Potsdam, in tutto dal nostro albergo un’ora di viaggio per ritrovarci completamente in un’altra Germania.  Siamo nel paese dei Re di Prussia, famoso per i suoi palazzi e i suoi parchi e inserito dal 1990 nella lista dell’UNESCO. Potsdam è una cittadina all’apparenza piccola e tranquilla, ma non lasciatevi ingannare, è ricca di storia ed avvenimenti e quindi vi consigliamo vivamente di usufruire di un tour con guida. Potrete così godere appieno di questo angolo di Germania capace di raccontare tante cose interessanti.

A parte i magnifici palazzi costruiti dai vari re che si sono succeduti, degni di nota per noi sono l’editto di Potsdam, emanato nel 1685 e conosciuto anche come editto della tolleranza. Grazie a questo migliaia di protestanti (molti di cui ugonotti francesi) si rifugiarono nei territori brandeburghesi popolando vaste zone prima disabitate e importando manodopera qualificata e, da visitare assolutamente dopo l’uscita in Italia del film diretto da Spielberg “ Il ponte delle spie”, il vero ponte delle spie, che vi catapulterà per la sua suggestiva posizione negli anni della guerra fredda quando anche la città era divisa dal muro e usufruiva del ponte come unico passaggio da una parte all’altra delle due Germanie.  Finito il tour ci immergiamo nel quartiere olandese della cittadina con i suoi tetti e abitazioni caratteristiche per concederci una sosta gastronomica in un takeaway thailandese, basta hamburger. Rientrando a Berlino dopo questa fantastica gita fuori porta ritroviamo intatta tutta la sua suggestiva vitalità. Scendiamo nella zona ovest, alla stazione del Zoologisher garten dove sorge uno dei parchi zoologici più antichi della Germania. Noi non entriamo, non ci piacciono gli animali costretti a vivere in gabbia, ci godiamo però la visione della zona che riporta alle scene del famosissimo film “Cristhiane F. Noi i ragazzi dello zoo di Berlino”. Di nuovo in cammino verso Kurfurstendamm, l’importante arteria della zona ovest. Qui, a pochi passi una plastica rappresentazione della determinazione, nonché della estroversa e complessa relazione, che accosta il popolo tedesco all’arte e alla sua storia.

FOTO BLOG 39Davanti a noi si erge imponente la chiesa di Gedächtniskirche in memoria dell’Imperatore Guglielmo che, gravemente danneggiata dai bombardamenti della seconda Guerra mondiale, non è stata più ricostruita e le sue rovine offrono una viva testimonianza degli orrori della guerra. Ma quello che sorprende è che proprio a ridosso dell’entrata di questa bellissima struttura di fine ‘800 in stile neoromanico si erge una nuova chiesa in stile assolutamente moderno, di forma ottagonale. Noi vi invitiamo a visitarle tutte e due, nella prima al suo interno potete passeggiare attraverso foto e simboli che raccontano la sua storia. Un pezzo di storia protagonista di almeno due film internazionali: in uno dei film di 007, “Octopussy Operazione piovra” del 1983 e nel bellissimo fil di Wim Wenders “Il cielo sopra Berlino”.

Proseguiamo nuovamente verso Postdamer Platz e qui si conclude la nostra entusiasmante visita a Berlino. Passeggiando lungo queste enormi vie piene di gente e di movimento comprendiamo di aver solo superficialmente conosciuto questa città e ci piacerebbe tornare per approfondire.

Siamo al gran finale, provati da lunghe camminate e dai bagordi della cucina tedesca e non. Che dire, ci siamo innamorati di questa città dove tutto diventa semplice e l’attenzione e la sensibilità del popolo tedesco per tutto quello che riguarda l’ambiente ha creato le condizioni per garantire un ottimo rapporto  tra esigenze e qualità della vita.. L’arte, la musica, la letteratura unita all’amore e al rispetto per l’ambiente sono i leit motiv di un percorso che attraversa tutta la città e la rende una delle capitali più belle d’Europa. Noi lo sappiamo, ci siamo stati.

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Informazioni per il viaggio

Un viaggio nel cuore dell’Europa – Berlino

Dettagli percorso
Note particolari
Km Percorsi

Le altre tappe del percorso

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