Targa Florio in moto significa scegliere l’entroterra invece della costa, le strade che salgono tra i monti invece delle rotte più battute.
Lasciamo Letojanni con destinazione Palermo, accompagnati da Ciro De Petri, che per questa giornata ha immaginato un percorso inconsueto lungo la SS120, la Statale dell’Etna e delle Madonie.
È una strada che attraversa una Sicilia meno appariscente, più raccolta, capace di sorprendere senza bisogno di effetti speciali.

Dall’Etna ai Nebrodi: la Sicilia che cambia
Per un tratto l’Etna ci segue ancora, con una nuvola rotonda appoggiata sulla cima come un cappello leggero. Poi lentamente resta alle spalle mentre la SS120 si inoltra verso il Parco dei Nebrodi.
Attraversiamo Randazzo e raggiungiamo Cesarò, piccolo borgo incastonato nella roccia. Intorno si aprono pascoli, boschi e silenzi. La strada è ampia, scorrevole, quasi deserta. La guida diventa naturale, il ritmo cresce senza bisogno di forzature.
In lontananza il Monte Soro osserva dall’alto, mentre i laghi del Biviere riflettono un cielo che sembra più grande del solito.

Borghi, altopiani e memoria
Nel cuore dell’entroterra compaiono Troina, Cerami, poi Nicosia con i resti del suo castello medievale. I colori cambiano: ginestre, lupini, verde intenso che sembra nascere dalla terra stessa.
Poco oltre, Sperlinga appare come sospesa su una roccia, con il suo castello scavato nell’arenaria. È una Sicilia che conserva accenti antichi e tradizioni che resistono al tempo.
Attraversarla significa capire che la Targa Florio in moto non è solo una questione di asfalto, ma di territorio.
📍 I borghi lungo la Targa Florio in moto
Attraversando l’entroterra lungo il percorso della Targa Florio in moto, si incontrano centri che raccontano una Sicilia meno conosciuta, fatta di stratificazioni storiche e paesaggi sospesi.
Troina
Arroccata a oltre 1.100 metri di altitudine, è uno dei centri più antichi dell’isola. Fu importante roccaforte normanna e primo avamposto di Ruggero d’Altavilla nella conquista della Sicilia. Oggi conserva un impianto urbano medievale e panorami ampi sulle vallate circostanti.
Cerami
Piccolo borgo silenzioso, segnato dal passaggio di greci e normanni. È noto per la tradizione della ’ntrata u lauru, la processione dell’alloro che rievoca antiche vittorie e identità locali. Qui la strada rallenta naturalmente.
Nicosia
Distesa sui declivi di quattro colli, mostra ancora i resti del suo castello medievale. Il centro storico conserva un intreccio di vicoli e chiese che raccontano influenze normanne e lombarde.
Sperlinga
Tra i borghi più particolari dell’isola, dominata dal celebre castello rupestre scavato nell’arenaria. Il nome deriva dal greco spelonca, grotta, e il dialetto gallo-italico ancora parlato qui testimonia l’antica presenza di coloni provenienti dal nord Italia.
Sono soste brevi, a volte solo uno sguardo passando, ma aiutano a comprendere che la Targa Florio in moto non è soltanto una strada: è un attraversamento di storie.
Targa Florio in moto: dentro il mito
Entrando nelle Madonie la strada si fa più tecnica. Le curve si stringono, il paesaggio diventa più roccioso, l’orizzonte si spezza tra creste e vallate.
La Targa Florio, ideata nel 1906 da Vincenzo Florio, trasformò queste strade in un mito dell’automobilismo. Percorrere oggi la Targa Florio in moto significa attraversare lo stesso nastro d’asfalto che vide correre piloti leggendari, in un’epoca in cui sicurezza e tecnologia erano ben diverse da quelle di oggi.
Non serve immaginare la velocità. Basta osservare le traiettorie e pensare a chi le ha percorse prima di noi.
Tra Petralia Soprana e Petralia Sottana, poi verso Gangi e Caltavuturo, la strada alterna tratti ben conservati ad altri che richiedono attenzione. È parte del suo carattere.

Verso il mare e l’arrivo a Palermo
Scendendo verso Cerda il mare ricompare lentamente. A Bivio Cerda sembra quasi di tagliare un traguardo simbolico, come se la Targa Florio in moto avesse raggiunto il suo punto naturale di arrivo.
Poi arriva Palermo, con il suo caos improvviso e la sua energia irregolare. Idrisi la definiva “la più vasta ed eccelsa metropoli del mondo”, mentre Paolo Borsellino ne parlava come di un amore difficile. Tra il Palazzo dei Normanni e il Mercato di Ballarò si respira una stratificazione che non si lascia riassumere.

Un panino con la milza mangiato in piedi, qualche minuto a osservare la città che scorre, e poi il traghetto che si allontana lentamente dal porto.
La Sicilia resta alle spalle, ma la sensazione di aver attraversato qualcosa di autentico rimane.

📍 Targa Florio in moto – Dati tecnici del percorso
- Strada principale: SS120 (Statale dell’Etna e delle Madonie)
- Tratto storico più significativo: Petralia Soprana – Petralia Sottana – Cerda
- Lunghezza indicativa giornata: circa 200 km da Letojanni a Palermo
- Altitudine massima area Madonie: oltre 1.100 m
- Tipologia di percorso: misto montano, curve medio-strette e tornanti
- Fondo stradale: variabile in alcuni tratti, attenzione a cedimenti
- Periodo ideale: primavera e inizio autunno
- Traffico: generalmente ridotto nei giorni feriali
È un itinerario che richiede attenzione, ma non è tecnicamente estremo. La Targa Florio in moto va affrontata con rispetto, più per la storia che per la difficoltà.
Questa giornata lungo la Targa Florio in moto rappresenta uno dei capitoli più intensi del nostro itinerario tra le isole.
Se vuoi scoprire come prosegue il percorso tra Sardegna e Corsica, trovi la visione completa nel nostro viaggio moto Sicilia Sardegna Corsica.