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TRA PASSI E CRINALI 2a PARTE

Questa tappa è sponsorizzata da

Le Marche in moto tra passi e crinali 2a parte sono il proseguo di uno dei viaggi piu’ belli fatti nelle Marche. In questo diario di viaggio racconteremo come dal tranquillo lago di Fiastra scenderemo e salire tra curve e tornante sino al monte Catria per poi riscendere e fermarci in quel di Cantiano.

Marche in moto tra passi e crinali alla scoperta delle “Lame rosse”

Il fiato si fa corto, la salita difficile. Abbiamo lasciato la moto in un campeggio sulle rive del lago di Fiastra e ci troviamo ad affrontare l’ultimo tratto di salita che ci porterà alle Lame.

Una visitina a  Fiastra, che ancora risente dei danni del sisma ed eccoci pronti ad addentrarci a piedi verso i bellissimi sentieri che introducono il viaggiatore in una serie di fantastiche e suggestive bellezze naturalistiche.

Si sale quindi attraversando boschi bellissimi. Alle nostre spalle il lago con l’imponente diga, sopra di noi pinnacoli e torri dai colori magnifici del rosso che muta a seconda della posizione del sole. Qui i Sibillini mostrano il lato romantico e mistico in un racconto che si immerge nel sole e nella natura a tratti selvaggia.

Raggiungere le lame non è difficile, il sentiero, circondato da lecci, roveri e a tratti rose canine, si allunga per lo più in piano. Solo l’ultima salita è abbastanza impegnativa, ma vi garantiamo che una volta arrivati la vista di queste particolari rocce, dalle pareti ripide e dai colori mozzafiato, sapranno ripagarvi di questo piccolo strappo.

Circondati da questa magia si rientra sulle rotte appenniniche delle Marche, la moto si riaccende e il viaggio verso la Romagna riprende il suo corso: prossima tappa il monte Catria.

Tra passi e crinali ecco le Marche in moto

Piccole strade stretti tornanti, la via che attraversa gli appennini si apre davanti a noi regalandoci nuovi paesaggi e nuove sfide.

Imboccando la stretta via che ci porterà verso il borgo di Collemese ci lasciamo lentamente alle spalle la magia dei Sibillini che tanta bellezza ha regalato.

SP58, una provinciale di nome e di fatto, strade strette che attraversano il territorio tagliando il verde delle valli. Piccoli ma gustosi tornanti che risalgono la montagna in direzione di Camerino.

E’ un territorio selvaggio che ancora risente degli effetti del sisma del 2016, anche se qui i borghi sono pochi, più che altro sono formati da piccolissimi nuclei urbani per lo più disabitati ma capaci di raccontare la storia autentica di una provincia, quella di Macerata, che da qui si allunga verso le cime degli Appennini.

Il dramma delle strade secondarie che non vengono riparate e manutenute si ripete. Lo abbiamo già raccontato diverse volte durante i nostri viaggi e chiaramente anche qui vale la norma di prestare attenzione. Lentamente, ma pare inesorabilmente questa crisi e la mancanza di lungimiranza ci sta facendo ripiombare nel Medio Evo, quando muoversi diventava difficile, portando alla perdita di un patrimonio di collegamenti straordinario e ricco di storia.

Marche da non perdere, la rocca di Varano

La rocca di Varano ci saluta lungo la strada e ci invita ad una visita. Bellissima, costruita su una rupe si raggiunge attraversando il piccolo borgo, rimasto intatto nel tempo che mostra alcune case del 1300.

La rocca, oggi abbandonata, è in evidente decadimento, mostra ancora i segni del ponte levatoio e regala una vista spettacolare sulla valle del Chienti sotto di noi.

Una pausa degna di nota che con la mente ci riporta indietro nel tempo agli agguerriti signorotti del XV sec. che guerreggiavano tra loro e spadroneggiavano le vallate.

 Tr passi e crinali si guida verso Camerino

Si scende sino a Camerino per scoprire, con nostro grande rammarico, che è ancora in gran parte interdetta alle persone.

Questa splendida città, prima del sisma meta di turisti per lo più stranieri, mostra ancora oggi anche se da lontano i toni sommessi e caldi che l’hanno resa così famosa. Con il magone allo stomaco procediamo mestamente tra le piccole vie del borgo rimaste accessibili, un modesto angolo di paese riaperto dove si può aspirare l’aria di antichi splendori così da riempirsi e polmoni e cuore.

SP256 un po’ noiosa ma necessaria almeno sino alla svolta per la SP361 verso Pioraco da cui si riparte allegramente lungo un bellissimo tratto tra tornanti e curve. Un vero spasso che condividiamo insieme a tanti altri motociclisti che, come noi amano queste zone.

Il borgo di Pioraco

Pioraco è un bellissimo borgo incastrato negli Appennini marchigiani e attraversato da un fiume, il Potenza che attraversa il centro abitato con una serie di rapide regalando al paese una vivacità di movimento e paesaggistica.
Questo bellissimo borgo che conserva ancora resti degli insediamenti romani raccoglie diverse strutture religiose di interesse artistico e culturale.

Un bellissimo paese che sembra nascere dalla roccia e invita alla sosta.

Lungo il confine con l’Umbria

Guidando lungo la SP16 sfioriamo l’Umbria, anzi ne attraversiamo un tratto brevemente, circondati da vallate e da borghi che risalgono verso Fabriano. Gli Appennini ci circondano con alte cime e la guida si fa scorrevole e piacevole. Si entra nella provincia di Ancona. Ad abbellire il percorso i piccoli borghi arroccati in cima a irte rupi, quasi tratteggiati a pennello che appaiono e scompaiono alla nostra vista inghiottiti dagli alberi.

Fabriano vi stupirà. Famosa nel mondo per la produzione di carta – è qui che alla fine del XIII secolo gli artigiani fabrianesi misero a punto le tecniche di produzione dando vita alla carta moderna – non vi aspettereste mai di trovare una città così bella nella sua struttura medievale che rimanda ai tempi gloriosi dei comuni e delle signorie. Una città tutta da scoprire passeggiando con calma tra le sue vie mentre la moto riposa un attimo nel parcheggio.

Marche in moto – il Parco regionale della Rossa e di Frasassi

SP15, la strada ci accoglie appena fuori Fabriano e ci guida nuovamente tra il verde di queste vallate sempre più rigogliose. Subito dopo Pianello si entra nel Parco Regionale della Rossa e di Frasassi dove ci attendono le celeberrime gole. Anche qui il paesaggio è mitico e la strada si insinua quasi tra strette gole dove le cime degli Appennini si innalzano verso l’alto. A chi non le ha ancora visitate consigliamo vivamente di prenotare una visita guidata, ne resterete veramente affascinati.

Le grotte, sotterranee, permettono attraverso visite guidate di ammirare alcune delle sale più belle dove potrete ammirare sculture naturali formatisi attraverso stratificazioni calcaree che proseguono da ben 190 milioni di anni grazie al lavoro congiunto di acqua e della roccia.

Riprendiamo la via sino a Genga, abbiamo ancora diversa strada da fare ma soprattutto ci aspetta la salita verso il monte Catria, un appuntamento a cui non possiamo mancare, magari verso il tramonto quando i raggi del sole ammorbidiscono i rilievi con la loro luce soffusa tingendola di rosso.

Imbocchiamo la strada che conduce a San Vittore, che ci permetterà di raggiungere Genga guidando lungo strade meno battute e più divertenti.

Un percorso divertente sino a Genga, in moto tra passi e crinali

Si sale quindi verso Cerqueto percorrendo la via San Vittore che parte subito snodandosi con una serie di curve e tornanti a serpentina.

Il paesaggio è fantastico, unico come solo gli appennini sanno regalare. La strada regala scorci imprevisti di borghi arroccati sulle cime dei monti per scendere poi verso Genga come in un valzer, dove le piroette e le giravolte creano quasi un giramento di testa.

Ecco che in lontananza all’improvviso iniziamo a scorgere i primi profili del Catria che ci accompagneranno nella discesa da Genga a Sassoferrato dove riprenderemo a percorrere la SP16 per salire verso il bellissimo monastero di Fonte Avellana.

Marche in moto verso il monastero di Fonte Avellana

Inverno del 980 d.C.: i pochi monaci che sono arrivati sin qui tremano sotto le sferzate del vento gelido, le pendici del Catria sono luoghi freddi in inverno, ma la fede li accompagna e non saranno gli stenti e le privazioni ad abbatterli, anzi, proprio la fede che unisce questi piccoli frati che, seguendo le orme di Romualdo di Camaldoli, inseguono il sogno di una vita da eremiti consacrata a Dio. In breve tempo gli consentirà di fondare il monastero di Fonte Avellana dove, ancora oggi, l’aria che si respira è quella della fede portata all’estremo sacrificio della rinuncia ad abitare un mondo pieno di stimoli e distrazioni.

Qui, nonostante la calca di turisti mossi dalla fede o dalla calura estiva che attanaglia le valli marchigiane, l’aria che si respira è di pace e tranquillità. L’Appennino marchigiano che qui confina con quello umbro, in queste zone impervie e selvagge trasuda spiritualità e misticismo che nemmeno noi, poveri miscredenti, riusciamo a scrollarci di dosso.
Una sosta e un momento di pace prima di riprendere la via e proseguire nel nostro viaggio verso Frontone il suggestivo borgo che, sentinella naturale, ci attende in cima alla rupe con la sua roccaforte per poi aprire la porta alla salita verso il Catria.

Frontone e la mole del Catria in moto tra passi e crinali

Frontone è un luogo incantevole. la sua rocca difensiva abbarbicata sulla rupe e la mole del Catria, che imponente si staglia alle sue spalle, lo rendono un luogo unico e magnifico. Da qui scendevano le legioni romane dirette verso l’Adriatico e da qui, dalle finestre della sua fortificazione, si sorvegliava il territorio circostante rendendolo sicuro e impenetrabile ai pericoli della strada.

Oggi è luogo di vacanza per gli appassionati del trekking ma anche meta di motociclisti che si avventurano tra le adrenaliniche curve del Catria.

Marche in moto tra passi e crinali

Si sale in moto verso il monte Catria

Siamo pronti, la moto ruggisce, la coppia del bicilindrico si fa sentire con tutta la bellezza e brutalità, si sale in piega verso la cima del monte. Imbocchiamo via Monte Catria, aperta per la cronaca solo da aprile a dicembre e sin da subito i tornanti fanno la loro comparsa dove, piegando, ci sembra di sfiorare con le orecchie l’asfalto.

Curve a gomito, serpentine, brevi allunghi che salgono verso la cima, tornanti e poi ancora su, veloci, in piega, mentre intorno a noi il paesaggio assume forme diverse. Abeti, faggi, aceri montani, lecci, ginepri, noccioli, olmi e tante altre specie si allungano verso la cima. Ribes, agrifogli, fragole e more, è veramente una montagna incantata, anzi pregna di spiritualità, considerata sacra sin dall’antichità.

Muli, cavalli, mucche pecore e capre, ma anche – sembra – le temute vipere. Aquile reali e falchi volano in alto nel cielo rendendo questo luogo ancora più affascinante e misterioso. Un’ora di guida verso la cima, uno dei tanti percorsi, forse il più avvincente ma non l’unico, si guida fino al rifugio Vernosa e da lì, dopo uno sguardo alla bellissima valle ai nostri piedi, si parte per la discesa verso Cantiano.

In piega, veloci, incrociando altri bikers, si scende scivolando tra foreste di abeti e di faggi che trasformano i caldi raggi del sole in ombra e luci soffuse che affondano tra le antiche radici della foresta.

Si raggiunge Cantiano

Cantiano ci attende per la notte, questo antico borgo posizionato lungo la via Flaminia, attraversato dai legionari romani prima e dalle truppe longobarde, poi ci regala pace e quiete. Una passeggiata tra le viuzze che portano sino al castello in cima a una rupe e poi la vista mozzafiato verso il massiccio del Catria. Splendido, specialmente al tramonto, che ci accoglie e ci regala un ultimo sguardo verso l’Appennino umbro-marchigiano che domani regalerà – ne siamo sicuri – un nuovo itinerario e nuove avventure.
Marche in moto tra passi e crinale

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Informazioni per il viaggio

Tempi indicativi di percorrenza : 3 ore e 57 minuti

Dettagli percorso

Inizio itinerario: Fiastra – Lunghezza itinerario: 167 Km. – 1 giorno consigliati Arrivo: Cantiano

Note particolari
Km Percorsi

167

Le altre tappe del percorso

Marche in moto tra passi e crinali, un viaggio che guida la moto lungo tutta la spina dorsale di questa bellissima e divertente regione d’Italia. Segui il nostro itinerario e se hai qualche dubbio contattaci. Buon divertimento….