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NON SOLO MOTO – URBINO PALAZZO DUCALE

Questa tappa è sponsorizzata da

Urbino
Incontro con l’arte
visita a palazzo Ducale

Se avrete la pazienza di seguirci oggi vi porteremo a Urbino, in visita a Palazzo Ducale, ma per farlo vi faremo attraversare una delle zone più incantevoli d’Italia: il Montefeltro.Questo lembo di territorio incastonato nell’Appennino Centrale a cavallo tra le Marche, la Romagna e la Toscana, oltre che avvolgente la Repubblica di San Marino, non si incontra per caso. Fuori dalle rotte più importanti va raggiunto con ponderata determinazione. Un impegno ripagato dall’assoluta bellezza e poesia dei luoghi che di volta in volta vi appariranno all’orizzonte.

Immagini inedite, profumi, colori soffusi e ambienti incontaminati vi avvolgeranno dentro una magica atmosfera e la storia dei borghi medievali, dei mulini e delle chiese saprà coinvolgervi e entusiasmarvi. L’annosa guerra tra i Signori del Montefeltro e la Signoria dei Malatesta, poi, vi troverà, di volta in volta, alleati di uno o dell’altro in una intricata serie di avvenimenti degni di un poema epico.

Risalendo da Rimini verso la Valmarecchia, ci immergiamo subito nelle splendide atmosfere delle valli romagnole lasciandoci alle spalle una costa che ritroveremo, sotto di noi, dalla splendida terrazza panoramica che si apre verso la costa a Montescudo. Una visione proprio come quella con cui Tonino Guerra, che queste terre ha amato e vissuto, raccontava con la sintesi del poeta del mare visto dalla sua casa di Pennabilli: “e mer l’è ‘na roiga bianca e blu”.

Potremmo quindi semplicemente immetterci sulla statale 16 oppure inforcare la panoramica verso Pesaro, la strada più amata da Valentino Rossi così come da tutti i motociclisti romagnoli e marchigiani, ma oggi, pregustando la visita a palazzo Ducale,preferiamo da subito immergerci nell’atmosfera e nella storia delle due grandi famiglie protagoniste del periodo più avvincente e stimolante per la storia d’Italia: il Rinascimento.

Da Montescudo si scende così verso la Valconca. Lo splendido profilo della Rocca di Montefiore. visibile in lontananza da ogni dove, svetta sulla valle, ma noi procediamo verso Sassofeltrio per ridiscendere verso Tavoleto. Tutti borghi medievali che raccontano di battaglie cruente tra i Montefeltro e i Malatesta che, con alterna fortuna, conquistarono ed amministrarono questi territori. Ci inerpichiamo così tra le colline che, su strade sinuose, salgono verso Urbino tra il verde intenso dei campi e dei boschi e scorci di selvaggia bellezza.

Col bel tempo siamo soliti affrontare questi sentieri con la nostra Morini Scrambler 1200, ma in inverno preferiamo la nostra mini, quella vera; cambiano la visuale e la prospettiva ma non la bellezza che si apre davanti a noi e la meraviglia che ogni volta continua a coglierti in vista delle possenti mura che circondano la città.

Siamo qui perché finalmente, dopo anni di lavoro, il cantiere per il restauro del Palazzo Ducale ha tolto i suoi ponteggi e liberato alla vista la bellezza di questa fantastica struttura. Il palazzo è uno dei più interessanti esempi architettonici ed artistici del Rinascimento italiano caratterizzato dai magnifici “torricini” feltreschi costruiti sul lato posteriore che guarda verso monte.

« Federico edificò un palazzo, secondo la opinione di molti, il più bello che in tutta Italia si ritrovi e d’ogni opportuna cosa sì ben lo fornì, che non un palazzo, ma una città in forma di palazzo esser pareva.» – lo narra Baldassarre Castiglione, nel suo Il Cortegiano – 

Lasciamo la macchina nel parcheggio sotto le mura godendoci così appieno la vista di questo gioiello architettonico fatto costruire da una delle figure più grandi del Rinascimento: Federico da Montefeltro. A dir il vero però è dall’alto, dalla fortezza di Albornoz, che si può ammirare in un sol sguardo tutta la città. Il palazzo si sviluppò in fasi diverse e vide alcuni dei migliori architetti del tempo alternarsi alle varie fasi che accompagnarono lo sviluppo di questa che, nei progetti del suo padrone e ideatore, doveva

“superare tutte le residenze principesche d’Italia”.

Da Maso di Bartolomeo, di scuola brunellesca, a Luciano Laurana, caldeggiato vivamente dal Leon Battista Alberti, fino a Francesco di Giorgio Martini, i più geniali architetti dell’epoca che si sono avvicendati nelle varie ed appassionanti fasi della costruzione di una reggia che non solo superò in bellezza e grazia molte delle dimore del tempo, ma che si trasformò ben presto in un approdo per pittori, scultori, musici, letterati e altri famosi o meno, artisti del tempo e che fecero della corte di Urbino una delle corti più famose e apprezzate del tempo. 

Oggi Palazzo Ducale è sede della Galleria Nazionale delle Marche che si articola su tre livelli: un piano terra che ospita il Museo archeologico urbinate, il primo piano dove possiamo ammirare opere del cinquecento urbinate e alcuni, anche se pochi, reperti della collezione di Federico di Montefeltro giunti sino a noi come i dipinti di Piero della Francesca e i lavori di Raffaello e l’ultimo piano occupato nel ‘600 dalla famiglia dei Della Rovere che oggi ospita una vasta collezione di vasi e ceramiche.

Oggi approfittiamo dell’entrata gratuita che ci viene proposta ogni prima domenica del mese ma vi garantiamo che i 5,00 euro del biglietto sono sicuramente ben spesi specie se possono contribuire al mantenimento del nostro immenso patrimonio culturale.

Il Palazzo è quasi vuoto, poche le persone che si aggirano tra le grandi sale. Ci scontriamo quasi con un senso di meraviglia reciproca con amici di Rimini, come se  ritrovarsi in un museo sia un evento più unico che raro. Il nostro Paese ha un rapporto strano con l’arte. Quasi come, abituati a vivere in un paese dove l’arte e la storia si confondono con il nostro quotidiano, l’atmosfera di un museo fosse troppo circoscritta e limitata per noi.  Al contrario troviamo che accomodarsi di fronte ad un crocefisso del 300 o rimanere estasiati di fronte alla Madonna di Senigallia o alla Flagellazione di Cristo di Piero della Francesca siano esperienze sensoriali capaci di emozionarci e trasportarci per un attimo più o meno lungo in un’altra dimensione regalandoci le energie che ci servono per proseguire il nostro cammino. 

Oggi, poi, siamo così fortunati da poter riuscire ad ammirare anche i due lavori di Raffaello che da tempo – invano – cercavamo d’incontrare come l’emozionante Ritratto di Gentildonna (meglio conosciuto come La Muta) a lungo assente dal palazzo per una mostra a Firenze. Emozionati passeggiamo tra le varie sale ammirando dipinti di Paolo Uccello o di Giusto di Gand. Non siamo dei cultori esperti di arte, ma solo semplici persone che si approcciano alla bellezza lasciandosi pervadere dalla forza di questi inestimabili capolavori, godendo di qualche spiegazione rubata in qua e in la’ da guide spesso straniere.

Attraversando queste stanze par anche di sentire la presenza del Duca di Montefeltro, i suoi passi risuonano nei suoi appartamenti mentre grida di donne e di bambini giungono dagli appartamenti della duchessa la più amata di tutte: Battista Sforza morta troppo giovane e che lasciò un vuoto incolmabile nel cuore di questo grande condottiero e maestro d’armi.

Dalle finestre degli appartamenti della duchessa gettiamo fuori lo sguardo godendo nell’ammirare il paesaggio del Montefeltro che anche in questa giornata invernale ci appare, probabilmente immutato nel tempo, in tutta la sua romantica bellezza. Dentro, nel Palazzo riprendiamo ad ammirare arazzi e lavori di Tiziano: l’Ultima cena e la Resurrezione.

Uscendo dalla Sala del Trono, con la sua splendida vista sulla piazza e sull’imponente cattedrale, ci sfiora come un senso di abbandono e di nostalgia.

Ma la visita non è finita. Saliamo così fino al secondo piano ad ammirare le magnifiche ceramiche per poi scendere, dabbasso, ad ammirare le cucine e le grandissime scuderie che ci
riportano a quando il palazzo fremeva di vita e soldati di ventura, si preparavano a grandi o piccole campagne militari al soldo dei vari signori del tempo oppure a difendere un minuto baluardo nella
convinzione di far parte tutti di un unico disegno del destino chiamato Italia.

Siamo fuori a passeggio per le vie di Urbino, questo splendido gioiello urbanistico e artistico della nostra storia. Qui ha sede una delle più prestigiose università: l’Università degli studi di Urbino, fondata nel 1506 e tra le università più antiche d’Europa.

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Informazioni per il viaggio

In viaggio nelle marche. Urbino Palazzo Ducale e il genio di Federico da montefeltro 

Dettagli percorso

Urbino Palazzo Ducale - Itinerario in pillole: Rimini - Montescudo - Urbino

Note particolari
Km Percorsi

Le altre tappe del percorso