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Viaggio in Cappadocia – cosa vedere

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Finalmente raggiungiamo la Cappadocia questo lembo di terra fuori dal tempo e dallo spazio circostante. Unica e irripetibile perché modellata dall'uomo e dalle sue esigenze.

Turchia in moto – viaggio in Cappadocia – cosa vedere

Coni, colonne, pinnacoli che possono raggiungere i 30 metri di altezza; e poi ancora torri e gole scavate nel tempo dal passaggio delle acque; vulcani che dopo millenni di attività hanno modellato il territorio tratteggiando forme incredibili e fantastiche e, ultimo ma non ultimo, l’uomo che qui vive e opera dall’inizio della sua storia lasciando tracce altissime d’arte e cultura.
Gli Ittiti qui diedero vita alle prime coltivazioni di viti per la produzione del vino e cercarono di adattare questo territorio protetto dal mondo alle loro esigenze. I primi cristiani qui trovarono quella pace e fertilità di pensiero in cui far crescere un credo religioso  che ancora oggi, a distanza di duemila anni, governa le anime e le menti di gran parte del mondo occidentale. Ed è ancora qui che l’uomo, per adattarsi all’ambiente o perché costretto dagli eventi e dai pericoli del mondo esterno, costruì piccoli villaggi, chiese e monasteri adattandoli alla particolarità del territorio e creando quel contesto così unico e particolare che noi oggi possiamo ammirare.
Siamo nell’Anatolia centrale, stretti tra i monti Pontici e il massiccio del Tauro.

In partenza da Kayseri, si entra in Cappadocia

Il risveglio a Kayseri è accompagnato dalle preghiere del muezzin che dal minareto della mosche saluta il nuovo giorno e richiama i fedeli. Sono le 5 del mattino e siamo alle porte della Cappadocia. Non abbiamo fretta, oggi i chilometri da fare prima di raggiungere Avanos sono pochi, ma non possiamo attendere oltre, oggi raggiungeremo la Cappadocia, quel tratto di mondo mistico e magico racchiuso dentro pochi e preziosi chilometri.
Le strade di Kayseri ieri brulicanti di suoni, uomini e profumi, a quest’ora del mattino sono deserte, la città dorme ancora, i negozi nei bazar sono chiusi e tutto ci appare bellissimo. Immobile nella sua vivacità  la moto scivola via lungo le stradine che ci portano ad uscire dal bazar prima e dal centro storico per poi, via, a  imboccare la D300.

In moto on the road

Nuovamente on the road, l’aria calda in volto, circondati da luci, ombre, sfumature di colori incredibili. E’ un paesaggio stepposo quello che ci separa  dalla Cappadocia, un paesaggio dove dominano le tinte chiare, i gialli, i colori pastello mentre la linea scura di una strada asfaltata di fresco taglia il paesaggio.
Pochi chilometri per raggiungere Avanos il primo avamposto. Una breve soste per gustare un caffè. Sono giorni che beviamo solo the. L’entroterra anatolico offre poche variabili; bandite completamente le bevande alcoliche, anche il caffè pare essere un miraggio, ma qui rientriamo in una zona altamente turistica e un ottimo caffè turco è quel che ci vuole. Purtroppo insieme al caffè vengono introdotti anche prezzi più turistici… siamo in un luogo unico al mondo e i suoi abitanti lo sanno meglio di noi.

Avanos

Questo piccolo borgo che si allunga sulle sponde del fiume rosso (Kizilirmak, il fiume più lungo della Turchia lo avevamo già incontrato a nord) è il punto ottimale dal quale partire alla scoperta di questo territorio. I primi pinnacoli rocciosi fanno la loro apparizione mentre la moto, lasciata la strada maestra, come un coltello taglia il territorio guidando verso Cavusin. Qui i percorsi in off road non mancano ed ognuno di loro può trasportare voi e la moto in un ambiente diverso, quasi ridisegnato all’infinito da nuove forme e contorni. E così ecco la moto scendere lungo uno stretto canyon e poi risalire sino ad essere circondata dalle cime attorcigliate dei pinnacoli.

Cavusin 

A Cavusin ci attende una bellissima rupe sovrastata da uno sperone e crivellata di abitazioni abbandonate. Se non fosse che siamo in Turchia potremmo immaginare di essere nei dintorni di Matera.
Cavusin è il borgo più piccolo e meno frequentato, qui esiste un centro abitato da autoctoni e i turisti sono scarsi. Il luogo ideale dove passare la notte in uno dei piccoli ma graziosi bed and breakfast che sorgono davanti ai resti delle antiche abitazioni.
In mattina di buonora si parte alla scoperta della Cappadocia, prima tappa Pashabagi, dove possiamo immergerci nella magia dei camini delle fate.

In moto verso i Camini delle Fate

Questa valle chiamata anticamente valle dei monaci racconta la storia di San Simeone monaco vissuto nel IV sec. conosciuto per i suoi miracoli. Il monaco stanco della popolarità acquisita ad un certo punto fugge dalla sua città natale e si trasferisce in questa valle per vivere una vita da eremita dentro una delle celle costruite in cima ai pinnacoli a 15 metri di altezza. Questo trasferimento fu il primo di una lunga serie che portò questa valle incantata all’attenzione di altri monaci che qui costruirono nuove celle all’interno di questi camini vivendo la propria fede religiosa in armonia e contemplazione.
Oggi Pashabagi, che letteralmente significa la vigna del Pasha ( generale turco), accoglie tra i suoi pinnacoli centinaia di migliaia di turisti che per respirare la magia di questo sito giungono da ogni parte del mondo. Se volete godere di un po’ di pace e passeggiare tranquillamente tra una cella ed una piccola chiesa cercate di arrivare qui la mattina presto oppure al calare del sole quando i bus dei tour operator saranno ripartiti alla volta degli hotel di Goreme. Allora si che potrete per un breve momento raccogliere dentro di voi l’energia positiva che questo luogo trasmette.

Zelve – la città fantasma della Cappadocia

A pochi chilometri ecco apparire Zelve, un vero e proprio museo all’aperto. Qui all’interno di questa città rupestre formata da monasteri, chiese ed abitazioni, in gran parte visitabili, sino al 1924 vivevano in armonia cristiani e mussulmani. A seguito poi degli accordi presi tra il governo turco e quello greco per la ripartizione dei territori all’indomani della prima Guerra mondiale, le popolazioni cristiane dovettero abbandonare la zona per trasferirsi in territorio ellenico e viceversa le popolazioni di religione mussulmana trovarono qui una nuova patria. Oggi il sito è abbandonato, la popolazione si trasferì negli anni ‘50 nella vicina città di Aktepe e questo splendido sito rimane a disposizione di turisti che numerosi si accalcano verso l’entrata. La Cappadocia è anche questo, una splendida opera della natura che paga la propria bellezza con una presenza massiccia e non sempre rispettosa di migliaia di turisti.
Ma basta allontanarsi un po’ grazie alla nostra moto attraverso questo paesaggio che, curva dopo curva, non finisce mai di stupire è rimanere invasi e pieni di tanta bellezza.

Immersi nel territorio della Cappadocia

Attraversiamo il sito di Urgup, particolare con i suoi locali moderni pieni di turisti accanto alle ormai tipiche case di tufo e i suoi pinnacoli. Il cuore si apre lungo la D302 che si allunga sino a Nevsehir alla vista delle bellissime valli, dove enormi camini di fata di varie forme e dimensioni si innalzano verso il cielo. Entriamo dopo Urgup nella valle Rosa o Gulludere in turco, un immenso territorio che si estende da Goreme a Cavusin dove il rosa e il color senape regalano giochi di luci e ombre danzanti tra i pinnacoli.
Diversi percorsi che procedono allungandosi e ramificandosi attorno alle torri tufacee fanno di questa valle una delle più affascinanti e ricercata dagli amanti del trekking. Volendo sono a disposizione anche mongolfiere – brrrr, vade retro –  che possono regalarvi improbabili visioni dall’alto. Per tutti gli altri rimane lo splendore e l’unicità di questa valle dove potrete godere lo spettacolo, quasi senza fine, di guglie, monticelli, alte torri che vi circonderanno e vi avvolgeranno in un incanto di sfumature che vanno dal rosa al giallo.

La fortezza di Ortahisar

Si rientra verso Ortahisar, la “fortezza di mezzo”, con la sua splendida ed imponente guglia che domina il borgo e le sue abitazioni rupestri. Siamo di fronte al pinnacolo più alto della Cappadocia 86 metri di altezza che possiamo risalire arrampicandoci su una scala di ferro abbastanza arrugginita e sospesa nel vuoto ( roba da stomaci allenati ! ).
La vista dalla cima è fantastica e spazia su tutta la regione e ancora meglio sul borgo sotto di noi con il suo castello, i suoi magazzini e le sue antiche e tipiche abitazioni. Anche qui, al contrario di Goreme, il borgo vive di vita propria con i suoi abitanti che si tramandano antiche tradizioni ed anche un’economia basata sull’agricoltura senza scordare il turismo naturalmente.

In moto a Uchisar il paese dei piccioni

Non è lo stesso per Uchisar che raggiungiamo guidando per pochi chilometri lungo la D302. Splendida e unica come tutto il territorio della Cappadocia questo piccolo paese si è trasformato nel tempo in una vera e propria località per turisti. Ogni pinnacolo, ogni struttura abitativa scavata nel tufo e modellata dal tempo è oggi riproposta in versione bed&breakfast o hotel di lusso. E’ veramente un peccato perché Uchisar è fantastica.
Un pinnacolo di grosse dimensioni con centinaia di cavità che vanno a formare una cittadella naturale appoggiata quasi casualmente su un territorio dall’aspetto lunare. Cappelle, monasteri, celle e abitazioni si aprono al passaggio del turista e si attorcigliano intorno al monte in un’intricata rete di cunicoli e viuzze.
Uchisar ospita anche una nutritissima comunità di piccioni. Questi uccelli popolavano queste zone già dai primi insediamenti umani e venivano usati come messaggeri ma anche come animali da compagnia. Nel tempo hanno eletto questa vallata che va da Uchisar a Goreme a loro dimora costruendo a loro volta nidi nelle piccole cavità della roccia bianca. Oggi questi animali trovano qui pace e prosperità e la loro presenza ha dato il nome a questa valle “la Valle dei piccioni”, pigeon valley.
Una nota particolare di questo borgo sono antiche abitazioni con fregi raffiguranti idiomi della lingua greca che testimoniano il passaggio di questo popolo nella valle. Una passeggiata verso il castello, un itinerario breve che ci accompagna all’interno della valle che si apre intorno a noi per poi riemergere nuovamente on the road verso Goreme, il sito più famoso della Cappadocia e quello che ci deluderà di più.

Goreme, i sito più famoso della Cappadocia non fa per noi

Nei nostri progetti si doveva pernottare proprio a Goreme segnalata da tutte le guide e mappe del luogo come il sito cult di questa zona, il centro nevralgico dal quale partire alla scoperta della Cappadocia. Questo varrebbe se voi foste turisti amanti della calca e della vita notturna, per noi vale l’esatto contrario e ritrovarsi in un sito grande come quello di Goreme immersi nella calca, nel traffico, tra luci al neon e odore di patatine fritte crea un sentimento di panico e ritrosia. Bleah!!!
Niente da dire sulla bellezza di questo luogo dove i famosi camini di fata si moltiplicano trasformandosi in una vera e propria cittadina. Ma poi, all’improvviso spuntano i quad che scorrazzano rumorosi e veloci lungo gli antichi sentieri una volta percorsi da monaci e mercanti e questo fatto non depone a favore di questa località. Almeno non per noi.

Rientro a Cavousin

Per noi uno dei luoghi più belli dove pernottare resta Cavusin ed è lì che, al termine del giorno, troviamo pace e silenzio. I pinnacoli, le rupi, i camini delle fate, tutto al calare del sole assume nuove forme e nuovi colori. Ci concediamo un’ultima passeggiata nella vicina Pashabagi per godere di un tramonto che termina il suo percorso imprigionato tra i pinnacoli e i camini delle fate di questo luogo magico. Dalle moschee sparse lungo la valle le voci dei muezzin tornano a intonare il loro canto. Tutto si ferma, e pure noi, avvolti nel misticismo che questo territorio sa emanare possiamo abbandonarci tra le mura di uno splendido bed&breakfast tra le braccia di Morfeo e chiudere gli occhi con ancora queste immagine fantastiche nel cuore.

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Informazioni per il viaggio

Kayseri apre le porte al mondo magico della Cappadocia, meta obbligatoria per chiunque voglia visitare la Turchia. Qui una sosta è d'obbligo.

Dettagli percorso

Percorsi in sterrata e su asfalto, la scelta è solo vostra. Guida allegra in una delle zone più turistiche della Turchia

Note particolari

Noi abbiamo pernottato a Cavusin, meno turistica di Goreme, voi scegliete pure la località che meglio vi soddisfa, vanno tutte bene.

Km Percorsi

49

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