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In viaggio lungo le Alpi Apuane 2a Tappa

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In viaggio lungo le Alpi Apuane 2a Tappa – Eccoci oggi guidare verso il Passo del Vestito nel cuore di questo territorio, suggestivo,armonioso e divertente.

Il sole è appena sorto quando, lasciato il calore della tenda e alleggeriti del bagaglio che resterà al campeggio, ci apprestiamo a fare benzina dal benzinaio locale. Oggi ci aspettano tante cose da vedere e abbiamo bisogno di partire prima che il caldo diventi opprimente.

Imbocchiamo subito una stretta via di montagna direzione Gorfigliano. Qualche curva appena accennata ed ecco la mole delle Apuane, dalle inconfondibili colorazioni di un bianco che tende al rosa, apparire suggestiva e maestosa e, poco più avanti, il lago di Vagli, un lago artificiale che si è formato a seguito della costruzione di una diga.

Il lago di Vagli e la sua storia 

Luogo suggestivo il lago di Vagli capace com’è di raccontare con la propria la storia di borghi fantasma, di origine medievale come quello di Fabbriche di Careggine. Un borgo le cui origini si perdono attorno al 1200, abitato, dicono le cronache, soprattutto da fabbri ferrai. Con la costruzione della diga queste realtà furono completamente sommerse dall’acqua ma capaci, per la gioia degli abitanti della zona e dei curiosi, di tornare sporadicamente alla luce quando occorre svuotare l’invaso per lavori di mantenimento.

Per oggi solo la stupenda visione del borgo di Vagli di Sotto adagiato su una piccola penisola che sembra galleggiare sulle acque del lago.

SP50 si riparte verso Poggio.

A Poggio svolta ad “U” e poi via verso Careggine lungo la SP49.

A Careggine ancora un cambio imboccando l’SP69 che ci accoglie e diverte con una guida frizzante in mezzo a boschi di faggi e grandi abeti.

Poretta, Colli, Capanne, inizia un percorso impegnativo ma divertente dove la strada via via diviene più stretta insinuandosi tra le montagne che ci appaiono quasi pronte ad accoglierci.

Tra Versilia e Garfagnana

Raggiungiamo allegramente il bivio per la SP13 che con una piccola deviazione ci porterà sino all’antico borgo di Isola Santa, un luogo di origine medievale che si collocava sulla strada che portava dalla Garfagnana in Versilia.

Anche qui un laghetto artificiale, anche qui una diga. Siamo immersi nel verde e nella pace di un luogo un tempo abbandonato completamente e oggi ritrovato e regalato al turismo che qui ama riposarsi e trovare pace.

Una passeggiata lungo la diga, uno sguardo al piccolo e grazioso borgo arroccato su una collinetta e poi via si ritorna ad attraversare il Parco delle Alpi Apuane con i suoi sentieri e le sue strade che si aprono davanti a noi.

Riprendiamo la SP 13 direzione Versilia 

Lentamente il paesaggio immerso nella lussureggiante vegetazione appenninica lascia il posto alla potente e magnetica bellezza delle Alpi. I colori mutano e anche le altitudini che nel giro di pochi chilometri ci portano a raggiungere vette ben oltre i 1000 metri.

Siamo in una delle aree carsiche più estese ed importanti d’Italia con più di mille grotte di cui 17 considerate le più profonde della penisola. Sono queste alcune delle caratteristiche capaci di fare di questa catena montuosa uno dei luoghi più’ suggestivi d’Italia, perfetta location, con le sue forme e i suoi paesaggi spettacolari, per un viaggio in moto.

La cava di Henraux

Superiamo Stazzema, la cui bellezza è macchiata dal ricordo della terribile rappresaglia compiuta dall’esercito tedesco ai danni di civili innocenti. L’SP13 in questo tratto è fantastica e offre diversi spunti per una guida divertente e paesaggi mozzafiato. Tra gallerie e tornanti ci muoviamo penetrando la valle diretti verso Arni. Lungo la strada all’ombra del monte Altissimo una suggestiva galleria immette nella vecchia cava Henraux, oggi chiusa e abbandonata ma ancor capace di introdurci nelle suggestioni delle cave di marmo.

Il passo del Vestito

Poco dopo la Cava Henraux svoltiamo sulla SP79 diretti ad Arni piccolo borghetto incastrato tra le rocce. Riprendiamo la SP13 e di seguito dopo una lunga galleria raggiungiamo il Passo del Vestito, 1151 metri sopra il livello del mare, una delle grandi attrazioni motociclistiche di questo itinerario. Motociclistiche ma non solo visto che fu proprio qui che furono girate alcune delle più emozionanti scene di 007 Quantum of Solace.

Da quassù il panorama è incredibile. Qui le Apuane si mostrano in tutta la loro bellezza aiutate in questo dalle cave che appaiono in lontananza su cui si riflette il bianco candido e quasi accecante del marmo.

L’elegante profilo del Monte Sagro fa da sfondo al vallone di Renara, mentre una serie di gallerie scavate nella roccia ci porta ai grandi tornanti del Pian della Fioba regalandoci un itinerario fantastico suggestivo e incredibile.

Toscana in moto – il Pian della Fioba

Da qui ha inizio una vertiginosa discesa che, come Daniel Craig, attraverserà tra curve a precipizio sulla valle e stretti tornanti alcuni dei borghi più belli della Garfagnana portandoci sino al mare che, laggiù in basso sull’orizzonte, fa capolino tra i monti.

Antona ci appare dopo una curva a “U”. Piccola, graziosa, arroccata sul versante del monte omonimo dentro la bella valle del Frigido con il suo campanile che svetta sui tetti delle case.

Antagnana invece ci appare dall’alto, adagiata su un crinale lungo la medesima valle mostrando orgogliosa la sua antica struttura medievale dove le case, addossate l’una all’altra, formano una muraglia che si stringe intorno alla sua piccola ma splendida piazza.

Ancora alcune curve e qualche tornante mentre l’aria si riscalda e l’odore del mare diventa più presente ed eccoci in vista di Massa, adagiata sul piano che si allunga verso il Tirreno.

Toscana in moto – L’arrivo a Massa

Massa è una meta turistica balneare e quindi pullula di bagnanti che si muovono verso la spiaggia. Il centro è molto suggestivo con i suoi viali lastricati pieni di negozi e la sua passeggiata sul lungomare affascinante ma per noi decisamente troppo caotica.

Un breve saluto agli amici dell’ufficio del Turismo di Massa che si sono con  passione impegnati insieme a noi a costruire questo itinerario – grazie, grazie davvero Paola –  e poi via, usciamo dal centro imboccando la Via Bassa Tambura che in breve ci riporta ad affrontare i tornanti che salgono verso la cima del monte omonimo.

Alla scoperta del Monte Tambura

Prima tappa a Forno, balzata alla storia per essere stata proclamata nel 1944 “Repubblica libera di Forno” da una formazione di partigiani. Riconquistata dalle formazioni aderenti alla Repubblica Sociale diventa teatro dell’ennesimo eccidio perpetrato dai reparti dell’esercito tedesco che qui massacrarono una sessantina di persone.

Il borgo è molto suggestivo, piccolo, raccolto sotto un’alta montagna. Proseguendo lungo la via e seguendo il corso del fiume possiamo raggiungere, allungandoci quasi in off road, la bellissima Filanda di Forno, un antico opificio attivo nell’ottocento e oggi riconvertito a museo di archeologia industriale.

Proseguendo lungo un percorso che si inoltra sinuoso tra i monti, in breve si raggiungono alcune cave che sembrano chiuse e abbandonate ma non per questo meno affascinanti.

Un paesaggio particolare dove il fiume improvvisamente si asciuga per riempirsi di detriti bianchi.

Proseguiamo per un tratto ancora per poi svoltare in frazione Guadine proseguendo verso Resceto, suggestivo borghetto circondato dai picchi delle Apuane, lungo percorsi divertenti per i bikers che si inoltrano nel cuore delle montagne.

Toscana in moto – E’ tempo di rientrare

inversione a “U” e si riprende la via verso il campeggio che ci attende per la notte a Gramolazzo, sulle rive del lago. Unica variante assolutamente da fare, una volta superato il passo del Vestito ed Arni, è quella di imboccare all’altezza di Isola Santa la SP13 ricca di curve e tornanti immersi nel verde del bosco che via via si fa sempre più scuro.

Superiamo in breve Castelnuovo di Garfagnana godendo di strade quasi deserte ed un tramonto agostino. Imboccando la SP72 sappiamo che presto saremo al campeggio soddisfatti della giornata trascorsa e dei territori attraversati.

Itinerario divertente e adrenalinico per la moto, ricco di cose da vedere ma soprattutto di curve e tornanti lungo itinerari impegnativi.

Ma ancora questi luoghi hanno in serbo meravigliose sorprese per noi, domani visita alle cave di marmo, speriamo che splenda il sole. 🙂

 

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Informazioni per il viaggio

Da Gramolazzo si scende verso Carrara per risalire nel pomeriggio. Strade bellissime, dighe.laghi e natura

Dettagli percorso

Una giornata immersi nella natura di questo territorio. Curve e tornanti disegnano la via lungo provinciali asfaltate e in buono stato. Un itinerario adatto a tutti i tipi di moto.

Note particolari
Km Percorsi

150

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