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Pompei e altre gemme italiane – Benvenuti al sud

Questa tappa è sponsorizzata da

In un giorno non meglio precisato tra il 24 agosto e l’8 settembre del 79 d.C., mentre a Roma Tito diventa imperatore, alle pendici del Vesuvio la vita e la storia di tutti gli esseri viventi si ferma come congelata in un foto finish. Pompei, una delle città più popolate e più rigogliose dell’Italia romana a causa dell’eruzione del Vesuvio viene sepolta sotto 3 metri di cenere e lapilli. Ma, ancor più sorprendente, mentre la popolazione sopravvissuta rientrava in città per paura dei furti nelle proprie abitazioni, una nuova esplosione saturava l’area circostante di un gas letale per tutte le forme viventi. La vita s’interrompe così in un unico istante consegnando alla storia l’immagine di una città intatta nella sua splendida esistenza.

Noi siamo ancora lontani da Pompei; stiamo per risvegliarci in un campeggio in riva al mare a qualche chilometro da Gaeta, ma è quella la nostra meta odierna. Come viaggiatori curiosi di testimoniare un evento unico nel suo genere in un posto altrettanto unico ci prepariamo al viaggio con la meta finale già prestabilita… Pompei.

Colazione a Gaeta con vista sul porto e un mare di un azzurro intenso e splendente.

Gaeta è meravigliosa e risplende di luce propria affacciata sul Golfo che prende il suo nome. Siamo ancora nella provincia di Latina, 80 km da Napoli e gli antichi romani, che sapevano sicuramente come godersi la vita, già a quel tempo l’avevano eletta ad importante meta di villeggiatura. Un po’ come oggi a Capri, qui potevi incontrare personaggi famosi, Consoli potenti e fin anche l’Imperatore. Per questo, da esperti ingegneri e costruttori qual’erano, si costruirono addirittura una via più breve e agevole della via Appia, la via Flacca che anche noi abbiamo percorso a tratti per arrivare sino a qui.

Nel Medio evo per difendersi dalle incursioni dei saraceni Gaeta venne trasformata in castrum e venne costruita una roccaforte che ancora oggi svetta imponente a difesa della città sul monte Orlando.

La città vanta una storia interessantissima di autonomia e prosperità che ancora oggi traspare da queste mura che riportano ad assedi conclusasi con vittorie o sconfitte. Città fortificata ulteriormente dopo l’annessione al Regno delle Due Sicilie nel 1860 vede l’annessione quello d’Italia.

Colazione da favola nello storico bar centrale con ciambelline fritte al punto giusto. Roba da far venir l’acquolina in bocca al solo pensarci e passeggiata tra le vie del centro sino allo splendido tempio di San Francesco. Un incanto di colori e sapori che solo quando ti affacci al sud senti.

Riprendiamo la via Appia, la statale 7 in direzione Caserta. Qui non vorremmo perderci una visita alla Reggia, uno dei monumenti più grandiosi di tutto il Sud Italia, patrimonio a pieno diritto dell’umanità della quale fortunatamente facciamo parte.

Ci allontaniamo dal mare per rientrare nell’interno di questa terra carica di sorprese che subito ci appaiono innanzi. A Minturno, comune posto al confine meridionale del Lazio scopriamo lungo la strada un acquedotto costruito da Vespasiano a cui sopravvivono ancora circa cento arcate intatte, alcune delle quali finemente decorate, e poco più avanti, attraversando il fiume Garigliano  possiamo fotografare un bellissimo e unico ponte pensile commissionato dai Borbone ed inaugurato nel 1832 dal Re Ferdinando II. Salti di epoche, salti di storia che testimoniano l’importanza e l’intensità di questi luoghi.

Lasciamo così il Lazio per inoltrarci nelle provincie campane; il nostro viaggio verso Caserta, che prosegue ancora lungo l’antica via Appia, fa tappa a Sessa Aurunca. Siamo entrati nella Campania Felix e questo borgo, il cui toponimo riporta a dolci colline (Sessio cioè sedile ), riporta a un’antico centro già famoso nell’Impero Romano per la produzione di olii e vini. Si raccontava del vino Falerno, prodotto in zona, come dono del Dio Dionisio. Un dono di cui ancora oggi potremmo godere come delle produzioni di olio “terre aurunche” che conservano ancora una lavorazione manuale antichissima.

Percorriamo le strette vie del paese con la nostra moto sino alla sua Cattedrale per poi riprendere il cammino sino a Caserta………….la Reggia ci attende.

BENVENUTI IN ITALIA…………La Reggia di Caserta il martedì E’ CHIUSA. Quello che stiamo scrivendo non può sicuramente trasmettere a voi la nostra rabbia e la nostra infinita delusione. Non è possibile fare tanti chilometri per raggiungere un patrimonio dell’umanità che è chiuso.

Una reggia unica al mondo incastrata nel mezzo di palazzoni orribili che un giorno alla settimana chiude i battenti come l’alimentari della signora Rosina sotto casa. Era scritto naturalmente nelle informazioni ma a noi era sfuggito inconsapevoli della possibilità che un patrimonio UNESCO potesse rimanere chiuso al pubblico. Ripartiamo sconsolati senza nemmeno dare un’occhiata in giro. Che delusione !!!! Riprendere la via non è facile, ma dobbiamo raggiungere Pompei per visitarla nel pomeriggio.

….POMPEI…..Solo il nome, sussurrato, attiva l’immaginazione. Possiamo sentire il rumore dei carri sull’acciottolio delle strette vie, le grida dei bambini che giocano per strada, i richiami dei commercianti che a ridosso del foro propongono le loro merci, i rumori che giungono dalle cucine delle case che si affacciano lungo le vie e poi il soffio del vento, che improvviso arriva, a ricoprire tutto, in un unico, irripetibile istante……..POMPEI.

Arriviamo al Camping Spartacus verso mezzogiorno. Il camping è in posizione strategica proprio di fronte all’entrata degli scavi e si può soggiornare ad un prezzo veramente economico. Si monta la tenda e poi si parte subito alla scoperta di questo sito veramente unico al mondo. I turisti sono tanti; una marea di corpi che in maniera composta si avvia verso l’entrata degli scavi. Guide, che parlano quasi tutte le lingue, con le loro bandierine di riconoscimento cercano di farsi largo con i loro uditori nella speranza di aprirsi un varco tra la folla. 

Attraversiamo una delle porte di accesso alla città, quella di Marina, e fino a sera siamo dentro questa storia affascinante che emoziona e turba. Le emozioni che ti regala Pompei non sono paragonabili a niente altro. Passeggiare dentro una città ferma a un passato remoto crea una suggestione che riempie l’anima.

Al tramonto ci troviamo a passeggiare attorno all’anfiteatro nella zona più periferica di Pompei, circondati da pini secolari guardiani del posto, l’ora migliore per lasciarsi impregnare da questa incredibile atmosfera. E’ ora di uscire, dagli altoparlanti esce l’invito ad avvicinarsi verso la porta principale, un’ultima camminata attraverso il foro, un ultimo sguardo all’ oratorium dal quale giungono ancora le voci di antichi politici e dei loro comizi. Un saluto all’ultimo tempio e siamo di nuovo nel 2015.

Pompei, oltre ad essere tutto ciò, si trova anche in un’ottima posizione strategica per visitare Napoli e dintorni. La Circumvesuviana che da Sorrento arriva nel cuore di Napoli con fermate in tutte le stazioni che si incontrano sulla strada è un mezzo comodissimo, economico, sicuro e di facile accessibilità per una visita in tutta tranquillità della zona.

Si riparte quindi in mattinata alla volta di Ercolano.

Scendiamo dalla Circumvesuviana circondati da bagherini che ti offrono vari servizi; dalla visita guidata al Vesuvio ad un accompagnatore per il sito archeologico sino a calzetti e mercanzie varie. Ma noi siamo romagnoli e non ci facciamo impressionare, percorriamo il lungo viale che ci separa dall’entrata degli scavi a testa alta con una sosta in pasticceria per una seconda colazione – uhmmmm! – a base di ciambelline con la crema e caffè, l’unico vero caffè come solo qui lo sanno fa.

Intorno a noi si stende una periferia fatta di casermoni che nulla hanno di umano insieme a splendide ville del settecento o piccole case in rovina, tutto in un insieme, intricato e disordinato che a tratti inquieta , a tratti diverte.

Siamo tornati al 79 d.C. . Mentre Pompei interrompe in un istante ogni forma di vita al passaggio di una nube tossica a Ercolano la vita si avviluppa e si perde tra le fiamme in una tragedia dai contorni epici.

L’eruzione del Vesuvio qui si manifesta con una colata lavica che tutto distrugge al suo passaggio e tutto sommerge. Oggi, attraverso lavori di restauro che durano da decenni e non ancora terminati, un terzo della città è potuto riemergere a testimoniare di una vita che scorreva quasi come la nostra, con i suoi ritmi determinati come oggi dal cibo e dal sonno e inframmezzati dal divertimento, lo studio, le arti, lo sport.

A Ercolano possiamo ammirare edifici a grandezza reale e quasi intatti, alcuni dei quali abbelliti da affreschi e grafiti che ancora oggi risplendono dei colori vivaci del loro tempo. Più piccola di Pompei, ma altrettanto affascinante, Ercolano lascia una traccia indelebile nella mente del visitatore perché come e più di Pompei riesce a trasportarti indietro nel tempo con la sensazione di essere parte del tempo che stai attraversando.

i mosaici di ercolanoUna marea di persone la attraversa, e tante lingue diverse giungono ai nostri orecchi e tutto contribuisce ad arrestare e allungare lo spazio davanti a te. Possiamo immaginare l’entusiasmo degli archeologi che primi riportarono alla luce questi siti nel 1700 circa. Questa scoperta influenzò tutto il mondo europeo e anglosassone in particolare dando avvio a un nuovo interesse per il neoclassicismo che spingeva dal nord Europa verso la classicità, verso l’Italia e la Grecia migliaia di visitatori desiderosi di respirare l’arte e la cultura degli antichi padroni del mondo allora conosciuto. La nostra giornata non è ancora finita; il cuore Napoli ci attende.


Napoli, città dai mille volti. Noi ne abbiamo visti solo alcuni ma quello che abbiamo attraversato ha lasciato dentro di noi la convinzione che esistono popoli più felici degli altri e città più vive delle altre.

Così leggiadra come la sua fondatrice Parthenope, Napoli riesce ad ammaliare qualunque visitatore. E’ impossibile resistere al suo

 fascino e anche noi scesi alla fermata del treno ci lasciamo trascinare dalle voci, dai colori, dai suoni e dagli odori di questa città.

Inutile tentare di descriverla o raccontarla. Noi riusciamo solo a vedere una minima parte dell’ patrimonio artistico e culturale che custodisce.

Lasciamo quindi semplicemente che i nostri piedi si muovano in un girovagare attraverso vie piene di persone e auto, vicoli dove aleggia l’odore delle crocchette e degli arancini venduti da chioschi e bar.

Attraversiamo il decumano maggiore e in via dei Tribunali ci lasciamo coinvolgere da una moltitudine di napoletani che aspettano in fila davanti ad un bar che venga servito loro il pranzo ( pizza o crocchette o focacce ). Anche noi in fila. Crocchette e coca cola 2 euro, pizza e coca cola ancora 2 euro.

BENVENUTI A NAPOLI

Raggiungiamo Piazza del Plebiscito in tempo per l’ultima visita guidata della giornata al Teatro San Carlo.

Sopraffatti dalla bellezza e dalla storia di questo luogo torniamo verso la stazione dei treni in Piazza Garibaldi per il rientro a Pompei. A Napoli torneremo sicuramente – giuro! – per dedicarle il tempo necessario ad una visita più approfondita… per il momento rientriamo a Pompei al calar della sera.

Domani nuovamente sulla strada per continuare la discesa verso il Cilento. Per il momento è difficile anche addormentarsi carichi di tante immagini che vorticose non ti lasciano al sonno. L’Italia è un paese meraviglioso. 

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Informazioni per il viaggio

10 giorni di passeggiate nel fantastico sud dell’Italia……3° e 4° giorno. Da Gaeta a Napoli alla scoperta delle meraviglie del nostro paese

Dettagli percorso

Pompei – Itinerario in pillole: Gaeta – Sessa Aurunca – Caserta – Napoli – Ercolano – Pompei

Note particolari
Km Percorsi

Le altre tappe del percorso

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