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MINI VIAGGIO NELLA NEBBIA

Questa tappa è sponsorizzata da

mini viaggio nella nebbia

Nessuno come la poetica di Ungaretti ha saputo descrivere meglio il territorio e le sensazioni che oggi ci avvolgono in questa giornata di nebbia. Sensazioni dolci e ancestrali che noi, nati in Val Padana, conserviamo in ricordi dolcissimi e romantici. Ricordi di queste nubi che ti avvolgono per formare, a contatto con il suolo, goccioline di acqua liquida che può tramutarsi in cristalli di ghiaccio sospesi nell’aria capaci d’imbiancarti.

Quest’anno dopo tanti anni di assenza la nebbia è tornata, portando con sé il suo carico di inconvenienti ma anche le atmosfere suggestive e particolari di paesaggi collinari sospesi o avvolti dal morbido abbraccio di questo fenomeno che riduce la visuale e intorpidisce l’anima. Un fenomeno che fa parte di noi, fa parte del viaggio, ed è per questo che, in questa giornata di fine anno, noi viaggiatori romagnoli non possiamo che godere di questo avvenimento e spostarci alla ricerca di emozioni e visioni sospese, che non vediamo ma sappiamo con assoluta certezza esserci.

Infiliamo così la nostra amata via Emilia, l’antica arteria costruita dai romani che mantiene ancora oggi il suo fascino e la sua importanza. Fatta costruire dal console Mario Emilio Lepido collegava Rimini a Piacenza nel cuore della Gallia Cisalpina mentre oggi, dopo aver mutato alcuni tratti del tracciato, ci porterebbe sino a Milano. Non vogliamo certo andare così lontano, stiamo solo brancolando in mezzo alla nebbia della nostra pianura per fermarci a Santarcangelodi Romagna per un caffè.

Santarcanzul è un borgo bellissimo e ben conservato, posto tra il fiume Uso e il fiume Marecchia, al confine tra due provincie (Rimini e Forli-Cesena). E’ veramente una delizia passeggiare tra i suoi vicoli pieni di piccole o grandi trattorie per raggiungere la rocca Malatestiana che domina la valle e il paese sottostante.

Oggi tutto è avvolto nella nebbia così proseguiamo il nostro viaggio verso Torriana da poco diventata, dopo l’unione amministrativa col comune di Poggio Berni, PoggioTorriana. Chissà che da lassù, dalla rupe che col suo castello domina la valle, non si possa fare l’incontro ricercato.

Nel viaggio la nebbia è fitta e la visibilità nulla. “Sembra di non state in nessun posto” come dice il nonno di Fellini in Amarcordquando, appena uscito di casa brancola senza meta nella nebbia.

Ma dov’è che sono? – dice il nonno – Mi sembra di non stare in nessun posto. Mo se la morte è così… non è mica un bel lavoro. Sparito tutto: la gente, gli alberi, gli uccellini per aria, il vino. Tè cul!”

(Dal film Amarcord di federico fellini )

Lungo la strada che risale la Val Marecchia iniziano a stagliarsi le cime degli alberi che piano piano emergono dalla nebbia per illuminarsi della luce del sole. E’ come un tuffo all’inverso, all’improvviso ti senti sollevato verso il sole ed emergi verso un cielo di un azzurro luminoso e il sole.

Fermiamo la Mini lungo il ciglio di una strada per godere del panorama mozzafiato che ora si apre sotto di noi. Di fronte la rocca di Verucchio, color oro, che appare innanzi come una nave che galleggia su un mare calmo e silenzioso.

Anche il caldo ci avvolge mentre la Mini brucia l’asfalto ringhiando. Non abbiamo mica vinto un Rally di Montecarlo per niente, noi. Stiamo correndo paralleli al fiumeMarecchiama non lo vediamo, avvolto com’è, laggiù in basso, nella coltre grigia e fredda che tutto copre, noi però stiamo correndo versoSan Marinocurva dopo curva. E’ una strada che conosciamo bene per essere, nella st

agione più calda, tra le nostre strade preferite quando la percorriamo con la nostra moto ed ogni volta possiamo godere di nuovi paesaggi e nuovi colori. Oggi prosegu

iamo circondati dalle cime degli speroni classici dellaVal Marecchiache  ci appaiono come isole, mostrandoci le rocche e le torri difensive che raccontano la grande storia del Rinascimento che tanto ha movimentato queste colline.

San Marino si erge imponente con i suoi tre castelli, anche loro oggi sospesi nel cielo.

La serenissima Repubblica di San Marino è per noi riminesi quello splendido sperone che caratterizza lo skyline del nostro entroterra.  In realtà siamo nelle vicinanze di uno stato sovrano con le sue leggi e le sue istituzioni oltre che la sua storia unica e suggestiva.

L’indipendenza di questa Repubblica ha origini antichissime, addirittura viene considerata la più antica Repubblica del mondo. La leggenda la vuole fondata dal tagliapietre dalmata Marino fuggito dalle sue terre a seguito delle persecuzioni dell’impero romano ai cristiani nel 300 d.C.. Si sviluppò e prosperò dapprima sul monte Titano per poi allargarsi a tutto il territorio che oggi è compreso nello Stato che proprio dal santo prende il suo nome.

A seguito della vittoria contro il signore di Rimini, Sigismondo Malatesta, potè annettersi con il beneplacito dello Stato Vaticano alcuni paesi limitrofi che ha mantenuto senza più modifiche sino ad oggi. Per noi lo Stato di San Marino è un territorio bellissimo per le uscite in moto ed un territorio fratello dove noi possiamo godere della bellezza del paesaggio che dalla cima delle sue torri si allarga sino a Rimini e al mare e con cui dividiamo, al circuito di Santa Monica intitolato a Marco Simoncelli, il Gran Premio di MotoGp della Riviera di Rimini e San Marino.

Proseguiamo il nostro viaggio lungo percorsi perfetti per la moto ma suggestivi anche se ammirati dai finestrini della nostra macchina che morde l’asfalto, curva dopo curva, salendo verso Acquaviva.

Sorpassiamo la grotta della rupe della Baldesserona, dove San Marino trovò rifugio e sollievo dal lungo viaggio in fuga da un impero romano che considerava i cristiani nemici. Riprendiamo la discesa verso valle, Murata, Fiorentino, Montelicciano, la nebbia è sotto di noi, sopra brilla il sole e, per essere dicembre, le temperature sono veramente piacevoli.

Dalla valle del Marecchia atterriamo dolcemente nella valle del Conca, e dico dolcemente proprio perché anche il territorio assume contorni più dolci e sfumati. 

Qui i castelli e le rocche al contrario di quelli del Marecchia non si arrampicano su rocce impervie ma si appoggiano su promontori panoramici che consentivano ai signori del tempo di difendere i loro possedimenti e controllare  i campi sottostanti in un rapporto costante e tranquillo con la campagna.

Qui lungo queste valli che oggi abbracciamo con lo sguardo possiamo immaginare gli eserciti dei Duchi di Urbino, i Montefeltro in marcia contro l’esercito dei Malatesta signori di Rimini in un costante stillicidio per la conquista del territorio. Noi corriamo attraverso questa linea immaginaria che ancora oggi separa le Marche dalla Romagna scendendo verso Mercatino Concamarcadèn dal dialetto gallo-italico marchigiano.

E guardai nella valle: era sparito

tutto! Sommerso! Era un gran mare piano

grigio, senz’onde, senza lidi, unito.

(Nella Nebbia Giovanni pascoli)

Imbocchiamo la provinciale 18 per immergerci nuovamente nella nebbia, attraversiamo la campagna circostante avvolti in una nuvola di vapore che ci riporta al freddo invernale. Vigneti e campi coltivati appaiono e scompaiono alla nostra vista regalandoci un universo a noi familiare che tutto avvolge e attenua, anche gli istinti.

Risalendo verso Montefiore, riemergendo dal grigio nebbioso, dopo una curva,  incontriamo la magnifica rocca che si erge con la sua possente mole sulla cima del monte.

Munt fior(in dialetto romagnolo, (siamo rientrati nella Romagna) è uno dei piccoli ma  più suggestivi borghi dell’entroterra riminese. Avamposto di grande importanza nel periodo dei Malatesta che qui nel ‘300 costruirono l’imponente e bellissima rocca che ancora domina la valle e attira turisti da ogni dove. Il borgo mantiene ancora oggi inalterata la sua struttura d’allora, ed è molto famosa anche per un santuario alla Madonna: la Cella di Bonora che ogni anno viene visitata da migliaia di fedeli. 

Se passate da qui non mancate una visita alla rocca, la sua posizione panoramica vi offrirà una vista mozzafiato sull’entroterra riminese mentre la sua storia suggestiva e carica di misteri vi accompagnerà lungo i vari ambienti del castello

Godetevi una meritata pausa caffè nella piazzetta del paese leggendo la storia di Montefiore, scoprirete che dopo gli anni magnifici e ricchi di impulsi del periodo malatestiano, dal 1500 al 1503 fu sotto il dominio di Cesare Borgia. Dal 1504 al 1505 fu sotto il dominio della Repubblica di Venezia. Dal 1506 al 1514 fu sotto il dominio della Santa Sede. Nel 1797 entrò a far parte della Repubblica Cisalpina. Nel 1815 fu inglobata dal Regno Italico di Napoleone.

Dopo il Congresso di Vienna fu riaffidato alla Chiesa. Dopo la II Guerra d’Indipendenza entrò a far parte del Regno d’Italia. Nel 1863 gli venne cambiato il nome in Montefiorito e solo nel 1917 venne rinominato in Montefiore su proposta di Don. Paolo Palmerini.

Come vedete in Romagna non ci si annoia mai………

Ci riimmergiamo nella nostra “cara” nebbia attraversando le valli verso RiminiMontecolombo e Montescudo,  un ultimo raggio di sole e gli ultimi scorci verso una pianura che da lassù appare ancora avvolta in un bianco candore con piccole isole felici che, sbucando verso l’alto, possono godere del calore e della luce intensa di questa giornata unica e meravigliosa.

Da Montescudo, nelle giornate limpide e chiare, possiamo ammirare la riviera adriatica che va da Ravenna a Pesaro, una vista superba di una costa fantastica. Oggi no, oggi siamo avvolti in un mondo tutto nostro e rientrando a Rimini ci sovviene una citazione del grande Oscar Wilde:

È l’incertezza che affascina.

 La nebbia rende le cose meravigliose.” …

Giù quindi nella nebbia, sino a casa…

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Informazioni per il viaggio

 Non solo moto - da PoggioTorriana a Montefiore circondati dalla nebbia della Valmarecchia

Dettagli percorso

: Itinerario in pillole: Rimini - santarcangelo di Romagna - Torriana - Acquaviva - Fiorentino - Mercatino Conca - Sassofeltro - Gemmano - Montefiore Conca - Pedrosa - Montescudo

Note particolari
Km Percorsi

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