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Da Fez al deserto del Sahara

Questa tappa è sponsorizzata da

Siamo arrivati in Marocco anche per questo, per immergerci nelle magiche suggestioni del deserto del Sahara. Niente è piu' suggestivo delle dune di Merzouga ed è proprio verso questa località ai confini con l'Algeria che oggi guideremo

Merzouga in moto – da Fez al deserto del Sahara.

In partenza dalla magica Fez

Al-Magrib – Magreb, la “terra del tramonto”, così gli arabi avevano battezzato il marocco per essere situato nell’area più a ponente del Nordafrica, la dove, in attesa del nuovo giorno cala il sole. . Un paese prevalentemente montuoso circondato da tre mari, uno dei quali di sabbia com’è appunto il deserto del Sahara verso cui, lasciata alle spalle Fes con la sua medina ricca d’odori, suoni e sapori, siamo diretti. Il deserto, sogno e mito di ogni motociclista nato e cresciuto negli anni epici della Parigi – Dakar e che oggi, per chi ne voglia assaporare il sogno, offre una straordinaria opportunità di viaggio in paesaggi e territori unici.

Ma non è tutto. La catena dell’Atlante, che dalla Tunisia si estende allungandosi in Algeria per poi proseguire in Marocco, ha costituito da sempre un grande ostacolo naturale che ha contribuito a sviluppare dentro il paese culture e usanze molto diverse. Stili di vita e abitudini diverse come forti sono le differenze climatiche che il viaggiatore odierno troverà a seconda del territorio che sta attraversando.In partenza dalla magica Fes.

Si parte in mattinata da Fes verso i bellissimi passi dell’alto Atlante e già qui, sin da subito, il paesaggio montano che risale la N8, strada ben tenuta e facilmente percorribile, cambia completamente aspetto. Dalle anguste viuzze della medina si passa a villaggi che per ordine e pulizia somigliano a quelli svizzeri con tanto di tetti spioventi. Ed è tra questo paesaggio quasi alieno che si giunge sino ad Azroud.

La valle dei cedri

Da Azroud la nostra moto si immerge in una delle aree più vive dal punto di vista naturalistico di questa parte dell’Atlante. Dopo pochi chilometri ci ritroviamo così circondati da immense foreste di cedri, bellissime e selvagge, con percorsi di fuoristrada che si inoltrano nel folto della vegetazione, greggi di pecore che pascolano e, a essere fortunati, anche con incontri del terzo tipo con le bertucce o scimmie di Barberia che qui vivono in grosse comunità.

Proseguendo verso la cima che diventa sempre più brulla. Si attraversano immensi altopiani costeggiati da ouadi che la stagione ci consegna pieni d’acqua e si guida lungo tratti di strada impegnativi e inebrianti che regalano al pilota ( ma anche alla copilota 🙂 ) quella sensazione di assoluta libertà che solo grandi spazi come questi sanno offrire.

Qui le abitazioni sono rare o quasi assenti e anche il traffico non abbonda. Ci sentiamo sempre più vicini a questo territorio, parte di esso, e, iniziando l’ennesima discesa, non siamo pronti al repentino cambio di prospettiva. Al verde delle foreste ecco che le terre aride e la sabbia iniziano davanti a noi a farsi spazio mentre la vegetazione si popola di arbusti piccoli e radi.

marocco atlante

Si entra nel deserto

Il paesaggio desertico si apre così, davanti a noi, immenso e suggestivo. Strade in ottimo stato che proseguono come una linea retta quasi verso l’infinito. Kasbah emergono dalla terra, costruite con mattoni cotti che si mimetizzano nel paesaggio fin quasi a rendersi invisibili. Anche lo sguardo si perde dietro visioni che forse corrispondono alla realtà, o forse no.

Una piccola cittadina, prende vita all’improvviso. Moto parcheggiate, autobus carichi di turisti e tajine fumanti appaiono ai lati della via. Uhauuu ci siamo… ed è anche mezzogiorno. Qui la realtà supera la fantasia e tra fumate di carne saporita e odore di carne cruda e di spezie possiamo godere di un pranzo seduti comodamente in uno dei tanti locali lungo la strada.

 La N13 ci accoglie nuovamente con il suo tracciato che si allunga attraverso zone desertiche che si alternano a gole di rara bellezza. Siamo dentro un percorso che ci porterà ad attraversare i massi rossicci del mitico tunnel del Legionario (“La montagna ci sbarrò la strada, l’ordine era di passare comunque: la legione ubbidì!”, che forte) per affrontare poi in volata i palmeti e i canyon della valle dello Ziz.

Dentro la valle dello Ziz

E’ dall’alto di una collina che dopo l’ennesima curva possiamo fermarci per ammirare dabbasso la valle dello Ziz. Una distesa di palme che sembra non aver mai fine entro cui, seminascoste, fanno capolino kasbah e fortificazioni spesso abbandonate o trasformate in piccoli alberghi. Ancora nuovi paesaggi di grande impatto visivo.

Il tunnel del legionario, scavato dai francesi tra il 1927 e il ’28 al termine della lunga campagna che dopo ventisette anni di lotte e combattimenti aveva portato alla pacificazione del Marocco,  e la diga di Hassan ed Dakhil, costruita nel 1968 -71, sono solo alcune delle eccellenze di questa valle che si allunga tra rocce che raggiungono i 320 metri di altezza, palmeti immensi e villaggi fortificati. Un mix di incanto e magia che ci accompagna sino a Erfoud crocevia commerciale alle porte del Sahara dove già possiamo godere delle splendide suggestioni dell’Africa sahariana, piena di stoffe colorate, sapori speziati e sabbia, tanta sabbia che si solleva e ci avvolge dentro un caldo abbraccio.

Il caldo abbraccio del deserto

Il caldo diventa una costante del nostro viaggio verso sud e gli indumenti tecnici pesanti armature. Lui ti segue e ti circonda mentre la moto macina asfalto proseguendo la sua corsa lungo la N13.

L’ultimo tratto è il più difficile ma anche il più appassionante. La sabbia assume tonalità vivaci od opache a seconda della luce del sole e si posa sui nostri caschi.

Erfoud è la città del marmo nero e qui si svolge un festival dedicato ai datteri. Zona famosa per i fossili marini risalenti alcuni sino a 360 milioni di anni fa quando tutto qua era oceano.

In moto verso Merzouga

Proseguiamo mentre il sole calante regala visioni uniche guidando lungo questa N13 che sembra non finire mai nella speranza di essere testimoni del tramonto sulle dune dell’Erg Chebbi che ci attende alla fine di questa giornata al confine con l’Algeria.

Merzouga è un sogno, una visione ottica come spesso accade nel deserto, una visione che all’arrivo si trasforma in realtà. Già da lontano lungo una strada diritta come un fuso appaiono le prime dune dal classico colore giallo – rossiccio solo appena modificato dal tramonto imminente. Sono tante e tutte allineate e si avvicinano sino a divenire entità reali che ti sovrastano.

Oggi abbiamo guidato per 475 km ma ne è valsa la pena.

Pernottamento e cena in un bellissimo albergo dotato di tutti i confort compresa la piscina e, soprattutto collocato sotto la Grande Duna che solo la mattina dopo ci apparirà in tutta la sua sovrastante bellezza.

 

Merzouga in mto – Arrivati

E’ vero che negli ultimi anni Merzouga e le dune dell’Erg Chebbi sono diventate meta di molti turisti e noi non siamo arrivati qui per restarvi a lungo anche se in questa stagione non è affollata come si temeva. Eppure vi assicuriamo che specialmente per un motociclista è una meta obbligatoria, anche solo per dare un’occhiata al fantastico spettacolo delle dune che insieme formano un piccolo e reale deserto del Sahara così come ce lo siamo sempre immaginato e così come l’industria cinematografica lo ha sempre proposto. Chi ha viaggiato in lungo e in largo per il Sahara come noi, attraversato da nord a sud sia lungo la Tamarasset che la Bidon V quando ancora erano viaggi possibili, sa che non è questo il “vero” deserto, ma l’emozione che l’addentrarsi in questo territorio procura non ha prezzo.

Qui vi verranno proposte diverse alternative per tour tra le dune, in cammello, quad, 4×4, e tutti vi diranno di essere Tuareg. A noi basta fare assaggiare alle nostre gomme il percorso ondulato che si stende davanti alle dune e infilare sentieri alternativi. Non chiediamo altro, quello che ci circonda è già talmente stupefacente da placare i nostri sensi.

Ritornando sui nostri passi verso il paese di Erfoud, lasciandoci le dune alle spalle torniamo a pensare che tutto questo sia stato solo un sogno, un sogno che tornerà a materializzarsi al prossimo viaggio, quando torneremo qui per restarvi più a lungo.

La via che percorriamo ci inghiotte nuovamente con il suo carico di suggestioni e colori, presto saremo lontani e pronti ad affrontare nuove sfide e nuovi percorsi.

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Informazioni per il viaggio

Tempo indicativo di permanenza: 2 giorni

Dettagli percorso

Inizio itinerario: Fez– Arrivo: Merzouga. I panorami sono fantastici, si guida verso sud attraverso il deserto e bellissime casbah. Strade perfette per tutti i gusti ma facili da percorrere. Un giretto sul toule onduleè è d'obbligo e vi ripagherà dei tanti chilometri percorsi

Note particolari

Non mancate di alloggiare sotto la Grande Duna in uno dei resort della zona

Km Percorsi

517

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