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Lungo la via delle mille Casbah

Questa tappa è sponsorizzata da

Si riparte dal profondo sud, dalla magia del deserto, dalle comunità che tramandano usi e costumi di un paese meraviglioso e affascinante.

Zagorà

Zagorà, sud del Marocco, la porta verso il deserto sahariano. Zagorà, antica roccaforte, a difesa delle invasioni da parte delle tribù nomadi del deserto. Zagorà, patria di antichi e maestosi palmeti……..Difficile resistere a queste suggestioni, difficile risalire da questi luoghi magici, ma noi siamo in Marocco, un paese dalle mille meraviglie, il paese delle mille casbah.

Le maestose vette del passo del Tizi’n-tinififft

Circondati dai colori caldi del deserto da Agdz ci apprestiamo a salire verso il passo del Tizi’n-tinififft per riprendere la via verso Ourzazate e proseguire la risalita verso nord.
Stiamo per entrare nel cuore del Marocco, in quel tratto di paese che raccoglie gelosamente cultura, storia, origini e aspirazioni di un popolo complesso e affascinante. Lo facciamo raggiungendo le alte vette del passo per riscendere poi nelle pianure antistanti la catena dell’Atlante che ci riporterà nuovamente in cima al mondo.

Marocco – si risale verso il Tizi’n Tinififft

La N9 risale dunque spettacolare e piacevole per la nostra moto che, ruggendo come un leone del deserto, sembra esplodere di vigore tra curve e tornanti. La nostra Morini Scrambler ci sta dando enormi soddisfazioni, mai un tentennamento, mai una sbavatura, risale e riscende territori dove la sabbia del deserto si alterna alle piste o nazionali, lisce con l’asfalto ancora caldo in una spettacolare potenza del paesaggio che non cessa mai di stupire.
Ai piedi del passo ci attende un locale. Non un turista, solo noi, i camionisti e lavoratori della zona per mangiare. Senza nome, senza insegna, una stanza e una cucina che sarebbe meglio non guardare, eppure qui gusteremo la Tajine più gustosa del nostro viaggio, un’insalata dove i pomodori appena colti arrivano alla bocca pieni di sapori intensi, mezzo cocomero offerto dal cuoco che sprigiona un sapore incredibile e infine il conto: 5 euro in due. Strepitoso. We love Marocco!

Riprendiamo la via con la pancia piena mentre il caldo sale e sale e continua a salire……….
il passo del Tizi’n-tinififft è sicuramente uno dei più impegnativi con i suoi tornanti stretti che sembrano portare verso precipizi e burroni, strade sottili dove i camion carichi di merci arrancano e sbandano ad ogni curva, le altezze sono vertiginose, il territorio secco e aspro.

Lungo le vie del deserto 

Ouarzazate ci attende placida sotto il sole. Questa città moderna che si allarga lungo la strada venne fondata dai francesi e oggi è un centro economico e vitale pieno di negozi e vita mondana. Non è affascinante come le piccole casbah incontrate ai lati del deserto ma ha comunque una sua dimensione suggestiva proiettata com’è verso la modernità.
Riprendiamo la via del deserto, visioni che sono ormai diventate parte delle nostre giornate, palme, casbah, ouadi che si sviluppano lungo tracciati dai colori chiari della terra, dai sapori aspri della terra, questa terra arida ma viva del deserto. Troviamo un po’ di quiete e di riparo dalla calura lungo gli argini di una canale. Qui gli alberi hanno poteri magici, una volta sotto di essi al riparo dal sole sembra quasi di aver conquistato la terra promessa, il fresco si diffonde dentro noi mentre fuori al sole tutto bolle. Un piacere che condividiamo con tante altre famiglie marocchine che, nel giorno di festa, trovano quiete e riparo dove organizzare pic nic. Una nota di colore, il nostro arrivo crea apprensione, preoccupati che possa esserci accaduto qualcosa si avvicinano con acqua e ci invitano alle loro tavole. Anche questo è il Marocco, l’incontro con un’umanità quieta, tranquilla che si stringe intorno a noi, dove un uomo è un uomo e basta.

Lungo le tracce di antiche carovane

All’altezza di Tazentoute abbandoniamo la comoda N9 per imboccare la meno trafficata P1506. Sin da subito ci immergiamo in un ambiente dove facile è lasciarsi suggestionare da immagini irreali. Qui infatti i colori della terra si intrecciano con i raggi del sole creando forme che si muovono dentro le nostre iridi in giochi visivi. Nella realtà invece sabbia, oasi e casbah arroccate sulle colline si alternano a cammelli e ouadi senz’acqua che completano le forme di un paesaggio magnifico.
Si guida con attenzione verso le cime dei monti lungo strade strette, spesso con lo sguardo rivolto a strapiombi dove le palme crescono sino a formare percorsi che sembrano vie, percorsi dove la vita si è sviluppata nel corso della storia di questo paese disegnando linee ben precise, percorsi per antiche carovane, vicino all’acqua fonte di ogni vita.

La magia di Ben Haddou

Giungiamo così, ad Ait Ben Haddou, città fortificata, oggi disabitata ai piedi di una collina dichiarata dall’Unesco patrimonio dell’umanità,e poi di seguito Assfalou, Wawesmant, Tazelefte,antichi insediamenti fortificati trasformati in villaggi con tutti i confort e le suggestioni che si possono offrire ad un turista più esigente (e pigro) di noi.
Da Ait ben Haddou si sale verso le montagne e il percorso si fa difficile. Circondati dal rosso delle montagne desertiche macchiate dal verde delle oasi lottiamo lungo una stretta via con le curve e i tornanti che mano a mano che salgono diventano sempre più tortuosi. Qui la terra è protagonista, protagonista di luci e colori incredibili che cambiano di tonalità passo a passo, pietra dopo pietra.

Verso il passo del Tizi’n Tichka 

Stiamo risalendo l’Atlante verso il passo del Tizi’n Tichka, il più alto del Marocco ( 2260 m. ), siamo ancora sul versante desertico di Ouarzazate, ma presto, giunti vicini alla cima il paesaggio, muterà per vestire le splendide vesti di verdi pascoli circondati da montagne imponenti ricoperte da un verde fitto e rigoglioso. Anche le temperature mutano, dai 40 gradi del deserto agli 11 gradi che troviamo in cima al passo. Un’esperienza dura ma affascinante che racchiude in sé tutti i sogni e i desideri del viaggiatore.

Marrakech, la perla del deserto

Difficile atterrare a Marrakech dopo aver respirato il vento del deserto a più di 2000 metri sul Tizi’n Tichka. Anche perché Marrakech, che ci attende dopo un viaggio bello impegnativo di circa 300 Km, al calare del sole, è la tipica grande città del nord Africa: caotica, imprevedibile, anche pericolosa per alcuni versi. Stanchi ma ancora pieni delle splendide visioni dei paesaggi desertici e montuosi dell’Atlante troviamo difficoltà ad individuare il nostro albergo che, come scopriremo più tardi si trova nel cuore della medina, in un vicolo dove anche la moto fatica ad infilarsi. Google maps fa del suo meglio per indicarci la via mentre i famosi rompipalle marocchini, la cui unica occupazione è quella di fermare turisti e stranieri per cercare di spillare denaro, ci prendono di mira rendendo tutto più complicato. Niente panico, mantenere la calma non innervosirsi e chiedere indicazioni ai negozianti, questo è il grande segreto che regaliamo a chi si approccia per la prima volta ai viaggi in questi luoghi densi di fascino.
Riad trovato, borse scaricate, moto al sicuro in un parcheggio privato. Questa è vita, ora possiamo allargare i polmoni e respirare profondamente l’aria, gli odori e i sapori di questa antica, favolosa città imperiale.

Marocco in moto – Marrakech

Quanto è bella Marrakech?
Da uno a dieci dieci, però va assaporata e digerita con calma. Bisogna abituarsi alla sua vitalità, al suo caotico disordine, alla moltitudine di esseri umani spesso così diversi da noi sia per usi che per costumi, ai suoi odori a volte così penetranti ai rumori così fastidiosi e al caldo. Marrakech merita almeno due giorni di permanenza, due o tre giorni di full immersion, solo allora inizierete a sentirvi a vostro agio.
Marrakech la Magnifica, capitale di un antico impero berbero che comprendeva anche una parte della Spagna. Immensa, segnata da un’urbanizzazione selvaggia che continua a espandersi rendendo impossibile un vero censimento dei suoi abitanti. Folle con le sue notti piene di vita che richiamano giovani marocchini anche dalla capitale.

A passeggio per Marrakech

Passeggiare dentro la sua medina o attraverso i vari mercati è un’esperienza unica come unica è la vita che si sviluppa nella sua piazza principale, centro e linfa della città: la Jemaa el Fna. Prendetevela calma, la città è grande. A piedi o anche con il calesse potrete godere di viali alberati e degli splendidi giardini che circondano la Koutoubia, in serata salite pure sulle terrazze dei locali per godere dall’alto della caotica dinamicità di questa singolare città.
Che peccato, dopo due notti immersi nella casbah della città imperiale più famosa al mondo riemergiamo dai vicoli per riprendere la via, nuovamente verso sud ma anche verso il mare. Di fronte a noi un nuovo passo per svalicare l’Atlante e poi via verso il mare.

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Informazioni per il viaggio

Un itinerario affascinante che attraversa un territorio a tratti difficile dove a piccoli Lodge si alternano paesi fantasma lungo un percorso a tratti stretto e tortuoso che risale le montagne. Fascino e suggestione anche se la strada verso Marrakech sembra non finire mai.

Dettagli percorso

Misto di asfalto e sterrata. Guida e tratti impegnativa ma mai difficile. Si incontreranno paesi abbandonati e altri ricchi di vita. L'ultimo tratto su strada molto trafficata.

Note particolari
Km Percorsi

282

Le altre tappe del percorso

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