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I colori dell’Atlante

Questa tappa è sponsorizzata da

Inizia l'avventura all'interno della bellissima catena montuosa che divide il marocco in due: la catena montuosa dell'Atlante ricca di itinerari fantastici per le moto, di natura incontaminata e di storia.

Niente in Marocco ti appare normale; nulla lascia indifferenti

Marocco in moto

marocco il deserto

Sono queste le riflessioni che ci accompagnano lungo la strada verso l’Atlante che da Erfoud si allunga attraverso il deserto. La R702, una retta che dritta come un fuso si allunga all’infinito attraverso distese di sabbia . Le gole del Todra la prossima meta di un viaggio che sembra riservare enormi sorprese.

Le gole del Todra, le prime di una serie di valli e gole che, incuneandosi, ci porteranno a risalire attorniati da paesaggi biblici verso le vette dell’Alto Atlante. Sono le più belle di tutto il Marocco meridionale e hanno fatto da sfondo anche ad alcuni film molto famosi, uno fra tutti Lawrence d’Arabia. E’ qui che il fiume Todra ha scavato nel corso dei millenni un solco profondo tra le montagne, un passaggio che si insinua tra i monti e regala nel suo punto più stretto uno sguardo unico e imponente.

Immersi anima e corpo nel deserto

Corriamo dunque lungo la R702 che come un biliardo attraversa distese sconfinate di sabbia, sassi, arbusti, ma non solo perché il deserto, come scopriamo man a mano che ci addentriamo lungo queste terre, è vivo e in movimento, pulsa di attività, di suoni, di variazioni, di colori.

Tra Erfoud e Tinejdad incontriamo lungo la strada i khettara, i pozzi scavati nell’antichità dagli schiavi che permettevano di far scorrere attraverso queste lande abbandonate l’acqua che scorreva sotterranea permettendo l’irrigazione del territorio e all’approvvigionamento degli insediamenti abitati. Un sistema capace scorrendo sotto terra di limitare l’evaporazione, ideato e realizzato nell’antica Persia e poi esportato in vaste aree dell’Africa e del medio oriente, sinanche alla penisola Iberica.

Oggi, fermi ad osservare queste buche profonde nel mezzo del nulla, si stenta a credere che esseri umani abbiano potuto costruire un sistema così complesso di irrigazione. Ed è difficile immaginare quale fosse la vita di queste masse di schiavi costretti a vivere nelle viscere della terra. Eppure possiamo ammirare distese immense di khettara, alcune delle quali ancora oggi raccolgono acqua attraverso carrucole e la forza degli animali.

Decliniamo l’invito a visitare i pozzi anche se a malincuore, “la strada è lunga e non ne vedo la fine” e rischieremmo di vedere il calare il sole prima di essere giunti alle gole.

Potremmo perderci lungo questa regionale che non finisce mai, 150 km di guida lungo una linea che si getta diritta verso un cielo capace qui di risplendere di sfumature che virano fino al viola. Il caldo si fa intenso, un caldo che avvolge e ci porta a immaginare che queste suggestioni si protrarranno all’infinito.

 

La sete e la gola secca ci consigliano una fermata in una delle pochissime aree di sosta che si incontrano. Ai pozzi lungo la strada si abbeverano i cammelli, noi ci gettiamo a capofitto su una bottiglia di acqua ghiacciata. Fantastico, mai acqua fu così buona…….

In lontananza i profili delle montagne si stagliano all’orizzonte creando la convinzione di essere quasi arrivati. Non sarà così, è un’illusione ottica, qui le distanze sono enormi e vengono amplificate nell’immaginario dalla vastità del deserto che si apre innanzi a noi.

Raggiungi la collina, svolti e poi di nuovo deserto.

Attraversiamo Tinejdad sommersa dalla sabbia che prende il suo nome dal fatto che un tempo era rifugio di uccelli provenienti da tutto il mondo. Qui imbocchiamo la N10 e il percorso si fa veloce, almeno sino a Tinghir che ci accoglie con il suo verde e i suoi palmeti per svoltare nuovamente verso la R703 e iniziare la salita verso le gole del Todra.

marocco il sahara

In salita verso l’Atlante e le gole del Todra

Qui ha inizio un percorso che attraversando paesi e palmenti sale verso la gola. La zona è decisamente turistica ed è facile incontrare bus carichi di persone che salgono insieme a noi. L’ idea di organizzarsi per passare qui la notte si fa largo per poi, di prima mattina, circondati dalla calma, visitare le gole.

Salendo la vista è fantastica, deserto e oasi si miscelano con le Kasbha dove le case in mattone cotto si confondono con la terra. Le gole sono ancora più spettacolari.

Difficile descrivere l’emozione che ci attraversa al loro passaggio. La moto rallenta quasi a preservare il silenzio che abita queste montagne che, lassù in cima, a trecento metri d’altezza quasi si toccano.

Uscendo dal sogno proseguiamo inoltrandoci tra queste valli dove il sole sta lentamente tramontando. Sentiamo il bisogno di fermarci, di godere della pace che pervade questi luoghi, ma soprattutto della loro bellezza così particolare. Dai colori alla forma delle rocce, tutto qui mantiene le suggestioni dei paesaggi africani. Ci immergiamo in questa atmosfera, godiamo di queste visioni mentre la strada si incunea tra le montagne e la guida si fa più impegnativa.

Le palme, il fiume che scorre tra le rocce rossastre, la popolazione dalle vesti tradizionali lunghe e colorate, tutto quello che ci circonda appartiene ad un’altra cultura, quasi ad un altro mondo, affascinante, coinvolgente, caldo e accogliente.

Giunti al tramonto viene l’ora di cercare un posto dove dormire e il campeggio, isolato su una collina che domina la valle, appare una visione nella solitudine di Tamtetoucht, questo piccolo villaggio berbero quasi invisibile nell’immensità di queste valli.

Una soluzione per viaggiatori senza pelo sullo stomaco quella del campeggio ‘Auberge, restaurant Itoub’ ma che riserva piacevoli sorprese come una cena ottima sotto una tenda berbera al calare del sole cucinata dal proprietario della collina e un letto in camera senza bagno. Il letto si sfonderà durante la notte ma atmosfera resta magnifica, magnifico padrone di casa in questa landa solitaria dove l’unico rumore è il sibilo del vento tra le montagne. Non vi spaventate, pochi metri più in là potrete pernottare in un hotel come si deve, munito di tutti i confort 🙂

In mattinata si riparte di buon ora per godere delle gole quando ancora non sono prese d’assalto dai turisti. Abbiamo fatto bene e lo spettacolo è travolgente. A malincuore, ma con curiosità che di man in  mano si rinnova verso una nuova meta, ci ritroviamo a guidare nuovamente lungo la nazionale 10 del deserto verso una nuova avventura: la valle del Dades, con il suo fiume e le sue gole e soprattutto le sue Mille Kasbah.

Persi nell’Atlante, la valle del Dades

Uno sguardo verso Imiter che troviamo lungo la strada rompe per un attimo la monotonia di queste distese di sabbia. Un paese che si allunga e si nasconde tra la sabbia come una visione ottica e poi di nuovo distese infinite di deserto.

Un’oasi e un paese fatto di sabbia ci avvisano che stiamo per inoltrarci nel meraviglioso mondo della valle del Dades. Il fiume scorre sotto di noi e modella questi monti regalando forme spesso inimmaginabili. Sembra quasi che sia rimasta impressa sui monti la forza immaginifica di dio nella creazione del mondo. Qui incontriamo anche diversi motociclisti che salgono come noi lungo curve e tornanti che si fanno sempre più insidiosi e anche per questo appassionanti. Qui le atmosfere sono differenti. L’area è più desertica e selvaggia del Todra, più avventurosa per certi versi e sarebbe interessante proseguire lungo la R704 che ci riporterebbe a congiungerci con la valle di Todra, ma la giornata scorre e abbiamo ancora tanta strada da fare. Pranzo con vista panoramica sul Dades e siamo già rientrati sulla N10 per un’altra valle segnata sulla cartina il cui nome ci incuriosisce affascina: la Valle delle Rose.

Dolce e poetica la Valle delle Rose

Marocco in moto

Ai piedi dell’Alto Atlante proseguendo verso Kelaat Mgouna sulla N10 possiamo inoltrarci verso l’interno. E’ seguendo il corso del fiume Asig Ngoun che nella stagione giusta si potrà ammirare la bellissima rosa damascena o centifolia. Rosa di nome e di colore anche se noi ne scorgiamo alcune siepi ma non le grandi coltivazioni che si nascondono in basso lungo il fiume tra palmeti. La valle è comunque molto suggestiva e percorsa anche da molti turisti. Un paesaggio desertico racchiuso dentro colline dolci dai colori caldi. Di rose ne scorgiamo poche ma la bellezza e la poesia di questa valle si riflette sul colore dei monti, naturalmente rosa.

Passaggio a sud-ovest: la valle del Draa

Ultima fatica di oggi, ma non da poco. Dopo Ouarzazate risaliremo verso il passo di Tizi’n-Tinififft fino ad Agdz. Siamo nel punto d’incontro tra la valle del Dades e quella del Draa che visiteremo domani. Oggi ci aspetta l’ultima salita fino a 1693 metri di altezza che affrontiamo al tramonto stanchi ma letteralmente conquistati da questo passo dove le curve e i tornanti si alternano freneticamente. Un paesaggio è primordiale nella sua unicità. Fantastica e adrenalinica la discesa verso Agdz, una vera pacchia per noi motociclisti che nella discesa sentiamo risvegliarsi l’entusiasmo che avvolge ogni percorso capace di rendere perfetto il nostro connubio con la moto.

Sotto di noi le piccole oasi e i primi palmeti ci annunciano la città di Agdz che ritroviamo al calare del sole piena di vita e frenetica come ogni città araba. Ma per oggi basta. Dopo 622 Km semplicemente fantastici, sfiniti andiamo alla ricerca di una cena e di un letto dove dormire.

Domani ci attendono i palmeti della valle del fiume Draa e un meritato riposo tra le oasi di Zagora.

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Informazioni per il viaggio

Dal deserto di Merzouga alla valle dei palmeti ad Agz. Un viaggio affascinante lungo le strade del sud di questo meraviglioso paese. Strade che si allungano attraverso il deserto, valli e passi montani lungo le vie della catena dell'Atlante e poi antichi palmeti. Un lungo viaggio dove la moto trova il suo equilibrio.

Dettagli percorso

Si passa da strade asfaltate in ottime condizioni a piste battute. La guida è semplice e scorrevole mentre il paesaggio sfila ai lati della carreggiata.

Note particolari

Bellissimi i passi montani come le gole del Todras e ancora il maestoso Tiz'in tini fifft

Km Percorsi

861

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