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Da Tivoli a Gaeta, il Circeo

Questa tappa è sponsorizzata da

Lazio in moto – da Tivoli a Gaeta, il Circeo. Suggestivo nella sua spietata e selvaggia bellezza. Un territorio rude testimone di antiche civiltà e di grandi cambiamenti storici.

Tivoli e la Villa di Adriano

Lazio in moto……
Inserita nei Monti Tiburtini a pochi passi da Tivoli si trova una delle meraviglie che questo nostro strano paese riesce ad offrire al mondo: la Villa di Adriano.
Il nostro viaggio oggi parte da qui.
Impossibilitati ieri ad entrare causa 5 minuti di ritardo sui tornelli dei dipendenti del sito, che mancando di elasticità ci avevano vietato l’ingresso, non potevamo perdere questo gioiello, patrimonio dell’umanità e, anche se con molto disappunto verso questa mancanza di sensibilità tutta italiana, alle 9 in punto ci ritroviamo davanti alle casse.
Il primo nucleo di questa villa risale ai tempi di Giulio Cesare poi con Adriano si trasforma in palazzo imperiale. Tra il 118 e il 134 d.C. Adriano da sfogo alla sua grande passione per l’architettura e le innovazioni trasferendo nella costruzione di questo magnifico palazzo esperienze visive e tecniche accumulate in anni di viaggi e permanenze prolungate all’estero.
Il risultato finale è esaltante e ancora oggi passeggiando tra le varie costruzioni possiamo percepire la grandezza dell’opera e l’entusiasmo del suo ispiratore.Tra queste antiche mura ritrovate dopo secoli di oblio e di devastazione –  l’immensa area è stata per secoli utilizzata a mo’ di cava – ancora possiamo godere di una visione della vita del tempo. Le dimensioni sono enormi e probabilmente lo erano anche per quei tempi a memoria della capacità indubbia dei romani nella costruzione di città, strade, acquedotti che da questo punto, nel cuore del Lazio, portarono e trapiantarono la loro cultura in tutto il mondo allora conosciuto. Per noi è un’esperienza unica che riempie di nozioni e sensazioni nuove. Uscendo dal sito siamo più che mai consapevoli di calpestare una terra che ha visto e ha condiviso le gesta di un popolo capace di incidere così fortemente per decine di secoli sul corso dell’umanità.
Anche le vie che di lì a poco andremo a percorrere riecheggiano nella nostra mente; la Salaria, la Tiburtina, l’Appia, tutte cariche della storia del mondo.

In moto lungo le antiche consolari romane

Riprendiamo la via verso l’Agro Pontino.

Evitiamo Roma per percorsi secondari che stuzzicano la nostra curiosità di viaggiatori.  Proseguiamo attraverso la via Prenestina verso il borgo dal quale nasce il suo nome: Praeneste, oggi Palestrina. Città che la leggenda vuole fondata dal figlio di Ulisse e Circe, poi sottomessa dai romani per rimanere per lungo tempo snodo importante tra Roma e l’Italia del sud.

E’ un borgo molto bello che purtroppo attraversiamo abbastanza di fretta ma che meriterebbe sicuramente una sosta adeguata alla ricchezza di monumenti di tutte le epoche.

Stiamo percorrendo a tratti la via Appia e, anche se il percorso non è dei più esaltanti per la moto, siamo consapevoli di quanto si stia attraversando la storia.

Proseguiamo attraversando la campagna romana, selvaggia e disordinata, così come te l’aspetti, diretti verso l’Agro pontino e Latina. Qui nell’antichità era tutta una laguna e da allora ad oggi gli abitanti di queste zone hanno sempre investito energie e risorse in una lotta senza tregua per dominare il territorio.

Qui come non mai si può parlare di storia dell’uomo. L’uomo qualunque, che con indicibili sforzi, ma anche con ingegno, cerca di sottomettere un territorio che sfugge al proprio controllo e lo fa per garantirsi la sopravvivenza. Qui possiamo immaginare il sudore e le sofferenze dei coloni in un’epopea fantastica che vede il lavoro al centro della storia.

Quando dagli anni venti si iniziò a lavorare alla bonifica integrale, man mano che si conquistava terreno e si formavano comuni e circoscrizioni esse venivano consegnate ai coloni provenienti dalle regioni considerate allora più povere: dal Veneto, dal Friuli, dall Emilia – Romagna.  Un racconto di lavoro e di fatica, di impegno e ingegno che appassiona e commuove.

Proseguiamo paralleli a canali piccoli e grandi che solcano il territorio sino a Latina.

Latina e l’Agro Pontino

Latina, una delle più giovani città d’Italia, sorprende e turba. Abituati come siamo ad attraversare antichissimi borghi e città, Latina ti accoglie avvolgendoti nella sua stranissima modernità razionalista.

L’inaugurazione avvenuta nel 1932 fece il giro del mondo  e oggi possiamo ammirare un centro storico unico nel nostro paese.

Ci prendi

amo una pausa per il pranzo nella Piazza del Popolo, ammirando la sede del Municipio con la sua particolare torre civica e poi si riprende la via lungo la pianura Pontina. Incuriositi ci dirigiamo verso Sabaudia per essere scaraventati  all’improvviso in un’altra storia che turba ma affascina.

Siamo nel cuore dell’Agro Pontino, circondati da laghi e canali che scorrono vicini al mare Tirreno.

Come Latina Sabaudia: “regnando Vittorio Emanuele III, Benito Mussolini Capo del Governo questa terra volle redenta dal millenario letargo di mortifera sterilità e presso le vestigia di remote civiltà diede vita a Sabaudia.”

Inaugurata nel 1934, Sabaudia può essere definita una delle città simbolo del razionalismo italiano. Anche qui la torre civica ci accoglie nella sua imponenza circondata da viali a dir poco maestosi. Dopo Latina la sorpresa lascia il passo a una piacevole sensazione di ordine e bellezza nel suo genere.

Il centro è deserto ma vista l’ora non potrebbe essere altrimenti; siamo al centro di una pianura con il sole del mezzodì che picchia crudele, non mi sorprende di non trovare nessuno, anche noi dopo una breve sosta ed un giro intorno al centro riprendiamo la via puntando diritti verso il mare… Parco nazionale del Circeo, arriviamo.

In moto verso Terracina

Il promontorio del Circeo si apre davanti a noi mentre procediamo sulla litoranea o lungomare di Sabaudia. Una delusione per noi constatare che in questa zona il mare è nascosto da cancelli di abitazioni private o stabilimenti, sempre privati, e addirittura chiuso alla vista da alta vegetazione lasciata crescere disordinatamente. Un peccato davvero per una zona che pare bellissima ma preclusa alla maggior parte di noi. Superato il promontorio fortunatamente le spiagge si aprono alla nostra vista; è comunque un paesaggio meraviglioso, quello l’unico parco europeo a estendersi completamente in pianura.

Ci allunghiamo paralleli al mare sino a Terracina per rientrare dentro la suggestione dell’antica Roma.

Terracina, solo a volerle dedicare un po’ d’attenzione, è una città bellissima che può vantare insediamenti preistorici ed etruschi. Un tratto dell’antica via Appia che accompagnava i viaggiatori da Roma verso le terre del sud ne taglia ancor oggi il centro coi suoi basolati di pietra. E’ veramente emozionante ritrovare questi antichi tratti di strade per capire quanto difficili e impervi fossero i passaggi nell’epoca romana ma anche l’estro e le capacità ingegneristiche straordinarie di questi popoli.

A fianco della via Appia anche la cattedrale con la sua torre medievale e tutta la piazza, l’antico foro d’epoca romana, conserva ancora la sua pavimentazione in lastre di calcare.

Il fascino di questi monumenti che racchiudono in pochi spazi lunghi periodi di storia e di vicende umane emoziona, riempiendo il nostro viaggio di nozioni e visioni sempre più avvincenti. Approffittiamo con incoscienza dell’agilità della nostra moto per incunearci in queste piccole strade dentro questi meravigliosi borghi scendendo verso un sud che ci appare ogni giorno più ricco e affascinante. E’ un viaggio che appaga l’anima, connubio necessario alla passione per le due ruote. Un viaggio carico di cultura e immagini indimenticabili.

Tramonto a Gaeta

La strada prosegue alternando percorsi in litoranea sul mare a percorsi che attraversano un entroterra meno avvincente ma carico di aspettative. Siamo quasi giunti alla fine di questa giornata e il nostro pensiero si concentra su come trovare un campeggio per la notte. Sentiamo anche il bisogno di un bel tuffo in questo Tirreno azzurro e una cena a base di mozzarella di Bufala che qui sembra essere l’alimento principale – e il più pubblicizzato – dai vari chioschi presenti lungo la strada.

Campeggio Baja  ( il proprietario lo chiama campeggio ) di fronte alla spiaggia tra Terracina e Gaeta.

Un tuffo in acqua al tramonto con i raggi del sole che si confondono nel Promontorio del Circeo alla nostra destra. Questa è vita!!! La moto parcheggiata di fianco alla tenda; per oggi può bastare.

Info di viaggio

Niente di esilarante dal punto di vista del percorso stradale ma ricco di spunti culturali e storici. Il territorio del Circeo regala panorami mozzafiato e i borghi contengono ancora gli echi di un mondo lontano che ha voglia i farsi scoprire.
Il periodo migliore per questo viaggio sono i mesi che vanno da Marzo a Ottobre, noi ci siamo stati a settembre ma basta un po’ di sole e il divertimento è garantito.

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Informazioni per il viaggio

Il periodo migliore per questo viaggio sono i mesi che vanno da Marzo a Ottobre, noi ci siamo stati a settembre ma basta un po’ di sole e il divertimento è garantito.

Dettagli percorso

Niente di esilarante dal punto di vista del percorso stradale ma ricco di spunti culturali e storici. Il territorio del Circeo regala panorami mozzafiato e i borghi contengono ancora gli echi di un mondo lontano che ha voglia i farsi scoprire.

Note particolari
Km Percorsi

159

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