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La Romagna dei campioni – da Rimini a Pennabilli

Questa tappa è sponsorizzata da

italia_marche_romagna

Tanti i piloti che abitano questo territorio che noi stiamo attraversando. Un itinerario alla scoperta di borghi, storia, cultura e anche per capire come mai proprio da questo lembo di terra possono uscire i grandi campioni del mondo della MotoGp

dalla Rimini di Bastianini alla Coriano del Sic

Lasciata alle spalle la magnificenza dell’Arco d’Augusto, la straordinaria porta urbana che ancora dopo duemila anni segna la fine della consolare Flaminia e l’ingresso in città, eccoci pronti per la prima tappa fino a Coriano, a poco più di 10 km, dove negli spazi del teatro comunale sono allestite le sale che raccontano la storia di Marco Simoncelli, un pilota, uno sportivo che, con la sua irruenza e bontà d’animo, ha saputo incarnare per un purtroppo breve periodo pregi e difetti dei romagnoli: pronti alla sfida, senza timori reverenziali, con la lingua pronta così come l’azione ma col cuore schietto e pieno di generosità.

Quella generosità che continua a far sì che, specie nei giorni dei Gran Premi, siano molti gli appassionati che salgono fin quassù per un omaggio alla stele che lo ricorda e un saluto.

Sì, perché il Misano World Circuit, oggi intitolato proprio a questo grande campione, è proprio a un soffio in linea d’aria, qualche km in più se ci si immerge tra le stradine di questo lembo di Romagna che lì ci portano.

Il Misano World Circuit Marco Simoncelli

Un circuito nato negli anni ’70 in un luogo che già nel nome rimandava alle corse magari d’oltre oceano: Santamonica. Una scelta obbligata proprio per seguire quella passione quando, all’indomani dell’ennesima tragedia, fu chiaro che non sarebbe stato possibile proseguire con le corse sui circuiti cittadini.

Da allora, sono stati fatti passi avanti giganteschi, e non è un caso se oggi il MWC “Marco Simoncelli” sia tra gli impianti sportivi dedicati ai motori più apprezzati al mondo. Un impianto in cui la passione per i motori la si può vivere 360 giorni all’anno e non solo in occasione dei grandi appuntamenti motociclistici mondiali che caratterizzano la stagione delle corse, tanto che proprio all’ingresso dell’impianto è da poco nata la MWC Square, uno spazio con libero accesso al pubblico, con tanto di possibilità di visitare lo stesso circuito.

Strade e stradine da piloti

Vi arriviamo dopo aver toccato l’antico borgo di San Clemente, nelle cui vicinanze ha vissuto per lungo tempo Nicolò Bulega, ed è quasi un fatto naturale quello di incontrare al centro della rotatoria tra via Tavoleto e via San Giovanni anziché un albero una Ducati 998 “Troy Bayliss replica” sotto una teca protettiva.

La rotatoria non è stata scelta a caso, perchè via San Giovanni è una delle principali strade di accesso da Nord del Misano World Circuit Marco Simoncelli, dunque la corsia preferenziale utilizzata da migliaia di motociclisti che ogni anno seguono le competizioni motoristiche al circuito di Santamonica.

Poco oltre ecco la Riccione di Mattia Pasini e solo poco più avanti, proprio passando a lato del kartodromo in cui hanno mosso i primi passi motociclistici Valentino Rossi, Luca Marini, Andrea Migno, ecco la Cattolica di Nicolò Antonelli col suo elegante lungomare e il suo porto che ospita una delle flottiglie di pescherecci più importanti della costa.

cattolica_il porto

Se Riccione è la “Perla dell’Adriatico”, Cattolica ne è la “Regina”. Dell’antico passato di località balneare conserva ancora traccia, specie nella piazza centrale, dominata dalla bellissima Fontana delle Sirene, che attraversiamo proseguendo verso Gabicce, al di là del torrente Tavollo, che segna anche il confine amministrativo con le Marche.

Romagna Marche ma non te ne accorgi

Romagna, Marche, confini amministrativi che con la propria certezza vorrebbero asfaltare secoli di storia comune, così intrecciata da far chiamare la lingua che da queste parti si parla “marchignolo”, come ci racconta spesso Mauro Sanchini, l’ex pilota oggi commentatore Sky nato nella sua Borgo Massano, praticamente sulla linea di confine tra le due regioni.

Del resto, è il concetto stesso di Romagna a essere variabile a nord con Imola, verso l’Appennino con la “Romagna toscana”, ma anche a sud con il Montefeltro, questa terra di confine contesa in una battaglia spietata fino all’ultimo da Sigismondo Pandolfo Malatesta, Signore di Rimini, ma anche di Fano e Fossombrone, e Federico da Montefeltro, Duca d’Urbino, che non esitò, una volta battuto l’indomabile nemico di sempre, a dare in moglie la propria figlia Elisabetta al figlio del proprio nemico Roberto.

Confini fisici dunque, ma solo amministrativi non certo per le passioni che dominano queste genti, come la straordinaria storia di Tavullia, antico borgo fortificato malatestiano, continua a raccontare nel mondo.

la Panoramica di Valentino Rossi

Al di là del porto di Cattolica, sulla banchina di destra del Tavollo, ci sono dunque le Marche ed è già risalendo verso Gabicce Monte, da cui dall’alto si domina – splendida – l’intera riviera romagnola fino a Cesenatico, che incontriamo su un lato dell’Hotel Atlantic, lungo la via che porta in alto, un gigantesco murales raffigurante Marco Simoncelli.

In alto ci attende la “Panoramica”, una delle più belle strade che mai ci sia capitato da percorrere in moto.

Gabicce_la panoramica

Porta da qui, dal monte San Bartolo che segna la fine della Pianura Padana, a Pesaro in un susseguirsi di curve inframezzate da squarci paradisiaci verso il mare.

Su queste creste, intelligentemente tutelate da un parco contro i tentativi di speculazione edilizia, si mantengono inalterate quelle perle di bellezza rappresentate da Casteldimezzo e Fiorenzuola di Focara, talmente bella da essere cantata anche da Dante che nella Divina Commedia ricorda come i marinai – “al vento di Focara, non sarò lor mestier voto né preco” – abbiano sempre temuto questo promontorio per il suo infido vento.

Ma la Panoramica è famosa anche per essere stata, ormai nella notte dei tempi, anche l’itinerario di scorrerie che, prima Graziano poi Valentino, li hanno visti su queste curve e tornanti misurarsi scendendo da Tavullia verso Pesaro Non è più quel tempo e ogni cosa consiglia un approccio più dolce e in sintonia con l’incanto di questi luoghi per godere appieno di tanta bellezza.

Gradara, Tavullia e il Ranch

Ecco, è verso la loro Tavullia e il mitico Ranch che ora ci avviamo lungo strade e stradine secondarie che tagliano questa parte di territorio di confine.

Un viaggio che non può non far tappa nello splendido borgo di Gradara, tra le cui mura si consumò la tragedia di Paolo e Francesca che Dante coi suoi versi – “Amor, ch’a nulla amato amar perdona, mi prese del costui piacer sì forte, che, come vedi, ancor non m’abbandona” – ha innalzato a simbolo stesso del più nobile dei sentimenti che guidano la vita stessa dell’uomo.

gradara_il castello

Tavullia è a pochi chilometri. Ma, proprio poco prima del paese che ha acquisito celebrità mondiale per essere stato il borgo natale di Valentino Rossi, è l’incontro col Ranch che stupisce.

Uno sguardo verso il Ranch

Lo si può abbracciare con le sue tre piste dall’alto insieme al casolare che – sembra – abbia visto bambine le nonne di Andrea Migno e Mattia Pasini, addirittura cugine.

Ora quel casolare è sede e palestra della VR Riders Academy, il luogo dove sono nati e cresciuti, sportivamente parlando, tanti degli attuali campioni protagonisti in tutte le classi del motociclismo mondiale.

Luca Marini, Morbidelli, ma anche Francesco “Pecco” Bagnaia che qui sono diventati grandi sotto la guida di Valentino Rossi, insieme a Marco Bezzecchi, Celestino Vietti, Andrea Migno, Niccolò Antonelli, Stefano Manzi, ma anche a Romano Fenati, Nicolò Bulega, Lorenzo Baldassarri, Dennis Foggia senza dimenticare, seppur di passaggio, Lorenzo Dalla Porta.

tavullia_il ranch

Sì, perché sono stati tanti i ragazzi divenuti grandi misurandosi su queste piste, molti nati proprio qui, altri che hanno scelto questa terra per seguire i propri sogni e la propria passione.

Tavullia tinta di giallo

Lungo due file di bandiere gialle che, come ali dispiegate, accompagnano qualsiasi visitatore iniziamo ad attraversare il paese che, fino alle polemiche ed esposti di qualche mese fa, mostrava orgoglioso un gigantesco murales raffigurante il suo cittadino migliore, quel Valentino Rossi che è partito da qui alla conquista del mondo ma che non ha mai dimenticato i propri amici d’infanzia, trasformando quello spirito d’amicizia, che li ha visti nascere e affacciarsi alla vita insieme, nella sua forza, sportiva ma anche economica.

Ne sono testimonianza, oltre al marchio VR46, vera e propria icona mondiale capace di 3 milioni di euro di fatturato, o al team che dalla Moto3 è salito a contendere podi in MotoGp, le pizzerie o le osterie, perfino alcune botteghe storiche trasformate da asfittiche realtà di paese a organizzatissimi luoghi d’accoglienza per i tanti tifosi che da qui passano con nel cuore il mitico campione, capace di far notizia anche dopo essersi ritirato dalle competizioni su due ruote.

Nel cuore delle valli, si guida verso Saludecio e Mondaino

Qualche km ancora, giusto per prendere la SP56 che ci proietta dentro un paesaggio di grande bellezza dove i campi dipingono come su una tavolozza il paesaggio coi loro colori.

saludecio

E’ su queste strade e stradine secondarie che giungiamo a Saludecio, borgo natale di due grandi campioni protagonisti della Moto3 e della Moto2 come Migno e Zaccone, che ci accoglie con la scenografica Porta Marina che deve il suo nome all’affaccio verso il blu dell’Adriatico.

Proprio davanti a lei è un balcone visivo da cui lo sguardo può allungarsi e godere delle bellezze di questo territorio. Attraversandone il centro storico, ancora cerchiato dalle antiche mura, coi suoi vicoli e palazzi arriviamo ben presto a Mondaino e alla sua bella quanto caratteristica piazza porticata che, disposta ad anfiteatro, si apre ai piedi dell’antica rocca malatestiana, ora sede del comune ma che aveva un ruolo strategico estremamente importante a difesa dei possedimenti malatestiani.

Mondaino

Per questo tutto l’apparato difensivo fu così potenziato da far dire a Federico da Montefeltro di Mondaino: “luogo forte et importante, che a nessun patto può essere conquistato”.

Nel cuore della terra dei motori

Lasciato alle spalle Montegridolfo, il bel borgo che, completamente riqualificato ormai diversi anni fa, vale sicuramente una visita, si prosegue sulla SP80 verso Tavoleto, al cui centro si erge imponente Palazzo Petrangolini, proprio a fianco dell’antica rocca che, costruita dai Malatesta, fu oggetto di aspre contese con Federico da Montefeltro.

Siamo nella parte meno conosciuta di questo viaggio alla scoperta della Terra dei Motori, quello più intimo dove le stradine, immerse nel paesaggio a tratti selvaggio, sono un invito alla guida senza fretta. Poco oltre, toccato Auditore e attraversata Casinina, iniziamo la risalita del fiume Foglia, almeno fino ai piedi dell’affascinante Sassocorvaro, al centro della quale si erge, con gli stilemi unici e magnifici di Francesco di Giorgio Martini, la Rocca Ubaldinesca.

Sassocorvaro

Un luogo magico, che oltre alla bellezza delle forme e del luogo – sotto ai suoi piedi si spande il romantico lago di Mercatale – arricchisce la sua storia con un’incredibile vicenda. Fu proprio qui, infatti, tra le possenti mura del forte che trovarono riparo dai bombardamenti e dalle brame naziste oltre 10.000 capolavori del Rinascimento di maestri inarrivabili come Raffaello, Piero della Francesca, Tiziano, Lotto, Paolo Uccello, Andrea Mantegna, provenienti da tanti musei delle Marche.

Un insieme così incommensurabile di bellezza da far definire questo luogo come “l’Arca dell’arte”.

Dalla SP3 da cui siamo arrivati fin qui alla SP2 che ci porterà a Macerata Feltria prima e a Monte Cerignone poi, dove ci aspetta nel cuore del centro storico il bellissimo castello.

Montecerignone, piccolo è bello

monte Cerignone

Una rocca giunta fino a noi che ha mantenuto inalterato nei secoli il suo particolare fascino, la cui storia, come le molte che abbiamo fino a ora incontrato, si intreccia con le alterne vicende dei Malatesta e dei Montefeltro per il controllo del territorio. 

Monte Cerignone, nel cuore del Montefeltro, è stato poi anche il luogo dove Umberto Eco – il “Professore” era da tutti chiamato quando scendeva in paese – scelse di trascorrere una parte importante della propria vita, ammaliato come fu dal fascino del luogo e dalla bella casona abbandonata che dalla fine degli anni ‘70 divenne il suo “buen ritiro”, lontano dai fasti e dagli stress della città.

“Era abbandonata da trent’anni – la racconta l’autore del Nome della Rosa – con l’erba alta. Una casa enorme, piena di botole, passaggi segreti, e io mi ci appassionai”.

Le aspre creste di Carpegna e i profili del Simone e Simoncello

Proseguendo ecco di fronte lo spettacolo delle creste di Montecopiolo e, solo qualche km più avanti, quelle ben più aspre del Carpegna. Attraversato il paese al centro del quale si erge, maestosa, la sontuosa dimora secentesca dei Principi Carpegna, ecco sulla linea dell’orizzonte apparire il profilo di Sasso Simone e Simoncello, due blocchi calcarei che, galleggiando sulle argille, giunsero fra il Tortoniano e il Pliocene dal Tirreno fin qui, in compagnia di altri blocchi o interi rilievi come lo stesso Monte Carpegna, o San Leo, o San Marino, che, quasi come onde del mare solidificatesi all’apice, caratterizzano tutto il paesaggio della valle del Marecchia rendendolo unico.

Carpegna

Scendiamo verso la Valle del marecchia

Ed è verso la Valle del Marecchia che ora si punta, superando il Passo della Cantoniera per precipitare giù, in basso, verso la Pennabilli di Tonino Guerra.

I due colli, quello di Penna e quello di Billi, si fronteggiano dal tempo dei tempi a guardia della valle del fiume che dalle pendici del Monte Zucca, scorre, ora placido ora irruento, verso il mare. Fu qui a Pennabilli che prese origine attorno all’anno Mille la famiglia dei Malatesta per poi scendere, proprio come l’acqua del fiume, verso il mare, verso Rimini.

E’ fu qui che, lasciate le luci di Cinecittà, trovò una nuova casa Tonino Guerra, lo sceneggiatore e poeta che dedicò la seconda parte della sua vita a raccontare la poesia di questo fiume “si rèm ch’i sguélla tra la sasèra”.

pennabilli

Non è un caso, quindi, che proprio a Pennabilli, siano presenti la maggior parte delle sue installazioni, concretizzazione materiale della sua poetica dolce e delicata quanto incisiva. “Il nostro petrolio è la Bellezza”, soleva dire ed è così.

Per oggi ci fermiamo qui in questo borgo dove tante sono le cose da vedere a partire dalla bella rocca ma anche dalle innumerevoli installazioni che il grande poeta installò in questo piccolo centro.

La giornata volge al termine e niente è più dolce della quiete di queste vallate, della buona cucina e dell’ottima ospitalità delle genti romagnole.

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Informazioni per il viaggio

Luogo di partenza: Rimini - Luogo di arrivo: Pennabilli - Continente: Europa - Paese attraversato: Italia - Regioni Emilia-Romagna, Marche

Dettagli percorso

Luoghi e punti principali: Rimini, Gradara, Tavullia, Saludecio, Mondaino, Monte Cerignone, Carpegna, Pennabilli - Circuito di Misano "Marco Simoncelli"

Note particolari

Strade asfaltate secondarie - Difficoltà: facile

Km Percorsi

120.45

Le altre tappe del percorso

pennabilli
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