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ITINERARI IN MOTO LUNGO IL PO – 1a Tappa

Questa tappa è sponsorizzata da

Itinerari in moto lungo il Po 1a tappa vi porterà a guidare lungo gli argini del fiume piu’ lungo d’Italia. Un viaggio che partendo dalla cima di una delle vette piu’ suggestive e romantiche d’Italia, il Monviso, attraverserà tutta l’Italia del nord per irrompere attraverso il grande delta nel mare Adriatico

1a Tappa: da Pian del Re a Torino

Nel piccolo e grazioso borgo di Paesana si racconta che una parte del paese, quella adagiata sulla riva nord e più esposta al sole, abbia come simbolo la lucertola mentre la sponda a sud, quella più in ombra, porti come simbolo quello del gatto. Ed è così che dormiremo nel funzionale campeggio del paese sotto il simbolo del gatto mentre faremo colazione nel bar centrale sotto il segno della lucertola.

Itinerari in moto lungo il Po

dalle pendici del Monviso a Torino – 1° giorno di viaggio

Mentre l’Italia è dentro una bolla di calore alla sorgente del Po il termometro segna 14°. Innanzi a noi la valle dalle quale un’incisione sulla roccia ci avverte, “Qui nasce il fiume Po”.
Poetico e impregnato di magia Pian del Re (così si chiama il luogo ai piedi del Monviso) capace di sprigionare tutta la sua bellezza attraverso un’allegoria di cascate e torrenti che scendono dalle vette circostanti per confluire verso quello che più a valle si trasformerà nel grande Po. Dietro di noi, coperta a tratti dalle nuvole che vanno e vengono, la vetta più alta delle Alpi Cozie, inconfondibile per la sua forma piramidale: il Monviso.

Itinerari in moto lungo il Po, ha inizio il nostro viaggio

Eccoci qui, coi piedi nell’acqua gelata, all’inizio di un viaggio che ci porterà nel giro di alcuni giorni a lambire le coste adriatiche in quel di Pila dove questo meraviglioso fiume, che si aprirà a fine corsa in un meraviglioso delta, si getta nel mare.
Già dalla sua nascita il Po può vantare una certa imponenza. Nato dalla confluenza di diversi laghi posti più in alto e dallo scioglimento di ghiacciai che trovano il loro punto di connessione esattamente tra due massi, questo fiume inizia la sua corsa con un getto imponente e altamente suggestivo. E così, circondati da tanta bellezza, che anche noi come quel rametto che corre sballottato dalla corrente, in sella alla nostra Suzuki V-Strom 1000 iniziamo la nostra corsa che da Pian del Re, lungo la sp 234, ci porterà attraverso tornanti e curve mozzafiato al belvedere di Pian della Regina prima e poi a Crissolo, 163 abitanti ed un piccolo borgo di montagna a 1333 metri sul livello del mare dalle tipiche case con i tetti grigi e i balconi fioriti. Qui a Crissolo le Alpi segnano il tempo e la storia. Tutto è tranquillo al nostro passaggio mentre il Po continua la sua discesa tra piccole e grandi cascate.

In moto lungo il Po e i borghi più belli del Piemonte

Parte da qui un percorso che attraversa alcuni dei borghi più belli del Piemonte. Revello, magnifico borgo fondato dai romani, e tra i primi, posti lungo un’importante via di comunicazione che oggi sfoggia orgogliosa la torre dell’orologio, un castello risalente all’anno Mille e la stupenda chiesa della collegiata che da sola merita una sosta. Al suo interno meravigliosi affreschi di Hans Clemer e spettacolari navate.
SP222, abbandoniamo le alte vette del Monviso che rimangono comunque visibili e ci immergiamo nel territorio collinare che da Revello, attraversando piantagioni di asparago, ci porterà verso uno dei principali centri cistercensi dell’Italia del nord: Staffarda, dove oltre alla suggestiva ed imponente Abbazia, che si può visitare pagando la non modica cifra di 6 euro, ritroviamo anche le sponde del nostro fiume che da qualche km avevamo perso di vista.

In moto lungo il Po, ci allunghiamo verso Villafranca

Da qui in poi saranno incontri brevi e fugaci, attraversamenti su ponti come quello di Cardè che richiede un veloce fuori programma dalla SP29 prima di raggiungere Villafranca e la sua splendida cappella di Missione che ritroviamo immersa in un bosco a pochi minuti dal centro.
A prima vista una chiesetta anonima come tante ma non lasciatevi ingannare, dando un’occhiata al suo interno, sarete circondati, anzi, quasi abbracciati da una serie di affreschi databili intorno agli inizi del 1400 attribuiti a Duce, pittore pavese attivo alla corte dei Savoia. Un incanto di colori e forme che ancora oggi riesce ad emozionare.
Uscendo dal bosco si riprende la via, il Po sembra rimanere distante ma una serie di canali che si allungano e attraversano campi coltivati lo avvicina a noi.

In moto lungo il Po, tra ponti ed argini

Lo attraversiamo nuovamente proseguendo lungo la SP139 per poi svoltare verso Pancalieri. La sponda sinistra del Po offre al viaggiatore l’opportunità di poter guidare attraversando un paesaggio prevalentemente agricolo. Siamo nella provincia metropolitana di Torino, antica capitale dell’Italia Sabauda e questi piccoli paesi suggestivi e molto caratteristici sfoggiano antiche (ma poi non così tanto) e nobili vestigia.
Ed ecco così che si attraversa Pancalieri (ovvero “piano calante” verso il Po) ordinata e silenziosa, impegnata nella produzione di piante officinali, specialmente della menta piperita, attraversata dal torrente Pellice, e poi ancora, dopo una guida tranquilla ma divertente lungo la SP663, ecco Moncalieri, “la Città del Proclama” ma anche di un suggestivo castello sabaudo.
Da qui facile giungere a Torino, basta seguire il corso del Po.

In moto lungo il Po, si raggiunge Torino

Che dire di Torino? Difficile farsene un’idea mentre la si attraversa ma è qui che il Po trova la sua cornice naturale di assoluta bellezza. Molto amato dai torinesi che trovano lungo le sue sponde quella quiete e tranquillità che la grande città, seppur bellissima, non offre. La storia di Torino naviga tutta lungo queste acque; qui Napoleone, dopo averla conquistata, fece costruire il bellissimo ponte oggi intitolato a Vittorio Emanuele, porta di accesso al centro storico; qui, lungo i “murazzi” fino a qualche anno fa dedicati alla movida torinese, fa bella mostra di sé la statua che la città volle dedicare al grande Giuseppe Garibaldi che, affiancando il re (Vittorio Emanuele II) e Cavour, con le sue truppe di patrioti contribuì a dare la spallata finale al regno asburgico in Italia e a liberare la Lombardia, per poi proseguire la campagna che tra alterne vicende portò all’unità d’Italia.

Torino è come una nobildonna

A Torino si giocarono i destini del nostro paese e l’aria che si respira è nobile, raffinata e soprattutto giovane.
Difficile resistere al suo fascino e, mentre la moto scorre liberamente lungo le strade del centro aperte a residenti e turisti nei fine settimana, lo sguardo accarezza la Mole Antonelliana, le piazze principali e i suoi importanti palazzi tra i quali spicca quello di Carignano antica sede della camera dei deputati italiani.
Guidiamo nuovamente verso il Po per ammirare i Murazzi, gli imponenti argini costruiti per difendere la città dalle piene del fiume. E’ qui lungo queste acque il cuore pulsante di questa città ed è qui che con uno splendido tramonto in arrivo chiudiamo questa giornata di viaggio, uno di quei viaggi che proprio non ti aspetti.
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Informazioni per il viaggio

Tempi indicativi di percorrenza: 1 ora e 59 minuti

Dettagli percorso

Inizio itinerario: Pian del Re–Lunghezza itinerario – Arrivo: Torino

Note particolari
Km Percorsi

89

Le altre tappe del percorso

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