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ROMAGNA IN MOTO – UN TUFFO DENTRO LE CASCATE DI ALFERO

Questa tappa è sponsorizzata da

Un tuffo dentro la cascata di Alfero

Molti ancora non lo sanno ma la Romagna, ormai nota come “terra dei motori” per il gusto e la passione che nasce dai vari angoli di questa terra per la moto e il motociclismo, regala ai suoi visitatori anche suggestivi e appassionanti itinerari moto-turistici.

Fuori dalle località più rinomate per le vacanze balneari che si allungano lungo la costa romagnola infatti il suo fantastico entroterra offre una miriade di strade appaganti dal punto di vista prettamente urbano ma anche luoghi di grande fascino artistico, storico e soprattutto paesaggistico.

Risalendo dalla costa verso il crinale dell’Appennino tosco-romagnolo, diversi sono i luoghi e i percorsi che si possono affrontare, ognuno di questi porterà immancabilmente ad una rocca, un castello o casolari capaci di raccontare storie comuni di signorie bellicose e di territori contesti, gesta d’arme e d’amore.

Nel corso di questi anni spesso abbiamo raccontato di questi luoghi attraverso il nostro blog, luoghi che conosciamo a menadito ma ogni volta capaci ancora d’emozionarci e incuriosirci.

Oggi si parte verso uno di questi,  uno dei luoghi più belli dal punto di vista naturalistico. Sono le cascate di Alfero, un luogo magico dove la potenza dell’acqua in caduta libera dall’alto dei suoi 32 metri ci regalerà suggestioni fantastiche.

Lungo la valle del Marecchia

Si parte dalle affollate spiagge riminesi per risalire la valle del Marecchia lungo la SP258 o, come comunemente chiamata in zona, “la Marecchiese”. Nell’arco di pochissimi chilometri, dalle caotiche atmosfere tipiche della città di Rimini ci ritroviamo immersi in un paesaggio che sembra costruito sui versi della poesia. La Marecchiese risale infatti lungo il fiume Marecchia verso i picchi di Torriana, Verucchio, San Leo, San Marino, autentici capolavori di suggestioni visive, antichi borghi le cui rocche imponenti continuano a controllare dall’alto i viaggiatori, spesso appollaiate sui grandi massi giunti fin qui scivolando dal Tirreno in epoche preistoriche, frammenti calcarei trascinati dalla colata gravitativa del periodo del Paleocene.

Viaggiatori come noi, vagabondi su due ruote in cerca di avventure per l’occhio e per il cuore.

Sino a Novafeltria, paesaggio incantato con apparizioni improvvise come quella della rupe di Maioletto con i resti della sua rocca, poi si imbocca la SP11 e si inizia a correre tra curve e tornanti alzandoci sino a Perticara, paese di minatori incastrato sotto il Monte Aquilone. Qui sarebbe bene fare una sosta, anzi due. Salendo verso il monte Aquilone oltre alla vista mozzafiato che si allungherà sulla valle del Marecchia potrete visitare anche il “giardino dei luoghi minimi”, opera fantastica del nostro grande poeta e artista Tonino Guerra. La sua sensibilità per le cose belle e la sua poesia hanno saputo trasformare un piccolo angolo del monte Aquilone in un vero e proprio paradiso in miniatura con i suoi animali costruiti in filo di ferro che compariranno e scompariranno alla vostra vista tra gli alberi e la vegetazione.

A valle del paese invece la famosa miniera di zolfo, da tempo trasformata in museo storico – minerario: Sulphur.http://www.museosulphur.it/

Attraverso la valle dell’Uso

Si riparte per scendere verso Sarsina imboccando la magica SP12 che attraversa la valle dell’Uso e poi la regionale 71 che corre parallela e ci porterà alle porte di questa antichissima e misteriosa città.

Oggi l’antica cattedrale di Sarsina ci regala lo spettacolo della posa del collare che proteggerebbe i fedeli dagli artifici del diavolo. Usiamo il condizionale per una sorta di scetticismo innato in noi ma non trascuriamo il fatto che Sarsina è la patria dell’esorcismo, una difesa e un baluardo per i fedeli contro il diavolo e i suoi trucchi malefici.

La cerimonia per noi laici è abbastanza inquietante e carica di elettricità. Possiamo sentire l’energia della fede che scorre da un fedele all’altro mentre in fila si avvicinano al parroco che cingerà il loro collo con un collare che avrebbe il potere di scacciare il demonio, tutto condito da formule o preghiere, una nenia ripetuta quasi all’infinito.

Se è arrivata l’ora di pranzare siete nel posto giusto. Sarsina è piena di osterie dove potrete gustare i piatti tipici della Romagna.

Verso Alfero

Ci lasciamo, Sarsina alle spalle per immergerci nelle bellissime visioni che si aprono lungo la SR71, strada larga e ben tenuta dove curve e tornanti diventano facili e divertenti lasciando spazio a qualche concessione ardita che ci permetta qualche piega in più.

Volendo a pochi passi da Sarsina potrete immergervi nella natura alla ricerca delle Marmitte dei Giganti, uniche in Romagna e bellissime che incontrerete lungo un sentiero da percorrere a piedi. Una piccola cascata e poi il lavoro artistico che la natura ha disegnato su queste rocce bianche e lisce che disegnano tunnel e precipizi.

Si riparte, piega su piega, direzione Alfero.

Seguendo le indicazioni si svolta a sinistra imboccando la provinciale 130 direzione lago di Acquapartita per poi proseguire verso la meta.

Da Alfero, località rinomata per le vacanze estive e quindi ricca di alberghi e ristoranti, seguendo le indicazioni si arriverà al sentiero che scende verso la cascata. Parcheggiate la moto ( e si, dovrete abbandonarla ma ne varrà la pena ) e iniziate a scendere. Munitevi di costume e scarpe da acqua così arrivati in fondo potrete rinfrescarvi con un bel tuffo e preparatevi alla meraviglia che presto si aprirà davanti ai vostri occhi.

La cascata di Alferello o anche delle trote per la presenza in massa (dicono) di questa specie è una piccola meraviglia della natura, specialmente nei periodi piovosi come in autunno o in primavera quando il getto d’acqua che scende i 32 metri è imponente e veramente suggestivo.

Si arriva dopo un percorso a piedi – lunghetto più che impegnativo – che vi porterà sulla parte alta della cascata. Da qui si può ammirare la folle caduta dell’acqua per poi affrontare gli ultimi splendidi metri in discesa avvolti nel vapore acqueo e dal rumore crescente del getto.


Un bel bagnetto non ci sta male, sempre che troviate un angolino dove sedervi, in caso potrete proseguire lungo il letto del fiume in pianura sino ad arrivare al “pozzo”, una bellissima marmitta di erosione.

Non vogliamo tediarvi con ragguagli tecnici sulla composizione delle rocce o sulla loro conformazione, godetevela così, nelle sua splendida bellezza, pronti a ripartire verso l’ultimo dei paradisi romagnoli di questo itinerario: le Balze.

Ultima curva prima delle Balze

Di nuovo dentro le curve, di nuovo in piega per la gioia del motociclista che ama perdersi dentro il piacere dei tornanti. Si sale dunque lungo la SP130 con la mole della falesia rocciosa che si leva sopra le Balze e imponente davanti a noi. Siamo dentro le valli del monte Fumaiolo, là dove il Tevere inizia la sua corsa verso sud.

Qui siamo in terra di motori e quindi dovrete essere pronti a misurarvi con gli spericolati riders romagnoli o toscani che qui scorrazzano liberi e spensierati, almeno fino a quando una paletta ne interromperà i sogni. Volendo potrete proseguire da Balze e salire verso il mitico passo della Calla (se scartabellate nel blog ne troverete l’itinerario) noi riscendiamo verso le terre romagnole che, superata la meravigliosa Casteldelci che ci accompagnerà, dall’alto della sua rupe, per un lungo tratto di strada prima di riportarci ad attraversare Novafeltria e rientrare poi nella caotica costa romagnola.

Un tuffo in quel di Rimini non ci sta male, spiaggia libera al porto e poi via verso casa.


CHIOSCO BUCANEVE DA MORENA -via S.Barbara 2A  TEL. 3313469937 – https://www.facebook.com/piadineria.damorena
Alfero – Alfero – Alfero – Alfero

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Informazioni per il viaggio

Romagna in moto – Algero, itinerari brevi dentro una terra ospitale e affascinante

Dettagli percorso

Itinerario in pillole: Rimini – Novafeltria – Perticara – Sarsina – Alfero – Balze

Note particolari
Km Percorsi

Le altre tappe del percorso

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