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Incredibile India, alla scoperta del Tamil Nadu

Questa tappa è sponsorizzata da

mappa_india tamil nadu

Pillole di viaggio:
Giorni 12
Quando partire: da Ottobre ad marzo
Moto consigliate: tutte
Consigliata per:Natura, cultura, paesaggi

India. Scoprire il Tamil Nadu significa immergersi in un mondo di colori, sapori e tradizioni millenarie che lasciano un’impronta indelebile nel cuore di chi lo visita

India, 1° giorno – Arrivo a Bangalore

L’aeroporto di Bangalore è bello e molto pulito. Aiuole rigogliose, palme da cocco, negozi scintillanti. Non ti fa pensare di essere arrivato in India ma l’India è lá fuori che ti aspetta e, varcata la soglia che ti apre l’uscita, ti avvolge subito con un mantello di aria calda, l’incessante rumore dei clacson, la moltitudine di persone. Cara vecchia India, siamo tornati 😀.

Bangalore alle 4 del mattino e’ una città piena di vita. Luci sfavillanti, traffico intenso che sfreccia lungo arterie a quattro corsie e enormi pubblicità che richiamano ai famosi marchi hitech e iper tecnologici, siamo arrivati nella Silicon Valley indiana e la stiamo attraversando nel cuore della notte.

Abbiamo avuto la fortuna di trovare un hotel proprio sopra la concessionaria Moto Morini che ci consegnerà la nostra ❌-Cape e non vediamo l’ora di vederla.

Una bella dormita, un’abbondante colazione vegana ( qui solo vegano e a noi fa piacere 😀) e poi si parte.

La colazione non era proprio vegana ma le omelette erano speciali 😀, leggermente piccanti 🌶️.

Prima tappa ATM per il cambio euro-rupie, una puntata alla Airtel per l’acquisto della scheda telefonica ( 41 euro per 40 giga di traffico, non pochissimo!) e finalmente siamo pronti.

Intorno a noi si muove un’umanità rumorosa e caotica, attraversare la strada diventa un’impresa visto il flusso continuo di mezzi a due e quattro ruote strombazzanti, ristoranti dai quali escono profumi e odori per lo più sconosciuti al nostro olfatto ma tutti invitanti.

Che fare questa sera? Cibo indiano, persiano, coreano, thailandese oppure fast food nei tanti chioschi ai lati delle strade?

Alla fine ceneremo in un locale indiamo ma ora è giunto il momento di incontrare la nostra compagna di viaggio, la nuovissima Morini ❌-Cape Indiana.

Motor Vault e l’X-Cape indiana

I ragazzi dello show-room sono gentilissimi, disponibili e molto professionali.

La moto è pronta, manca solo qualche aggiustamento come gli attacchi per l’Iphone, le valigie laterali e la borsa da serbatoio che ci siamo portati dall’Italia. Abbiamo nel tempo testato in tanti viaggi la borsa di SWMotech, la Pro GS, e ci siamo trovati talmente bene, soprattutto per il suo anello magnetico che facilita l’inserimento e l’estrazione, che preferiamo sempre portarla con noi.

Syed, il responsabile del centro, ci racconta che qui vanno tutti pazzi per Valentino Rossi e che incontreremo molti bikers lungo la strada con adesivi o gadget della VR46, insomma, siamo tra amici! 😂😂

Mentre il suo collega di cui ora non conosciamo il nome ci magnifica le bellezze che andremo ad incontrare, templi maestosi, natura rigogliosa e tante belle strade 😀.

Li lasciamo per goderci una bella passeggiata che, attraversando il magnifico Cubbon Park ricco di fiori e alberi enormi ci porterà fino al Vidhana Soudha, grandioso edificio in stile neo-dravidico sede del parlamento.

india - bangalore Vidhana Soudha

Bangalore, la capitale dello stato del Karnataka, è una città ricca di storia, cultura e tecnologia. Ci vorrebbe del tempo per visitarla tutta, è sede di alcune delle più grandi aziende tecnologiche del mondo, ma anche di musei, gallerie d’arte e teatri.

La cena ve l’abbiamo anticipata quindi ora non resta che rientrare in hotel.

Siamo stremati, il jet lag non aiuta e probabilmente occorreranno alcuni giorni per tornare a sentirsi in forma.

Quello che conta è che l’India come già altre volte ci ha già conquistato ed ora siamo pronti a godercela 😀

2° giorno – da Bangalore a Vellore

Attraversando l’India si capisce fin da subito che questa è una terra abitata dall’uomo fin dagli albori della sua storia.

Qui tutto si mescola, si separa per poi riunirsi. Il bello trova il suo splendore accanto al brutto, la perfezione all’errore, l’ipertecnologico all’antico, l’alto al basso.

Nulla si butta, nulla si distrugge, tutto ha un senso, un perché, una sua utilità.

E’ questa la grande magia di questa paese, e’ questo uno dei motivi che ci fa ciclicamente ritornare.

La partenza oggi è di quelle che non ti aspetti. I ragazzi dello show-room di Moto Morini hanno pensato ad un rito di benvenuto e di commiato.

india - bangalore moto morini

Applausi, petali di fiori rossi e bianchi a proteggerci durante il viaggio, ci viene applicato il Bindi o Tilaka, il segno rosso a forma di goccia sulla fronte e due copricapi principeschi insieme ad una collana che non riusciamo a descrivere 😀.

Applausi e saluti affettuosi, selfie e foto di gruppo, si carica la moto e via, siamo pronti 😀💪🏻.

Prima tappa e’ di 200 chilometri, destinazione Vellore, si superano le frontiere e si entra nel Tamil Nadu 🇮🇳.

Abbiamo bisogno di prendere confidenza con il territorio e di testare la nostra ❌-Cape sulle strade indiane e così 200 chilometri di strade secondarie ci sembrano perfette come prima giornata di viaggio.

La moto parte subito alla grande, comoda, con un manubrio leggermente più alto del nostro che consente una postura più diritta. Si sa districare senza impedimenti tra arterie fresche di asfalto, altre piene di buche profonde e rattoppi, alcune in sterrata ( tratti brevi).

india - da bangalore a vellore

Attraversiamo diverse cittadine ricche di suggestioni visive e olfattive – Hoskote lungo la 69, con le sue fornaci che si levano verso il cielo e gli affascinanti magazzini di mattoni,

Maluru, Bangarapete, Pernampattu, lungo la strada risaie circondate da alte palme da cocco che qui vanno a formare veri e propri palmeti, Gudiyatham e via a proseguire sino a Vellore che raggiungiamo purtroppo quando oramai il sole è tramontato lasciando il posto alla luna pallida e al buio.

l’India che abbiamo imparato ad amare

Lungo la strada ritroviamo l’India che abbiamo imparato ad amare. Le vacche dalle corna potenti che si aggirano indisturbate dove vogliono, le scimmie che ci vengono incontro quando dalla pianura si guida attraverso tornanti verso le cime delle rade montagne che incontriamo e poi uomini e donne nei loro bellissimi sari colorati che camminano, ognuna di loro concentrata sul da farsi. Tante le motorette capaci di trasportare di tutto, dalle persone a intere famiglie, a carichi impressionanti.

Bancarelle ricche di frutti colorati e verdure, ristorantini di tutti i tipi che propongono la tipica cucina speziata del sud e tanto altro ancora, palme, laghi, fiumi.

Che dire, felici di essere tornati 😀

3° giorno – Da Vellore a Chennai

Se vuoi viaggiare in India in sella ad una moto devi memorizzare una regola fondamentale: qui il più grande vince sul più piccolo. Sempre!

Intendiamoci, non vogliamo dire che verrete asfaltati appena scendete in strada, anche se la guida a sinistra non aiuta 😀, certo che però se un camion dietro ti suona significa che vuole passare. “Horn please👻”.

Corriera mangia camion, camion mangia auto, auto mangia motore ( con motore intendiamo come tutti i romagnoli la nostra ❌-Cape) perché ad esempio il monocilindrico di Royal Enfield coi suoi 24 cv scende di categoria lungo queste strade trafficate e può farsi forte solo di biciclette e carrettini 😀.

Capita la lezione ?!?! 😂😂.

Sopra tutti, regina della strada, la vacca indiana e sua cugina la bufala, loro vanno dove vogliono, si fermano quando vogliono e non avvisano nessuno.

Se memorizzi questa regola allora non ti resta che gettarti nella mischia e farti trascinare dal flusso continuo di mezzi, persone, animali… e che Dio me la mandi buona 😂😂.

Siamo partiti dalla strada perché è proprio qui che oggi abbiamo passato la maggior parte del tempo. I chilometri che ci separavano da Chennai erano pochi, poco più di un centinaio, ma affrontati su strada statale a tre corsie con continue interruzioni per lavori di costruzione e non in stato ottimale, trafficate con intasamenti e con asfalto bollente vista la temperatura e l’umidità, hanno reso il viaggio faticoso e lungo.

Ad allietare comunque, la visita, prima di partire all’imponente fortezza di Vellore risalente al XVI sec. Con i suoi bastioni in granito e l’importante fossato che la circonda carico di acqua e il suggestivo tempio di Jalakanteshwara con la sua antica torre monumentale ( gopuram in lingua indiana) alta 30 metri.

india vellore - tempio di Jalakanteshwara

Un’immersione nella spiritualità che contraddistingue questo territorio e un’umanità allegra e festante che qui si reca a pregare o passeggiare lontana dal frastuono delle strade.

Incontriamo gruppi di fedeli in abiti dai colori accesi che ci salutano allegri e non di rado chiedono di essere fotografati insieme a noi.

Anche l’❌-Cape, parcheggiata subito fuori riceve le dovute attenzioni. Piace la linea, incuriosisce la marca. Molti chiedo se siamo arrivati in moto direttamente dall’Italia e quando spieghiamo che la moto viene venduta anche in India rimangono piacevolmente sorpresi e chiedono di fotografarla.

La 48 ND fuori ci attende, a Chennai i ragazzi di Moto Vault ci attendono e noi non vogliamo mancare.

Lungo il tragitto comunque non tutto è da dimenticare.

Le risaie coperte dall’acqua e circondate da palme da cocco sono uno spettacolo così come la vita che si allunga ai lati della strada con i suoi locali, le sue bancarelle i suoi colori.

Chennai e’ in preda al caos, domani si celebra la festa della Repubblica e fervono i preparativi per la grande parata.

Proviamo ad allungarci verso il mare ma molte strade sono chiuse o intasate. Riusciamo comunque ad intravedere un lunga spiaggia di sabbia chiara.

Domani mattina si parte alle sei con un gruppo di motociclisti che accompagneremo in una scampagnata nei dintorni della città. Sono i ragazzi di Morini India che vogliono così accoglierci nella loro terra festeggiando insieme a loro.

Che dire: loro sanno come farci felici!!

4° giorno – Chennai Mahabalipuran Chennai

Questa mattina la sveglia ha suonato alle cinque. Un po’ prestino ma avevamo un appuntamento al quale non volevamo mancare.

Per festeggiare la giornata della Repubblica indiana, la Republic day event 2024 che si svolge proprio il 26 gennaio, due motoclub di Chennai, uno legato al Benelli Point della città che da qualche tempo ha iniziato anche a commercializzare proprio la nostra Moto Morini, hanno deciso di portarci con loro alla Government Primary school di Mannivakkam a Chengelpet, nell’immediata periferia della capitale del Tamil Nadu.

Oltre a festeggiare insieme ai piccoli alunni, con tanto di premiazioni per i più meritevoli, i nostri amici motociclisti hanno portato in dono anche oggetti utili alla vita della scuola come stuoie per sedersi, una vaporiera e altri oggetti.

Un gesto di vicinanza e sensibilità ai problemi che affronta la scuola e che quest’anno ci ha visti protagonisti salire sul palco, ricevere attestati di stima e amicizia, salutare bambini e genitori e premiare due dei piccoli tra i più meritevoli di riconoscimento.

Insomma una grande festa con canti e alza bandiera che ci ha accolto e coinvolto fino ad emozionarci.

Abbiamo addirittura ricevuto una targa ricordo con i nostri nomi incisi da parte dei ragazzi del gruppo Rajkamal Benelli di Chennai e una serie impressionante di selfie con bambini, genitori, bikers e altri a fermare il ricordo.

Potevamo mancare? Certo che no. E’ stato un momento emozionante e intenso che ci ha fatto sentire accolti ma anche utili.

Che dire, grazie a tutti, vi porteremo sempre nel cuore 💖 .

Nuovamente soli lungo le strade indiane

Dopo un’abbondante colazione e scambi di mail e numeri di telefono con i nostri nuovi amici a due ruote – uno dei quali possessore di una fiammante ❌-Cape bianca e rossa proprio come la nostra che per questa volta abbiamo lasciato riposare in garage della quale va molto fiero – abbiamo deciso di proseguire da soli verso Mamallapuran 60 km a sud di Chennai per ammirare il bellissimo complesso monumentale situato lungo la spiaggia della cittadina: lo Shore temple dedicato a Shiva, il primo tempio in stile dravida.

india - mamallapuran temple

Mamallapuran di origini antichissime ( già nel VII sec. Importante centro portuale) ospita templi risalenti al periodo che va dal XII al IX sec. E che le hanno consentito nel 1994 di essere iscritta nella lista dei patrimoni dell’Unesco.

Una passeggiata per ammirare il Tempio della Spiaggia, restare sbalorditi di fronte al bellissimo bassorilievo che ritrae La Discesa del Gange o meglio la discesa della dea Gange sulla terra e poi ancora templi bellissimi, uno scavato nella roccia datato VII sec. E poi sculture che ritraggono animali come l’elefante o il leone.

Una passeggiata tra spiaggia e tappeti erbosi per rimanere ammirati ed estasiati di fronte a tanta bellezza, il tutto circondato dai sari colorati delle donne indiane oggi vestite a festa per l’occasione, l’allegria non invasiva ma coinvolgente dei bambini e i richiami dei venditori di bibite e souvenir che vanno alla ricerca di compratori pronti ad ingaggiare battaglie epiche per contrattare il giusto prezzo. Giusto? 😂😂😂

Una giornata piena e coinvolgente che difficilmente potremo dimenticare.

Domani punteremo verso sud e chissà cos’altro ci attende 😂💯

5° giorno – Da Chennai a Gingee

Dopo 5 giorni di viaggio abbiamo memorizzato un’altra informazione fondamentale:

In India il tempo non ha spessore, non costituisce l’informazione principale, non esiste, almeno nella forma che gli diamo noi 😂.

Non allarmatevi, non abbiamo incontrato santoni o predicatori, semplicemente abbiamo vissuto direttamente quanto tempo e distanza qui non si possono né sommare, né dividere.

Un esempio lo può offrire il racconto di questa giornata 😀.

Nei nostri piani la tappa di oggi doveva essere Chennai – Pondicherry totale chilometri 184 passando per Gingee per visitare l’antico forte e Tiruvannamalai per i suoi templi.

Che ci vuole direte voi?

Anche se ti fermi tevoia a far notte!!!

Qualche dubbio però ci era venuto e infatti non abbiamo prenotato hotel e ci siamo limitati ad affidarci a Lord Ganesha, il Dio della fortuna 😀.

Uscire da Chennai ha comportato più di un’ora di guida ma a confortarci la consapevolezza di aver abbandonato – speriamo – l’ultima grande città del sud del paese, una fermata breve per fotografare alcuni monumenti a Mamallapuram che già avevamo visitato ieri e poi via lungo la 49B , una strada secondaria che ci potesse evitare lo stress del traffico che corre lungo le arterie principali e regalarci un ulteriore immersione nel territorio.

india - mamallapuran temple
india - mamallapuran temple

L’immersione c’è stata ed è stata notevole.

Stiamo penetrando l’India più dura, meno turistica e proprio per questo più vera.

Qui tra risaie abbellite da palme da cocco e lagune spariscono i negozi di souvenir per lasciare il posto ai generi di una qualunque utilità ed è così che, usciti dal meraviglioso complesso monumentale di Mamallapuran, incontriamo le botteghe dove gli artigiani lavorano la pietra per la realizzazione di statue raffiguranti il vastissimo mondo di dei o dee indù e poi ancora banchi di cocco, di frutta, di polveri dai fantastici colori che non capiamo esattamente a cosa servano, laboratori di sarti, falegnami e poi piccoli ristoranti ( qui non morirai di fame 😀).

Qui i turisti sono pochi e vengono accolti con allegra curiosità e qualche richiesta di selfie.

Solo la strada sembra allungarsi chilometro dopo chilometro 😟.

Interruzioni, deviazioni, lavori in corso, tratti di sterrata, ingorghi, attese ai semafori e cos’altro ancora?

Ah dimenticavamo, le regine, le vacche che attraversano o passeggiano lungo le corsie rallentando il traffico.

La vogliamo chiudere qui, a Maduranthakam, in un locale pure veg dove non parlavano inglese: controllando la cartina abbiamo capito che raggiungere Pondicherry era impossibile.

Abbiamo raggiunto il Gingee Fort alle 17:00, giusto in tempo per farci chiudere le porte in faccia 😂.

Troppo tardi cari miei, qui si chiude! Tornate domani mattina alle 9:00 😇.

Poco male, hotel da 17 euro a 2 chilometri dal Forte, cena in città in uno dei tanti Street Food disponibili dove non si spende più di cinque euro in due e poi una buona dormita 😴.

Che dite ce la faremo domani a raggiungere il mare?

6° giorno – Da Gingee a Pondycherry

Questa notte ha piovuto. Strano, non dovrebbe ma oramai bisogna aspettarsi di tutto 😀.

Naturalmente con l’arrivo del sole ecco l’umidità ma oramai abbiamo perso le speranze, e’ da quando siamo arrivati in questo paese che non smettiamo di sudare.

Capelli bagnati, maglie da strizzare, se non avessimo con noi la giacca di Clover traforata, la Ventouring, sarebbe veramente difficile viaggiare in sicurezza.

Questa mattina finalmente ci appare una pasticceria 🧁😀, cominciamo a distinguere le varie attività che si avvicendano lungo la strada e la pasticceria ci dà modo, finalmente, di interrompere la serie di colazioni salate e piccanti servite negli hotel e regalarci un momento di dolcezza.😏

La scelta è ampia, palline di pasta di mandorla (almeno così pare 😀) Kesari, Basundi, Badarti, kheer, Mysorepak , ( ci siamo preparati ! ) insomma un vero paradiso dello zuccheri molto psicadelico visti i colori vivaci dei vari pasticcini, il tutto annaffiato con caffè di produzione locale preparato con latte, zucchero e una procedura molto suggestiva.

Prima tappa il Gingee Fort che ieri avevamo raggiunto in orario di chiusura.

Un bellissimo forte uno dei pochi sopravvissuti nel Tamil Nadu.

india - tamil nadu - gingee fort

La sua costruzione risale al 1190 anche se subì diversi cambiamenti tanto che nel XIII sec. fu elevata a cittadella inespugnabile a difesa della città di Gingee.

Protetto da un fossato il forte ospita celle di prigioni, granai, ma soprattutto una sala dei matrimoni di sette piani dalla cui cima, una volta affrontati i gradini per salire, si può godere della vista di tutto il forte oltre ai dintorni che raggiungono la città.

Una bella passeggiata insieme ai turisti locali con qualche selfie su richiesta che oramai sono diventati la normalità 😂.

40 km più in là tentiamo di visitare il complesso di templi di Tiruvannamalai, una delle cinque città sacre dell’India del sud.

Il complesso è molto grande e richiama migliaia di fedeli da tutta l’India.

La calca è incredibile e il tempio prima ci ingoia e poi ci rigetta fuori.

Qui entrano solo i fedeli che si dedicano alle offerte e alla preghiera, non è possibile fotografare, bisogna entrare a piedi nudi e la calca e’ talmente impressionante che non si riesce ad intravedere nulla.

india - tanil nadu - tiruvannamalai temple

Meglio uscire e dedicarsi ad un giro alla vita brulicante che c’è in città.

Il divieto a fotografare e l’evidente ritrosia a farci entrare ci convincono ad ammirare le possenti e meravigliose torri monumentali da fuori il perimetro.

Intorno a noi comunque l’attività è frenetica tra mendicanti, bancarelle di fiori e incensi oltre che a prodotti di tutti i tipi.

E poi abbiamo ancora 100 km di strada che ci porteranno sulle rive dell’oceano indiano nell’ex enclave francese di Pondicherry.

A pondicherry è tutto bloccato

Qui l’essenza di questo paese diventa evidente: causa visita del Presidente ( così ci viene detto) non possiamo raggiungere l’hotel prenotato e a nulla valgono le nostre proteste, il lungomare e’ blindato, non si entra con la moto e prenotatevi pure un altro hotel tanto qui non si passa 😱.

E noi?

Prenotiamo un altro hotel e ci facciamo passare il nervoso gironzolando nottetempo lungo le strade del quartiere francese e quelle che portano verso la spiaggia dove la movida è al culmine e vari chioschi lungo la strada offrono diverse opportunità di street food, financo pizza cotta in un forno a legna su un banchetto.

Veramente notevole, non avevamo mai visto tanta varietà di proposte, qui invece si passa dalla pizza al pesce fritto, uova servite su spiedini, hot dog dalle atmosfere orientaleggianti e tanto altro.

Rimandiamo a domani la descrizione di questa città particolare e affascinante.

Noi ci godiamo il frangere delle onde sulla battigia prima di immergerci nel caos indescrivibile della vita notturna di questa città.

Che dire, se sopravviviamo al traffico ci risentiamo domani 😀

7° giorno – Da Pondycherry a Thanjavur

Vorremmo affrontare oggi il tema degli odori.

Se viaggiate in sella ad una motocicletta attraverso l’India gli odori non saranno una costante secondaria del vostro viaggio, al contrario vi terranno compagnia con le loro notevoli sfumature.

L’India è pregna di odori, dal profumo al sandalo, il famosissimo Patchouli che aleggia spesso intorno a negozi o sull’uscio delle case, al più deciso ed invadente profumo di curry, la famosissima spezia che qui usano mettere su tutto. Potremmo inoltre trovarci circondati dal profumo di cipolla, ma anche da quello del latte che bolle.

Purtroppo devo però fare un elenco di quelli meno piacevoli ma onnipresenti come da quelli meno nobili all’immondizia che brucia fino agli odori vari degli animali.

Un odore che ancora non abbiamo sentito e’ quello del sudore, anche nelle situazioni di calca e vicinanza come spesso accade visitando i templi o le città.

Tornando ad odori più piacevoli l’ultimo di questa giornata è stato quello del fieno appena tagliato anche se ha attraversato velocemente il nostro olfatto per volatilizzarsi rapido e leggero.

Oggi 190 km che non hanno dato tregua. Un percorso lungo e sfibrante denso di traffico caotico che non ha mai lasciato spazio alle grandi risaie o i verdi palmeti se non per brevissimi intermezzi lasciando campo a città, villaggi brulicanti di auto, moto, camion e corriere.

In mattinata ci siamo regalati una bella passeggiata lungo la Promenade Beach di questa suggestiva località, enclave francese fino al 1954 dal nome esotico di Pondicherry.

india_tamil nadu_pondicherry

Vie dai nomi che richiamano al periodo colonialista come la Dumas Street, strada alberata, ville d’epoca e sulla parallela bellissimi negozi che richiamano per il loro stile l’eredità francese.

Siamo riusciti anche ad entrare in una caffetteria per gustare croissant e cappuccino, proprio come a casa 😀. e anche il prezzo 😂😂😂.

Sul lungomare dove si affacciano hotel e ville anche una statua di Gandhi alta quattro metri a dimostrare l’immutato affetto che lega questa nazione al suo Mahatma.

A Pondicherry ritroviamo anche alcuni turisti che come noi passeggiano sorpresi e curiosi di questa parte dell’India così vicina a casa.

Usciti da Pondicherry il traffico ci avvolgerà fino alla fine della giornata e tanti paesi dai nomi strani ( per noi) tipo Cuddalore, Mayiladuthurai, nel mezzo venditori di cocco, templi piccoli e grandi e tanti, tanti lavori lungo le strade.

Sembra proprio che l’India del sud debba rifare tutte le strade 😂😂.

Una sosta ai bellissimi templi di Kumbakonam

Visitiamo il Kumbeswarar temple, il più grande dei templi presenti in questa antica città. È dedicato a Shiva e il complesso ospita quattro torri o gokuran di cui una di 11 piani alta 39 metri.

E’ sempre un’emozione entrare nei loro templi da farsi con umiltà e rispetto.

Gli ultimi quaranta chilometri sono forse i migliori della giornata anche se il sole sta calando e il buio si avvicina.

Google ha deciso di regalarci una stradina che attraversa piccoli villaggi dove la gente si gode il tramonto affollando le strade e i locali oltre che recandosi in preghiera ai piccoli templi sparsi su tutto il territorio.

Raggiungiamo Thanjavur con il buio e fatichiamo un po’ a trovare l’albergo.

Una cena a base di riso e pollo servito sulle classiche foglie di banano e siamo pronti per il meritato riposo.

Domani visita alla città che promette grandi cose e poi via ancora verso sud.

8° giorno – da Thanjavur a Tiruchirapalli o meglio Trichy

Non so proprio chi ha dato i nomi a questi posti ma oggi mi pare proprio di stare a Napoli 😀.

Il nome è talmente strano, così difficile da pronunciare, che loro stessi se lo sono cambiati: benvenuti a Trichy, Tamil Nadu.

Nel Tamil Nadu Dio esiste o meglio, esiste un Dio per ognuno di noi.

Qui lo senti, passeggiando tra i templi, osservando i fedeli che li affollano numerosi e in preghiera, osservando le innumerevoli celle votive sparse lungo le strade o agli angoli delle vie.

india - tiruchipalli temple

Ognuno di questi dei o dee ( sono migliaia , senza contare le varie reincarnazioni) pare sia stato adottato da qualcuno oppure l’esatto contrario.

Il Tamil Nadu è questo e tanto altro come abbiamo avuto modo di raccontare i giorni addietro.

A proposito, oggi ha fatto la sua comparsa un nuovo odore: il te con latte, ci stiamo avvicinando alle coltivazioni di te e lui ci è apparso in forma odorosa: te con latte naturalmente, English tea 😀.

Oggi i chilometri sulla strada sono stati pochi, avevamo diversi templi da visitare, uno più bello dell’altro e così c’è la siamo presa comoda. Comoda 😂😂😂.

La giornata parte con uno dei capolavori della dinastia Chola, una delle principali dinastie del Tamil.

Il tempio di Brihadeeswara, un tempio indù , uno dei più grandi tempi indù , costruito tra il 1003 e il 1010 ed oggi patrimonio UNESCO.

Le strutture sono realizzate usando il granito, una vera rarità per il paese ma anche un’incredibile bellezza dovuta al colore particolare di questa pietra, il colore dell’ambra che cambia tonalità con il passare delle ore.

Quattro alti gopuran (torri) colorate nei colori che compongono il mondo indù ( rosa, rosso, azzurro, giallo, per citarne solo alcuni) sono le porte d’accesso a questa meraviglia.

Al contrario di altri complessi qui ci è stato consentito di fotografare e così ci siamo potuti rilassare e dedicare parte del tempo a foto e video.

All’entrata la più grossa statua del toro Nandi esistente in India, lunga 6 metri e ricavata da un’unico blocco di pietra di 25 tonnellate.

Una vera bellezza e anche uno dei luoghi più visitati.

Se ancora non vi è bastato potete continuare a seguirci nella visita al tempio di Ranganathaswamy a Trichy ( Tiruchirappalli ) uno dei tempi dedicati a Vishnu più famosi del paese e per noi fino ad ora il più suggestivo.

Apre la via alle sette recinzioni che compongono tutta la cittadella un gopuran alto 84 metri ( forse il più alto dell’India, colorato di fresco da colori vivaci .

All’interno delle prime due recinzioni il complesso abitativo e quindi bancarelle, piccoli negozi e abitazioni mentre le cinque recinzioni sono dedicate al tempio che comprende strutture di varie epoche, dai Chola in avanti fino al XVI sec.

Per l’occasione ci siamo regalati la compagnia di una guida che parlava un po’ italiano così da riuscire a districarci nel complesso labirinto del mondo indù.

india - tamil nadu - trichy

Purtroppo non è che ci siamo riusciti molto, ma di questa giornata resta la gioia di aver scoperto nuove culture, nuovi modi di concepire il futuro, un passato diverso dal nostro ma altrettanto affascinante e, soprattutto, la bellezza e l’armonia di questi luoghi che ti avvicinano a Dio.

Perché Dio, qui, esiste.

9° giorno – da Tiruchirapalli o meglio Trichy a Madurai

Lasciateci alle spalle le eleganti risaie della zona di Chennai e Puducherry iniziamo ora a percorrere zone più urbanizzate e strade meno coinvolgenti ma di grande aiuto a percorrere velocemente i 140 km che separano Trichy da Madurai, la “città del nettare”.

Come ogni strada indiana comunque anche questa offre le sue distrazioni 😀: Interruzioni per lavori di ristrutturazione, piccoli ristoranti che sembrano quasi improvvisati ma dove si bevono caffè o te e si mangia benissimo, persone che attraversano la strada ( strade a quattro corsie ipertrafficate, non so se ci spieghiamo 😀), le regine incontrastate ( le vacche) che passeggiano rallentando il traffico e motorette che accostano per guardare la moto.

Insomma qui hai sempre il tuo bel da fare 😀.

Ma ecco a una cinquantina di chilometri da Madurai una deviazione che ci porta a visitare alcuni templi, deviazione che raccogliamo ben volentieri e che, finalmente, ci regala quella bella immersione nel territorio che tanto piace a noi come alla nostra ❌-Cape ( lei non lo dice ma noi lo sappiamo 😂😂).

All’altezza di Melur imbocchiamo la 72A dove ritroviamo risaie circondate da palme, villaggi che quasi galleggiano all’interno della laguna, fiumi che si incontrano dando vita a isolotti e ancora palme, uomini che pescano immersi completamente nell’acqua, altri chini in acqua a raccogliere riso e mandrie di bufale.

india - tamil nadu - da trichy a madurai

Guidiamo verso la foresta di Alagar Kovil con i suoi templi che appaiono e scompaiono tra la folta vegetazione.

In un attimo ci ritroviamo circondati dalle montagne e riappaiono le scimmie che, a quanto pare, preferiscono posti leggermente più freschi.

Una pausa tra la frescura dei monti e poi l’ultimo tratto che ci riporta al centro del caos di questa città chiamata Madurai.

Madurai

Narra la leggenda che Shiva avesse sparso sulla città gocce di nettare di miele dalle sue chiome dando origine al nome di Madurai: la città del nettare.

Oggi naturalmente l’approccio a questa città disordinata e caotica non è più così romantico, ma noi siamo qui per visitare l’antica città – tempio, centro di culto e pellegrinaggio di tutta l’India del sud.

Sappiamo già che l’entrata al grande complesso dedicato a Parvati, moglie di Shiva, e abbellita da 14 gopuram ( torri ) e’ consentita ma senza cellulari né macchine fotografiche e quindi decidiamo di prenotare una stanza in un infimo hotel che però possiede, dall’alto del terrazzo, una vista fantastica sulle torri.

Passeggiata spogliati di tutto ( non ci sembra nemmeno reale, (‘na faticaccia!!!) dentro le mura del tempio dove migliaia di devoti indù vocianti seguono i loro percorsi di preghiera e devozione. li seguiamo anche noi, sbagliando però fila ed infine cacciati 😂.

Per oggi ci fermiamo qui. Madurai sarà l’ultima delle grandi città tempio che visiteremo, ora si scende verso la costa sud e anche se incontreremo ancora tanti luoghi di preghiera non saranno più grandi e imponenti come quelli di questa settimana di viaggio.

Pronti a cambiare scenario? Noi si, Oceano Indiano, arriviamo 😀😀

india - tamil nadu - madurai

10° giorno – da Madurai a Rameswaram

Oggi abbiamo raggiunto il mare. Dopo 10 giorni tra grandi città, templi suggestivi, monumenti e tanta spiritualità siamo letteralmente planati sulle coste antistanti l’isola dello Sri Lanka.

Rameswaran sull’isola di Pamban collegata alla terra da un lungo ponte.

Palme che si piegano verso il mare e sabbia bianca molto fine sono solo alcune delle suggestioni di questo luogo che attraverso una striscia sottile di terra che sembra galleggi sull’acqua si protende verso lo Sri Lanka e verso Dhanushkodi, il paese distrutto da un tifone nel 1964 e oggi abbandonato.

Prima cosa da fare cercare un hotel per la notte. Ci piacerebbe pernottare in un hotel lungo la spiaggia ma sembra proprio che oggi sia tutto pieno così ripieghiamo in seconda fila poco distante però dal tempio di Ramanathaswamy, un luogo sacro e meta di pellegrinaggio dove però ( anche qui ) non è consentito fotografare e la spiaggia di Agni Tirrham, anche questa meta di pellegrinaggio perché il più famoso dei sessantaquattro luoghi dove l’acqua e’ santa ed immergersi in questi specchi d’acqua è l’equivalente di fare penitenza.

Come potete ben capire l’India e’ un paese con una cultura ed una società complesse, difficile da raccontare ma soprattutto spesso da comprendere.

Quello che affascina invece è l’assoluta libertà espressiva di questo popolo che si manifesta in tanti modi ma tutti spontanei.

Ognuno prega a modo suo, ognuno si esprime davanti ai suoi Dei in maniera differente, spinto dall’istinto o dalla creatività ed è questo che affascina maggiormente chi si avvicina a questa cultura.

Dhanushkodi distrutto da un tifone

Nel pomeriggio scendiamo verso Dhanushkodi il paese distrutto da un tifone nel 1964 e mai più ricostruito ma che si raggiunge attraverso un striscia di terra che sembra galleggiare sul mare per una ventina di chilometri.

Qui sembra che in antichità un ponte collegasse questa punta meridionale il Tamil Nadu allo Sri Lanka, o forse è solo la leggenda dell’esercito di scimmie creato da Rama. Ma in effetti qualcosa si vede. Quello che comunque affascina però e’ la selvaggia bellezza di questo luogo e delle sue spiagge piene oggi di turisti e locali festanti che passeggiano in acqua compiendo strani cerimoniali 😀.

india - tamil nadu - rameswaram

Qui incontriamo Adriano ed Alessia in viaggio da mesi per l’India, simpatici vicentini con i quali leghiamo subito regalandoci una bella cena e reciproca compagnia a cui si associa Unni, un giovane ingegnere indiano che vive in Basilicata.

Ci rivedremo sicuramente in Italia ma per il momento dobbiamo salutarci. Noi proseguiremo verso sud mentre loro saliranno verso Madurai.

Era comunque destino incontrarci e chissà… mai dire mai 😀

11° giorno – da Rameswaram a Tiruchendur

Bel villaggio Rameswaram sull’isola di Pamban, tutta abbracciato al suo grande tempio con un lato che guarda verso il mare.

C’è ne siamo resi conto questa mattina quando, uscendo di buon’ora dal nostro albergo convinti di trovare le strade vuote, siamo stati risucchiati da un turbinio di colori vivaci dei sari delle donne ma anche dei teli degli uomini, dal tintinnio delle cavigliere, dal vociare dei fedeli che intonano le preghiere, dal battere dei tamburi che accompagnano processioni e poi ancora le risate di chi si immerge negli spicchi di acque sacre felice di lavare i propri peccati.

Potremmo aggiungere tanto altro ma già questo basta a descrivere l’energia di questa nazione e di questa cittadina in particolare protesa verso il mare.

Siamo partiti dopo aver dato un’ultima occhiata alla punta di Dhanushkodi. Avevamo da percorrere 280 km ma non volevamo lasciare questo luogo così pieno di vita e di allegria.

Capita a volte durante un viaggio lungo come questo di dover percorrere strade noiose per raggiungere luoghi incantevoli, fa parte del pacchetto, ed oggi la 32 rd ci ha regalato per lunghi tratti una di queste strade.

Nulla da fotografare anche se il paesaggio è piacevole ma, purtroppo, monotono.

A complicare anche un enorme impianto eolico che porterà sicuramente benefici in termini di energia rinnovabile ma invade il territorio rendendolo anonimo e uguale a tanti altri.

Negli ultimi chilometri abbiamo tentato una digressione che per un attimo ci ha mostrato nuovamente l’India che amiamo per poi raggiungere sfiniti dalla fatica e dall’alto tasso di umidità di queste zone a Tiruchendur nuovamente sulle rive dell’Oceano Pacifico.

Abbiamo dimenticato di dirvi che queste zone praticamente vivono a pelo d’acqua.

Tantissimi fiumi le attraversano, stagni, canali e laghi artificiali contribuiscono a mandare sott’acqua vaste porzioni di territorio.

Tanti gli appezzamenti che coltivano riso ma anche saline ed enormi piantagioni di banane oltre alle immancabili palme da cocco che da sole regalano bellezza e poesia a questi luoghi.

A queste condizioni si aggiungono in questa zona anche inondazioni come quella che ha sommerso proprio Tiruchendur lo scorso dicembre senza dimenticare lo tsunami del 2004 che raggiunse anche queste coste che, narrano gli abitanti del luogo, vennero salvate da Murugan, il Dio indù della guerra al quale è dedicato il tempio che sorge antistante la spiaggia di Tiruchendur e che noi abbiamo visitato a fine giornata con tanto di processione e di elefante che con la sua lunga e possente proboscide benedice i fedeli.

india - tamil nadu - tiruchendur

E’ un’India vera quella che incontriamo questi giorni, ancorata fortemente alle sue tradizioni, difficile ma anche tanto affascinante.

12° giorno – da Tiruchendur a Kanyakumari (Cape Comorin)

Sapete che esiste un posto in India dove il Mare Arabico, l’Oceano indiano e il Golfo del Bengala si incontrano?

Romantico eh!!! 😇

Noi sì, e ci siamo stati, anzi siamo ancora qui in un hotel la cui finestra guarda proprio verso il mare, carezzati da questa brezza carica di umidità ma sempre migliore dell’afa che abbiamo patito oggi per giungere fin qui.

Il paese dove questi elementi, così affascinanti ma anche così temibili, si incontrano si chiama Kanyakumari , in inglese Cape Comorin ed è il punto più a sud dell’India.

L’abbiamo raggiunta in mattinata dopo 90 chilometri di strada di costa che nei primi 50 ci ha guidato alla scoperta di villaggi di pescatori con le loro barche tutte disegnate di fiori e simboli tratti dall’induismo e le sue bellissime case dai colori vivaci e poi ancora piantagioni di noci di cocco, banane e suggestive lagune mentre gli ultimi quaranta km ci ha fatto attraversare un enorme impianto eolico dove al posto di alberi e palme c’erano queste enormi turbine e null’altro tranne erba secca, strade malandate e un’umidità che se non raggiungeva il 99% allora arrivava sicuramente almeno al 95%.

Peccato, pare proprio che dove sorgono questi impianti il territorio si impoverisca, per quello che ci riguarda speriamo vivamente che presto si possano trovare altri rimedi, non così invasivi e che il territorio torni a respirare 😀.

Kanyakumari

Kanyakumari e’ una ridente località turistica frequentata da turisti indiani e da qualche straniero ( oggi ad esempio c’era un nutrito gruppo di nepalesi sorridenti e chiassosi ).

india - tamil nadu - kanyakumari

Il nome della città deriva da quello della sua protettrice la dea Kanyakumari Kumari alla quale viene dedicato il tempio prospiciente ad una spiaggia dove le acque vengono considerate sacre, meta di migliaia di pellegrini che qui vengono per purificarsi e godere delle albe e dei tramonti che sono meravigliosi.

Altra meraviglia e’ l’enorme statua di Thiruvallur posta su un isoletta a 300 metri dalla riva e raggiungibile con un traghetto. Traghetto? 😂

Eretta in onore del poeta tamil Thiruvalluvar raggiunge un’altezza di 40 metri ed è veramente impressionante da vedere.

Fu realizzata tra il 1990 e il 2000 e collocata di fianco ad un santuario che si può visitare prendendo il traghetto che per tutta la giornata collega le due isolette alla terraferma.

Qui anche un monumento dedicato al Mahatma Gandhi e una bellissima chiesa cattolico – romana con una croce collocata sulla sommità della torre centrale in oro puro.

Insomma qui ne abbiamo per tutti i gusti senza dimenticare i mercati molto frequentati, i tanti ristoranti rigorosamente vegetariani e anche i chioschi dove potrete gustare frutta e frullati di frutta e latte.

Che ne dite? Restiamo qui?

Purtroppo no, domani inizia la salita verso il Kerala, animali esotici e piantagioni di te ci attendono.

Ci lasceremo alle spalle il Tamil Nadu, con i suoi meravigliosi templi, la sua storia millenaria, la sua forte spiritualità.

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Informazioni per il viaggio

Informazioni per il viaggio Luogo di partenza: Bangalore - Luogo di arrivo: Kanyakumari - Continente: India - Paese attraversato:India

Dettagli percorso

Dettagli percorso Luoghi e punti di interesse: Chennai, Gingee, Pondycherry, Trichy, Madurai,Rameswaram, Tiruchendur, Cape Comorin

Note particolari

Note particolari Strade asfaltate principali e secondarie - Difficoltà: nessuna

Km Percorsi

1493.70

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