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El Jadida e il fascino delle ex colonie portoghesi

Questa tappa è sponsorizzata da

L'oceano Atlantico come sfondo verso l'immenso e lungo la strada la storia di una terra conquistata dai portoghesi che qui lasciano segni inconfondibili e suggestivi del loro passaggio.

Si guida lungo la costa

Risalire la costa marocchina è come immergersi, dopo un lungo tuffo, nelle acque dell’oceano. La grandiosità degli spazi che si aprono di fronte a noi mentre da Essaouira risaliamo verso El jadida e poi la costa verso Tangeri lasciano spazio a sensazioni nuove e a paesaggi diversi da quelli, calmi e morbidi, ai quali il nostro Mediterraneo ci ha abituati.

L’oceano Atlantico

Diversi sono i colori del mare che raggiungono un azzurro così intenso da apparire cupo e minaccioso; diverse sono le onde, più alte e così vorticose da diventare una vera e propria pacchia per gli amici surfisti che qui hanno trovato il proprio paradiso in luoghi unici e magici dove cavalcare le onde.

In solitaria lungo la costa

Accarezzati dal Tharros, il vento fresco che arriva dal mare, dopo un’ultima occhiata alle bellissime dune che si affacciano lungo la spiaggia di Tagharte siamo pronti ad affrontare la regionale 301.

Dopo le magiche suggestioni del deserto del Sahara e le incursioni lungo i passi dell’Atlante, la costa marocchina rimane meno impegnativa e a volte anche un pochino noiosa. Lunghissimi tratti di spiagge deserte scorrono parallele alla strada trasformando il viaggio in una nuova traversata solitaria dove l’orizzonte sembra lì a un passo senza poter mai essere raggiunto.

Possiamo incontrare piccole calette che invitano ad una sosta o lunghi fiumi che gettano le proprie acque nel mare regalando spettacolari paesaggi. I colori sono gli stessi del deserto ma qui l’azzurro dell’Atlantico ha il sopravvento su tutto.

Verso il faro di El Beddouza

Facciamo la conoscenza di Souira Kedima con il suo lungomare ricco di alberghi e ristoranti. Siamo ancora in bassa stagione e questo ci consente di godere del panorama senza la calca che presto riempirà le sue strade. Il suo bastione difensivo si alza, circondato da piccoli ristoranti e negozi di souvenir che aspettano visitatori smaniosi di accontentare frotte di amici e parenti con un cadeau.
Da Souira Kedima si guida sino a Safi, antico insediamento portoghese che ancora oggi sfoggia la sua imponente cinta muraria. Dall’alto fa bella mostra di sé il porto costruito dentro una insenatura protetta così da essere considerato, al tempo delle conquiste portoghesi, uno dei più sicuri di tutta la costa.

Falesie frastagliate e poi l’oceano ci accompagnano lungo la strada che ci porterà allo spettacolare faro di El Beddouza.

El Beddouza

Da quassù oltre alla fresca brezza marina è una vista stupenda quella che ci accoglie a patto che si arrivi dopo le ore mezzogiorno, quando cioè la condensa che si forma nello scontro – incontro tra le correnti calde del clima desertico e la brezza fresca che arriva dal mare formando una specie di nebbiolina che tutto avvolge, cala e si dissolve.

Il piccolo borgo affacciato sul mare si presenta in questo periodo deserto e povero di servizi. Fortunatamente troviamo un locale frequentato dai pochi abitanti del posto che si offre di cucinare per noi il piatto del giorno: tajine di pollo. Buonissime, gustose, indimenticabili. Otto euro in due, cosa vuoi di più dalla vita? Noi nulla di più, circondati come siamo da questo panorama.

Il viaggio prosegue verso El Jadida. La moto segue l’arteria che si allunga come una linea retta circondata, quasi racchiusa, in una bolla dai colori chiari e abbaglianti. Alte dune di sabbia chiara si stagliano all’orizzonte impedendo la vista del mare fino alle porte dell’antico insediamento.

El Jadida

L’antica città portoghese, nota in passato come Mazagan, venne considerata sito strategico sia per gli scambi commerciali che per la difesa della costa sino al 1769, anno in cui venne conquistata dagli arabi.

Oggi, dopo anni di abbandono, il suo centro storico, caratterizzato da una struttura urbanistica e un’architettura decisamente diverse da quella araba, è stato salvato in extremis dall’abbandono totale nel quale versava dalla lungimiranza dell’ Unesco che nel 2004 ha dichiarato la città fortificata di Mazagan patrimonio dell’umanità.

Il forte portoghese

Purtroppo, passeggiando tra le viuzze abbandonate si comprende come si sia ancora molto lontani da un recupero pieno di questo sito che, fortunatamente, non ha perso nulla delle sue antiche suggestioni.

Questo luogo, dalle abitazioni dai caratteristici tratti dell’architettura portoghese, respira e trasmette emozioni che rimandano alla nostra storia, alla vecchia cara Europa che qui, avvolta tra le antiche mura, rivive rendendoci partecipi e protagonisti di una storia che centinaia di anni fa ci ha coinvolti e ha lasciato segni del suo passaggio.

Un piccolo spazio dove possiamo cogliere anche brandelli del nostro passato prima di uscire per immergerci nuovamente nella medina e nei bazar della città con le loro caotiche e tipiche abitudini.

Cena a base di pesce fresco in uno dei piccoli locali della medina e poi passeggiata tra le vie del centro sino all’albergo che, per motivi logistici e di sistemazione della moto abbiamo preferito prenotare lontano dal centro, nella zona moderna.

Si salta Casablanca e Rabat

In mattinata si riparte, la strada è ancora lunga anche se abbiamo deciso di superare la capitale Casablanca e la città imperiale Rabat e proseguire più spediti verso Tangeri.

Sarebbe complicato con la moto immergersi nel caos incredibile delle arterie di queste metropoli arabe ( e forse anche una perdita di tempo). Probabilmente Rabat meriterebbe una sosta ma il tempo stringe; un traghetto ci attende a Tangeri.

 

 

Autostrada per Tangeri

Imbocchiamo dunque la A1 autostrada nuovissima e super confortevole sino a Moulay Bousselham, un bellissimo centro turistico a pochi chilometri da Tangeri che offre una vista mozzafiato su un piccolo golfo. Là in basso il porto di pescatori che, tirate la imbarcazioni a riva, offrono il prodotto del pescato ai turisti per pranzi o cene dal sapore unico. Il paesaggio è molto bello e la zona è ricca di camping e hotel per tutti i gusti.

Ancora una sorpresa ci attende lungo la strada: Larache, città che attraversiamo estasiati e sorpresi dalla bellezza del luogo e dalla poesia che la disposizione delle abitazioni intorno a piccole piazze e i colori tenui che vanno dall’azzurro al rosa delle case sanno offrire.

Larache una cittadina stupenda

A pochi chilometri possiamo ammirare i resti di un antico porto punico e poi romano mentre la città venne fondata dagli arabi nel Medio Evo per poi passare agli spagnoli. Il mix di culture che ha attraversato il tempo e la storia di Larache le regala oggi quel fascino arabo – andaluso di cui si ha piena consapevolezza attraversando Plaza de Espana, vivace e allegra, piena di locali, oppure la sua particolare Medina. Verrebbe voglia di fermarsi qui anche se buona parte della città è in fase di restauro e quindi piena di cantieri aperti. La fortezza, le mura spagnole,la casbah araba, tutto invita ad una sosta, ma Tangeri ci aspetta a 86 chilometri da qui e ci accoglie alla fine di questa giornata di viaggio lungo la costa atlantica.

Tanger città del vento e di cultura

Arrivare a Tangeri è come spingere la testa fuori dall’acqua.

Tanger in arabo e in francese, pronunciato addolcendo la g trasformata quasi in esse e allungando la e, un nome dolce, evocativo, pregno di avventure e mistero.

Eppure Tangeri è una città dura, dal fascino corrosivo, si allunga a dismisura sulle colline circostanti dove, costruiti quasi senza criterio: palazzoni enormi circondati da strade polverose e fangose prive di servizi salutano il viaggiatore che giunge dal sud del paese. Fortunatamente, scendendo verso il mare e avvicinandosi al vecchio porto, ecco l’antica Medina attraversata dall’odore tipico del pesce appena pescato e dalla salsedine.

Tangeri splendida e suggestiva

L’intreccio dei vicoli dei suq e delle casbah – gli uni allacciati agli altri – ti accompagnano in cima alla collina che sovrasta il mare dove, più tranquilla e dall’aria continentale, si allunga la zona moderna, quella delle banche e dei grandi centri commerciali.

Tangeri vanta antenati nobili e antichi, fenicia, cartaginese, romana e poi ancora vandala, bizantina, araba, portoghese, spagnola e anche britannica. Come lo stretto che protegge da un lato della costa anche la città sembra trovarsi in bilico tra due mondi. Suggestiva, irreale, magnifica.

Troviamo alloggio in un alberghetto vicino al vecchio porto e alla medina. Non è una zona bellissima ma noi siamo stregati dall’atmosfera di questo luogo e vogliamo respirarne l’aria ed ascoltare il battito del suo cuore. La moto, per gentile concessione dei proprietari dell’hotel, viene custodita nell’atrio,. Fuori non potrebbe rimanere. Intorno a noi fervono le piccoli e grandi, attività, legali e illegali, tipiche di tutti i grandi porti del mondo. A tratti sembra di essere spettatori delle riprese di un film, ma attenzione, preparatevi ad essere presi di mira da pseudo guide o persone che cercheranno di aiutarvi in tutti i modi, allontanate tutti e godetevi appieno questa città.

Oramai usciti dalle splendide visioni del deserto marocchino e del suo entroterra siamo pronti a rientrare nel nostro mondo.

Rimane un ultimo tratto, quello che domani ci porterà verso le colonne d’Ercole, là dove il mondo finiva e si apriva l’ignoto.

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Informazioni per il viaggio

Ci allunghiamo lungo la costa godendoci il fascino delle ex colonie portoghesi che incontriamo lungo la costa come la suggestiva Al Jadida che nonostante lo stato di degrado in cui versa mantiene intatto il suo antico fascino. Si guida verso tangeri

Dettagli percorso

Bellissima strada di costa, ben tenuta e veloce. Diversi spunti per delle fermate lungo la strada, Tangeri ci attende.

Note particolari

Al Jadida merita una sosta prolungata, diversi gli hotel in zona.

Km Percorsi

777

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