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Da Cesenatico a Castiglion dei Pepoli – prima tappa del Coast to Coast

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mappa Italia emilia_toscana

Prima giornata di viaggio. L'azzurro e la calma dell'Adriatico, i primi borgi in pianura e poi gli Appennini con le sue strade divertenti e adrenaliniche. Si entra nel cuore del nostro territorio.

Porto di Ceenatico, un pò di storia

Trabacoli, bragozzi, battane, lance e paranze, sono tante le tipologie delle imbarcazioni che fanno grande il Museo galleggiante della marineria di Cesenatico, specie quando le variegate vele dei pescatori vengono issate stagliandosi, coi loro colori su cui risaltano gli stemmi delle famiglie storiche della marineria, verso il cielo.

romagna - cesenatico

Del resto è attorno a questo porto, che può definirsi leonardesco per apparire in due disegni di Leonardo da Vinci che fu da queste parti agli inizi del ‘500 seguendo l’ambizione di Cesare Borgia, che questa comunità di pescatori prese corpo, da quando cioè nei primi anni del XIV secolo dalla vicina città di Cesena venne la spinta per avere un accesso al mare e con esso favorire i commerci che nel tempo si estesero fino al Mediterraneo.

lungo la via Emilia verso Cesena

Ed è proprio verso Cesena, che divenne grande con Domenico Novello Malatesta, che prosegue il nostro viaggio.

Una città che di quel periodo fortunato mantiene gioielli immensi come la biblioteca che, fondata a metà del ‘400, appare ancor oggi al visitatore, coi suoi banchi ed i codici ad essi incatenati, come immutata nel tempo.

Dall’alto del colle Garampo la domina la Rocca Malatestiana, una delle più imponenti dell’Emilia Romagna, ed è dalla piazza sottostante, la Piazza del Popolo, che lasciamo la città e il beneaugurante centauro, anzi la statua del “Grande Centauro” che con la sua eleganza da qualche anno rappresenta uno dei luoghi simbolo della città.

romagna_cesena

Bertinoro, nel cuore della Romagna

A poco più di una decina di km ecco un altro luogo imperdibile, quella città di Bertinoro che dall’alto della rupe domina il piano.

Vi giungiamo seguendo la SP65 che preferiamo alla SS9, la via Emilia che da Rimini giunge fino a Piacenza su cui sono nate e divenute grandi tutte le più importanti città della regione.

Bertinoro è la Città dell’Ospitalità, per la leggenda che lega la storica Colonna degli Anelli di piazza della Libertà a una delle caratteristiche per cui le genti romagnole sono universalmente conosciute. Davanti alla colonna la piazza, anzi il balcone da cui l’occhio può sorvolare la pianura e stendersi fino al mare.

Una rapida discesa fino a Forlimpopoli per ammirare la sua rocca che si erge al centro del paesone e poi via verso Meldola lungo le provinciali secondarie.

Meldola e la Romagna più bella

romagna_meldola

Anche Meldola ha il suo castello, e che castello, così strategicamente importante su una delle vie storiche di collegamento con la Toscana da essere conteso da tutti i signori e condottieri che si sono avvicendati da protagonisti nella storia di questa parte di Romagna.

E’ lungo la SP126 che curva dopo curva raggiungiamo Rocca delle Caminate che già da lontano ci appare col suo faro, costruito per spandere un fascio di civiltà ogni volta che il duce faceva rientro da Roma nei suoi luoghi natii.

Attraversando Predappio di quella storia rimangono importanti tracce specie in alcuni edifici pubblici realizzati in quel periodo in puro stile razionalista.

romagna_predappio

E’ fiancheggiando l’ex Casa del Fascio, che mantiene nonostante gli acciacchi del tempo e della storia il suo originale fascino, che imboccata la SP47 siamo ben presto ai piedi della Predappio Alta, anch’essa col suo castello, per poi proseguire tra curve e tornanti fino a Rocca San Casciano che da sempre ha controllato forse la più importante tra le vie di comunicazione che collegano la Romagna alla Toscana.

La bellezza della Romagna Toscana

Imboccando in fondo alla discesa la SS67, che ci porterà seguendo le anse della Valle del Montone su su fino al confine tra le due regioni segnato dal Passo del Muraglione, entriamo in quella che è definita la Romagna toscana, quella parte di territorio cioè che pur essendo nelle genti, nella lingua e nei costumi romagnolo dalla fine del ‘300 entrò sotto l’orbita fiorentina per acquisizione.

Almeno fino al 1923, quando per decreto del Capo del Governo con un sol colpo ben 11 comuni fino ad allora toscani tornarono ad essere da un giorno all’altro romagnoli, Verghereto compreso, e con esso il territorio del monte Fumaiolo dove nasce il Tevere, il fiume sacro ai destini di Roma.

La statale 67 e poi via verso il passo della Peschiera

Ma Romagna o Toscana che sia la SS67 è la strada dei motociclisti, per le ampie soddisfazioni che dà con le sue curve via via sempre più impegnative fino a trasformarsi, quando la sommità del passo s’avvicina, in veri e propri tornanti da ginocchio a terra.

Ma non pensiate che siano chilometri solo da guidare perché sia Portico di Romagna, col suo Ponte della Maestà, sia la minuscola Bocconi, con le cascate della Bruscia, sono luoghi che è veramente un peccato perdere così come è un peccato non fermarsi a San Benedetto in Alpe per una tagliatella magari, se è stagione, coi funghi.

Certo un simile pit stop significherebbe rinunciare al panino con la finocchiona nel Bar di Giovanni sul Muraglione che ci aspetterebbe qualche km più avanti, ma sicuramente potremo abbandonare la SS67 e le sue curve per il fascino della più romantica SP55 che ci porterà verso il Passo della Peschiera e, proseguendo, fino a Marradi, la città delle castagne.

San Benedetto in Alpe e le cascate dell’Acquacheta

Lasciando San Benedetto abbandoniamo anche la possibilità – ma lo diciamo subito: sarebbe occorsa una bella scarpinata di qualche ora – per ammirare le cascate dell’Acquacheta che impressionarono così tanto Dante per la loro bellezza da indurlo renderle immortali nella sua Commedia.

Da Marradi sono le curve della “Faentina”, o “Brisighellese”, la via storica che collegava Faenza a Firenze, che, passato il Passo della Colla di Casaglia, ci accompagnano nella discesa in Toscana.

La Toscana e il circuito del Mugello

Borgo San Lorenzo in cui atterriamo è solo una tappa per i rifornimenti di benzina e zuccheri prima di presentarci davanti ai cancelli di uno dei Templi della Velocità che abbiamo in Italia, il Circuito del Mugello teatro di alcune delle più belle pagine del motociclismo sportivo.

Il Castello del Trebbio di Scarperia, con la sua bellezza turrita, ci riporta ad un fascino diverso da quello del rombo delle moto che si spande a valle, ed è sfiorandolo che, superati Sant’Agata e Galliano, puntiamo dritti verso un altro dei luoghi del mito per tutti gli amanti delle due ruote (eh sì, perché qualcosa dobbiamo pur dividere con gli amici ciclisti no?). E’ il Passo della Futa, da cui il circuito non dista più di una ventina di km.

In cima al passo, a poco più di 900 metri d’altezza, due targhe bronzee ricordano le imprese di Biondetti sulle quattro ruote ma anche di Gastone Nencini, il ciclista campione originario proprio di questi luoghi. Il Passo della Raticosa non sarebbe poi così distante ma, per quanto allettante, sicuramente fuorviante dalla nostra destinazione. 

passo della futa

Ancora una manciata di chilometri e la giornata può trovare il suo epilogo nel piccolo borgo di Castiglion dei Popoli dove ci fermeremo per la notte.

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Informazioni per il viaggio

Luogo di partenza: Cesenatico - Luogo di Arrivo: Castiglione dei Pepoli - Continente: Europa - Paesi attraversati: Italia

Dettagli percorso

Luoghi e punti principali: Cesenatico, Cesena, Predappio, Portico di Romagna, San Benedetto in Alpe, Scarperia, Castiglione dei Pepoli

Note particolari

Strade procinciali secondari ma in ottimo stato. Attenzione a non esagerare con la guida entusiastica. - Difficoltà: facile - Adatto a tutti

Km Percorsi

231.72

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