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Da Brisighella a Firenze – Il cammino di Dante

Questa tappa è sponsorizzata da

mappa emilia toscana

Gli antichi borghi, i passi appenninici, le foreste, entriamo nel cuore degli appennini per svalicare in Toscana. la magia dei luoghi si unisce alla passione per la moto

Brisighella

Conduce il lioncel dal nido bianco, che muta parte da la state al verno

La torre dell’orologio spicca in alto sulla rupe mentre carichiamo la moto in attesa di ripartire. Le dolci valli del Parco regionale della vena del gesso si riempiono lentamente di luce man a mano che il sole si alza. Lasciamo dunque questo borgo magico che Dante ricorda attraverso il suo Signore, quel Maghinardo Pagani da Susinana (il “lioncel dal nido bianco”) che, seppur a proprio fianco nella Battaglia di Campaldino contro gli aretini, Dante giudica con fermezza per la sua spregiudicatezza a seconda della convenienza politica del momento pur di mantenere il potere.

Ma per noi Brisighella e il suo territorio restano un luogo magnifico, che si presta con fascino e suggestioni ad essere attraversato in sella ad una moto.

Si guida lungo le terre di Romagna

SP56 e 57, strade ricche di curve e di spunti paesaggistici, accompagnano la nostra uscita da Brisighella verso Firenze.

Dante attraversò questi luoghi? molto probabilmente si, anzi alcuni tratti sono descritti o riportati nelle sue opere, e sappiamo per certo che, tra queste valli, soggiornò Beatrice, il suo grande amore, o meglio sicuramente la sua nobile famiglia, i Portinari che a Portico di Romagna possedevano un palazzo che ancora porta quel nome.

Modigliana

La prima sosta della giornata è Modigliana un piccolo ma magnifico borgo nel cuore della valle del Tramazzo con la sua rocca, appartenuta ai conti Guidi che domina la cittadina dall’alto di una rupe e la magnifica Tribuna, una porta semicircolare che segna l’entrata al castello.

modigliana

Modigliana è molto frequentata dai motociclisti, che tra queste valli amano scorazzare insieme ai loro bolidi, e non è raro trovarli seduti nei bar del borgo per una sosta.

Imbocchiamo la SP21 con le sue curve che segnano le colline direzione Dovadola seguendo le tracce della famiglia dei Conti Guidi, una delle casate più importanti dell’Italia centrale nel periodo medievale. Furono loro che a più riprese ospitarono Dante nelle loro rocche e nei loro castelli che oggi tracciano il percorso che il poeta ramingo percorse negli ultimi venti anni della sua vita.

Da Dovadola a Portico di Romagna

Dovadola mostra oggi orgogliosa la suggestiva rocca che si alza sul borgo circondato dalla natura rigogliosa della valle del Montone. Di origini molto antiche il borgo testimonia il passaggio dei Galli prima e dei romani poi, ma la cosa per noi più suggestiva è il rombo quasi costante delle motociclette che attraversano queste strade rompendo la monotonia e la quiete di queste giornate estive.

meldola

Si rientra allegramente sui tracciati che disegnano la valle del Montone, la veloce SS67 ci guida verso Rocca San Casciano immobile sotto il sole e poi via, con una guida frizzante, verso la casa dell’amata Beatrice in quel di Portico di Romagna dove la famiglia della donna più famosa del medioevo – i Portinari – possedeva un palazzo.

La guida è veloce ma non impegnativa, quasi a misura di moto. Le curve si susseguono a ritmo a tratti incalzante per un itinerario molto divertente.

In questo viaggio a Portico una sosta è d’obbligo: il borgo festeggia come tutti quelli della zona l’anniversario della morte del sommo poeta con una serie di eventi e si presenta ai curiosi e ai turisti con una serie di luoghi da visitare come il piccolo e antico borgo ancora oggi di fattura medievale, la casa di Beatrice e il bellissimo ponte della Maestà a dorso d’asino che attraversa il Montone.

Verso la cascata dell’Acquacheta

…che si chiama Acquacheta …rimbomba la sovra San Benedetto de l’Alpe per cadere ad una scesa ove dovea per mille esser recetto

SS67 attraversiamo Bocconi, piccola cittadina che si allunga sulla strada che porta al passo del Muraglione e guidando tra curve e tornanti raggiungiamo San Benedetto in Alpe e la sua splendida cascata dell’Acquacheta paragonata da Dante a quella del fiume infernale Flagetonte in un passo della sua “Commedia” e ancora oggi pronta a stupire per la sua selvaggia bellezza.

San Benedetto in Alpe e la sua magnifica cascata meriterebbero un articolo a parte. La bellezza di questi luoghi selvaggi e incontaminati che si perdono nel cuore degli appennini chiederebbe una sosta almeno di una giornata così da percorrere con tranquillità i 15 chilometri di bosco attraverso uno stretto sentiero che dal paese giunge alla cascata dell’Acquacheta. Siamo immersi e circondati dalle foreste casentinesi e la suggestiva bellezza degli alti faggi che qui diventano foreste si esalta alla vista dei 70 metri di altezza dai quali il fiume Montone si getta attraverso le cascate “così – le ricorda Dante – giù d’una ripa discoscesa, trovammo risonar quell’acqua tinta, sì che ‘n poc’ora avria l’orecchia offesa”. 

cascata dell'acquacheta

Da San Benedetto in Alpe al passo del Muraglione

Il borgo è piccolo ma molto frequentato dagli amanti del trekking così come dai motociclisti che da qui si gettano a capofitto tra le curve e i tornanti del Passo. E’ facile trovare gli alloggi per la notte o osterie

dove poter gustare i piatti tipici della zona e concedersi una bella camminata verso questa meraviglia che, durante il suo soggiorno qui presso l’abbazia benedettina, colpì così tanto il poeta.

E’ ora di ripartire. Davanti a noi il mitico Passo del Muraglione che ci attende con le sue curve adrenaliniche, le sue sfide e le splendide visioni dei paesaggi appenninici che si allargano tra Romagna e Toscana.

Un pò di storia

Dante passò di qui? Probabilmente sì anche se noi oggi lo attraversiamo percorrendo la divertente SS67 mentre lui lo percorse attraversando mulattiere e stretti sentieri. All’epoca di Dante infatti era preferibile percorrere i lenti sentieri dei crinali appenninici piuttosto che le strade di pianura spesso infestate dai briganti e quindi più pericolose.

passo del muraglione

Il passo segna il confine tra la Romagna e la Toscana e un luogo cult, un punto d’incontro tra motociclisti che salgono numerosi dai due versanti per concedersi una pausa all’ombra del muro fatto costruire dal granduca Leopoldo II nel 1836 insieme alla strada che saliva verso la Colla dei Pratiglioni, ad una casa cantoniera e ad un albergo per riparare i viandanti dal forte vento che quassù soffia indomito.

Dal passo a Firenze

E’ un percorso quello del passo che appassiona tutti i riders anche se purtroppo può indurre a comportamenti non consoni. Meglio andare cauti e godere della bellezza di questi luoghi che ci condurranno dopo una spettacolare discesa a San Godenzo un piccolo borgo incastonato come una pietra negli Appennini che ricorda il passaggio di Dante esule e desideroso di rivincita e la bella basilica di San Gaudenzio risalente al 1070.

Si torna a guidare in pianura direzione Firenze. Ancora una serie divertente di curve e tornanti lungo la SS67 fino a raggiungere Pontassieve e poi, imbottigliati nel traffico, procedere lenti verso la culla natia del nostro poeta.

Firenze

Firenze

Godi, Fiorenza, poi che se’ sí grande, che per mare e per terra batti l’ali, e per lo ‘nferno tuo nome si spande!

Firenze è magia, allegria, colori, bellezza, emozioni e tanto altro ancora. Non esiste una città che per raffinatezza e spensierata leggerezza possa uguagliarla. Passeggiando lungo le vie del centro sentiamo l’emozionante vicinanza al nostro passato, alla nostra storia e soprattutto vicinanza a quella bellezza che solo l’arte sublime dei nostri magnifici uomini d’arte e di cultura riuscirono a trasmettere al mondo.

Non ci resta dunque altro da fare che raggiungere il nostro hotel, sistemare la moto, cambiarsi d’abito e immergerci completamente nella vita di questa città unica e meravigliosa.

firenze

Firenze e Dante

Fiorenza dentro da la cerchia antica, ond’ella toglie ancora e terza e nona, si stava in pace, sobria e pudica

Qui nacque Dante, tra il 21 maggio e il 21 giugno del lontano 1265. Nel cuore della città, in un quartiere a ridosso del Duomo, anzi del Battistero di San Giovanni dove fu battezzato, che ancora oggi mantiene la sua struttura medievale, Dante crebbe respirando le novità e i cambiamenti che Firenze, prima degli altri comuni italiani viveva e trasmetteva al mondo. Diversi i riferimenti attribuiti al poeta (dal Sasso di Dante alla chiesa di Santa Margherita dei Cerchi dove incontrò la sua Beatrice, alla Casa a lui attribuita, al museo, sino a santa Croce dove, seppur risalente alla seconda metà dell’800, svetta la statua del poeta) e niente di più affascinante che passeggiare alla loro ricerca e godere di tutte le bellezze che fanno di Firenze una delle città simbolo dell’arte e della cultura italiana nel mondo in attesa, domani, di riprendere il cammino che, purtroppo per lui, accompagnerà il nostro poeta verso l’esilio.

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Informazioni per il viaggio

Antichi borghi, rocche e castelli e poi Firenze città natale di Dante. Guidiamo lungo i crinali appenninici a ritroso nel storia e sulle tracce del Sommo Poeta

Dettagli percorso

Strade di crinale, passi molto popolari tra i motociclisti della zona e non, curve e tornanti per un tracciato in asfalto accessibile a tutti e molto divertente.

Note particolari

Firenze è una tappa da raggiungere ma non è la sola, diversi sono i borghi da visitare per uno degli itinerari più belli dell'appennino tosco-romagnolo

Km Percorsi

122.60

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