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Alla scoperta degli etruschi 2° giorno

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Tuscania è la città dei sarcofagi etruschi. Proprio qui ne sono stati rinvenuti tantissimi, e Tuscania è una città sia veramente meravigliosa, ricca di storia e di testimonianze.

 

Tuscania borgo dal fascino magnetico

Tuscania è la città dei sarcofagi etruschi.
Proprio qui ne sono stati rinvenuti tantissimi, e Tuscania è una città veramente meravigliosa, ricca di storia e di testimonianze.
Tante sono le cose da vedere: la chiesa romanica di Santa Maria Maggiore, un vero e proprio gioiello della storia dell’alto Medio Evo, nominata per la prima volta nell’852 e quasi nascosta in una curva alle pendici del monte Pietro.
Spettacolare e suggestiva in sommità si erge la chiesa di San Pietro, sorta molto probabilmente sui resti dell’antica acropoli etrusca, che oggi splende e controlla la valle sottostante. E’ da lassù che lo sguardo può abbracciare in un sol colpo il borgo che, proprio come Roma, sorge su sette promontori di roccia tufacea.
Tuscania è l’antica città dei Tusci ( così i romani chiamavano gli etruschi), un patrimonio straordinario che risale al 2° millennio avanti Cristo. Ecco perché quando, seguendo le sporadiche indicazioni e affidandoci a Google maps, giungiamo in una delle necropoli che circondano la città restiamo esterrefatti. E’ la Necropoli delle Scalette e il luogo è deserto.
Solo un abitante della zona sembra prendersi cura in maniera spontanea delle tombe che appaiono quasi risucchiate dalla vegetazione. Eppure nel nostro paese accade di raggiungere luoghi antichissimi e trovarli fermi e isolati dal tempo. Forse anche questo contribuisce al fascino di un paese che raccoglie troppe testimonianze storiche ma l’impatto è quasi avvilente.

Tuscania e la civiltà etrusca

A Tuscania sono stati ritrovati alcuni tra i sarcofagi più belli di questo misterioso popolo, alcuni dei quali visionabili nel museo archeologico nazionale di Tuscania, altre a Firenze. Esistono qui altri cinque siti da non mancare tra i quali quello della Madonna dell’Olivo che ospita la bellissima tomba della Regina.
Vi giungiamo, ma, ahinoi oggi il sito è chiuso (misteri d’Italia ), per gli altri informatevi in paese se esiste la possibilità di farsi guidare dalle guide del luogo (http://www.etruschi.name/tuscania/necropoli_Pian_Mola_it.html)

In moto nel cuore del Lazio

E’ ormai tardi e dopo aver visitato gli ultimi luoghi affascinanti rientriamo sulla SP12 diretti verso un’ultima meta molto suggestiva che Tuscania regala agli amanti della natura.
E’ un’estesa sughereta che si apre nei pressi della città, 40 ettari di area protetta dove le bellissime querce da sughero formano una foresta intrigata e meravigliosa di forte interesse naturalistico ma anche turistico.
Strada senza infamia e senza lode la SP12 ci porterà a Capodimonte e allo splendido lago di Bolsena, nato dallo sprofondamento di alcuni vulcani proprio come avvenuto per il lago di Bracciano.
La magica presenza del popolo etrusco qui è quasi palpabile, ed infatti proprio nei pressi di Capodimonte, sorgeva la Vesentum etrusca. Proprio qui ogni anno i Lucumoni, i sacerdoti etruschi, si riunivano a Volsinii. Era l’odierna Bolsena dunque la capitale religiosa e morale del mondo etrusco dove affrontare e discutere l’argomento a loro più caro: il divino e la religione.

 

La suggestiva campagna laziale

Immersi nuovamente nelle campagne laziali della provincia di Viterbo non possiamo che godere della bellezza di questi luoghi dove colline tinte di verde formano onde leggere che attraversiamo con una guida piacevole e mai noiosa.
Attraversiamo così Ischia di Castro lungo la provinciale 47. Anche lei è un’antica città etrusca, adagiata su alti costoni di Tufo, ma ecco, solo un poco più avanti il magnifico spettacolo di Vulci, dove siamo diretti – nel cuore del mondo etrusco.

L’antica e misteriosa città di Vulci

Lambita dal fiume Flora Vulci fu una delle più grandi ed importanti città – stato giunte sino a noi. La sua vocazione marinara e commerciale la portò ad avere relazioni importanti con le civiltà più evolute del suo tempo ed è così che gli scavi hanno riportato alla luce reperti meravigliosi e importanti che aiutano oggi a ricostruire in parte la vita, gli usi e i costumi di questo popolo.
Anche qui come a Cerveteri e Tarquinia, migliaia di tombe giacciono nel sottosuolo che si estende sino ai paesi limitrofi come Cavalupo, Ponterotto, Polledrara e altri.
Oggi Vulci è un immenso e interessantissimo parco archeologico che comprende diverse tombe ed un mitreo. Al di fuori non mancate di visitare il suggestivo ponte del diavolo costruito nel III sec. a.C. e il castello medievale dell’Abbadia costruito a ridosso del ponte nel XII sec. Potrebbe bastare, ma non è finita qui. Guidando lungo la SP105 a pochi chilometri da Vulci ecco a voi un fantastico acquedotto romano, naturalmente quasi inghiottito dalle sterpaglie ma forse, proprio per questo, ancora più suggestivo.

In moto verso la costa del Lazio

Proseguiamo verso ovest ed è così che superata Montalto di Castro ci affacciamo nuovamente al mare, un mare etrusco potremmo affermare senza paura di sbagliare.
Gli etruschi, raccontano le testimonianze, erano esperti e temibili navigatori. Il loro rapporto con il mare era intenso e proficuo, tanto da consentirgli di avere scambi commerciali con molti dei paesi e dei popoli che a quel tempo popolavano le sponde del Mediterraneo.
Ed ecco quindi i fenici, grandi navigatori e abili commercianti e ancora i greci con i quali scambiavano non solo merci ma anche pensieri e idee. Scendendo lungo la Aurelia si guida diretti verso Ansedonia e la “tagliata etrusca” chiamata così dai romani che la progettarono molto probabilmente attingendo da tecniche etrusche. E’ una mirabile opera di ingegneria idraulica grazie alla quale era possibile evitare che il porto venisse ostruito dalla sabbia.
Un luogo suggestivo, a ridosso di un promontorio che ospita i resti dell’antica Cosa, colonia romana e tutta da scoprire. Un luogo dove riposare cullati dal rumore del mare ma anche dalla sensazione di aver percorso tanta strada ma di non essere poi così distanti per molti aspetti, tutti umani, da questi popoli laboriosi e ingegnosi a cui dobbiamo molto.

Dal Lazio alla Toscana

Ancora alcuni chilometri ci separano dal confine tra Lazio e Toscana, confine che al tempo degli etruschi non era certo così marcato e che oggi ha anche il valore di segnare la fine del nostro itinerario alla scoperta di questo meraviglioso popolo.
Un territorio che da qui in poi inizierà a mutare anche fisicamente per approdare ai piedi di uno dei promontori più selvaggi e suggestivi delle coste toscane: l’Argentario.

In moto verso l’Argentario

Guidiamo quindi verso Orbetello lungo la E89, anche lei, antica e segnata dal passaggio di questo popolo che dopo tanto girovagare sentiamo di conoscere un po’ meglio.
Qui ad attenderci la striscia di mura ciclopiche, oggi purtroppo collocate come basamento per altre mura più recenti e meno attraenti, quasi a dimostrazione di una sensibilità verso la nostra storia che non sempre e non dappertutto trovi accoglimento.
Una strada che scopriremo artificiale costruita com’è su un terrapieno che ci porterà dopo pochi metri a raggiungere il monte dell’Argentario. Un luogo magnifico questo promontorio, ottimale per concludere in bellezza il nostro viaggio guidando lungo la strada di costa che sale costeggiando il monte fino a 635 metri sul livello del mare. Una strada a tratti anche impegnativa specie nei tratti in cui si trasforma in una divertente sterrata mentre, sotto di noi, il mare rumoreggia e il cielo minaccia pioggia.
Con lo sguardo che si perde verso l’infinito è forse il luogo più giusto dove riposare e magari riflettere su questo viaggio capace di regalare paesaggi di grande fascino accanto alla vicinanza ad un popolo antico ma a noi, tutto sommato, così vicino vicino.

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Informazioni per il viaggio

Un viaggio divertente e istruttivo che ha unito la guida lungo itinerari divertenti e perfetti per la moto ad un percorso di conoscenza e di vicinanza con l'antica cultura etrusca. Il periodo migliore per questo viaggio sono i mesi che vanno da Aprile a Settembre, noi ci siamo stati a fine aprile ma basta un po' di sole e il divertimento è garantito.

Dettagli percorso

Per la maggior parte composte da provinciali con fondo stradale abbastanza buono e carreggiate a due corsie. Curve e tornanti renderanno a tratti la guida impegnativa.

Note particolari

Qualche tratto facoltativo in sterrata ma senza grandi difficoltà sul tratto di guida lungo l'Argentario.

Km Percorsi

113

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