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4 PASSI NELL’APPENNINO TOSCO-ROMAGNOLO

Questa tappa è sponsorizzata da

Andiamo alla scoperta di alcuni dei percorsi cult per i motociclisti dell’Appennino tosco – romagnolo, quattro passi appenninici non solo entusiasmanti per chi ama piegare sulle due ruote, ma anche appaganti dal punto di vista naturalistico. Un’indigestione di curve e tornanti lungo le storiche vie di quella che oggi ci piace chiamare la Motorwalley romagnola e toscana. 

–        Dagli inizi del ‘900 le terre di Romagna ed Emilia sono considerate terre di motori per antonomasia e questo non solo perché tra queste valli sono nate alcune delle più importanti fabbriche di moto italiane, ma anche per la bellezza ed il gusto di viaggiare su queste antiche vie, già attraversate nella storia in lungo e in largo da commercianti e da viandanti per diventare oggi terreno privilegiato dei centauri che qui trovano sfogo per la loro passione mettendo alla prova le capacità proprie di motociclisti oltre che quelle delle proprie moto. Non ne abbiamo una riprova certa, ma non ci stupiremmo se ancora oggi i piloti, quelli veri, di ieri e di oggi si misurassero su questi passi. Una passione che nasce dall’esuberanza delle nostre genti e da quello spirito per la competizione che ha pochi eguali nel panorama italiano. Anzi nessuno!

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–        Il nostro viaggio parte da Meldola nel cuore più autentico della Romagna, sotto la sua imponente rocca dalla quale seguendo la SP126 si sale verso Rocca delle Caminate. Da subito siamo immersi nei colori splendenti dell’entroterra romagnolo, immersi come siamo mentre si sale verso la Rocca dai colori tipici dell’entroterra della Romagna che man a mano si fanno più intensi. Attraversando campi gialli dal grano appena raccolto, da lontano si staglia il torrione della rocca celata nella sua interezza da grandi mura che la circondano. Residenza estiva della famiglia Mussolini negli anni ’30, sorge su un antico castrum romano e subì distruzioni e ricostruzioni sino agli anni ‘20 del 900 quando finalmente venne completamente ristrutturata e donata alla Famiglia Mussolini che la frequentò sino alla fine della guerra, per tornare nelle mani pubbliche dopo un lungo contenzioso e divenire patrimonio della provincia di Forlì. FOTO BLOG 4 4PASSI

–        Dalla rocca proseguendo lungo la SP126, giù a rotta di colla verso Predappio sul percorso su cui ogni anno, decine e decine di centauri d’antan, si misurano con la famosa Cronoscalata risalendo  questi tornanti a ritroso da Predappio a Rocca. Emozionante e avvincente questo tragitto, che se pure di breve durata consente pieghe bellissime oltreché, se affrontato all’inverso, un bellissimo sguardo sulla valle del Rabbi. Sotto di noi Predappio nuova e di seguito, imboccata la SP47, su su veloci verso Predappio alta che ci accoglie anche lei con il suo castello medievale intorno al quale è cresciuto il borgo che oggi conta 500 abitanti.

–        A questo punto, se volte godere appieno delle bellezze di questi territori, seguiteci lungo la SP47 sino a Rocca San Casciano. Oltre ad incontrare i grintosi bikers romagnoli, che qui scorrazzano tra curve e tornanti, potrete godere, scendendo e risalendo i vari crinali, di paesaggi bellissimi ed emozionanti. Qui lo sguardo spazia, seguendo l’incunearsi delle valli, fino agli appennini, in un’alternanza di immagini dai colori e dalle forme morbide e sinuose. Qui, lungo queste piccole strade vi sentirete liberi di godere delle capacità vostre e della vostra moto.

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–        Da Rocca San Casciano si prende la via per il primo passo, quello più adrenalinico e famoso di tutto l’Appennino tosco – romagnolo: il Muraglione. La storica SS67 tosco romagnola ci saluta da Rocca con le prime curve in salita verso il passo. Attraversiamo piccoli paesi di montagna con i loro ponti, le chiese e le loro antiche rocche, ognuno di loro ci racconta una storia o tante storie e volendo nei pressi di Bocconi possiamo anche fermarci e rilassarci sotto una cascata bellissima. 

–        Il passo del Muraglione, antica mulattiera divenuta strada solo nel 1836, trae il suo nome dal muro che il Granduca Leopoldo II di Toscana fece erigere slla sommità per permettere ai viandanti di ripararsi dal forte vento di crinale  che quassù imperversa tutti i giorni dell’anno. Ancora oggi noi godiamo di quel muro oltreché di una casa cantoniera e di un bar – hotel “da Giovanni” dove possiamo gustare i famosi , specialità di tutti i passo tosco – romagnoli. Arriviamo al passo in bagarre con altri motociclisti, talmente concentrati che quasi proseguiamo anche dopo il virtuale traguardo. Da qui si gode di una bellissima vista verso valle anche se l’impegno maggiore lo mettiamo nello sbirciare le altre moto e gli altri motociclisti che rombando riprendono la via verso il basso.

–        Anche noi dopo esserci trastullati con altri motociclisti riprendiamo la via per affrontare un nuovo passo di crinale: il Colla tre Faggi. Una strada antica questa che dal valico che dal Muraglione scende verso il piccolo e suggestivo borgo di Premilcuore. Immerso tra il verde e con innumerevoli sentieri di crinale si scende nervosamente superando curve e tornanti con la bellissima vista verso il gruppo montuoso del Falterona mentre sotto di noi in basso il fiume Rabbi scorre. Importantissimo snodo stradale per lo scambio delle merci nel Medioevo cade in disuso nel 1836 con la nascita del passo del Muraglione e oggi possiamo godercelo in tutta la sua selvaggia bellezza quasi in solitudine visto i rarissimi mezzi che passano, per lo più motociclisti in esplorazione, proprio come noi.

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–        Dalla SP9ter del passo, alla svolta verso Fiumicello infiliamo uno dei percorsi più belli e selvaggi della zona scendendo verso il giardino Botanico di Valbonella, dopo una pausa al ristorante Fiumicello, affacciato su un laghetto dove potrete gustare polenta, funghi e selvaggina nella migliore tradizione della cucina tosco – romagnola.  Il posto è una favola con tanto di antico mulino lungo il torrente e la  cucina è veramente ottima . Da Fiumicello parte un percorso magnifico di strada quasi bianca. La moto e noi immersi, quasi inghiottiti dalla foresta che ci sovrasta in un silenzio rotto solo dal rombo della moto, stiamo per addentrarcinella bellezza delle foreste Casentinesi risalendo sempre più eccitati verso Campigna e il passo della Calla.

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–        SS310 immersi nelle meravigliose atmosfere delle foreste Casentinesi saliamo verso Campigna inseguendo uno dopo l’altro tornanti mozzafiato. L’aria si fa più frizzante e i motociclisti più numerosi. Qui siamo nel regno dei motard romagnoli e toscani, i più agguerriti e indisciplinati. Le moto ci sorpassano o ci sfrecciano veloci davanti proseguendo nel senso inverso, la natura domina con le sue alte montagne e la vegetazione impenetrabile.

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–        Il passo che stiamo per attraversare collega la valle del Bidente con l’Arno svalicando dalla Romagna alla Toscana. Anche questo è un passo aperto recentemente, negli anni “30 del novecento ma frequentato come mulattiera per il trasporto del legname dai tempi più antichi. Oggi possiamo godere di strade larghe e ben tenute anche perché la prima tappa della salita ci porta a Campigna, famosa località turistica sia per le vacanze estive ma anche e soprattutto con le sue piste da sci per quelle invernali. Quassù possiamo godere del fresco dei boschi e dell’aria pura prima di giungere al passo vero e proprio che raggiungiamo dopo una serie impegnativa ed esaltante di tornanti . Si risalgono gli ultimi contrafforti e poi ci ritroviamo a 1296 m. al Passo della Calla. Motociclisti e ciclisti riempiono lo spiazzo di fronte all’unico bar presente e tutti si godono l’arrivo in vetta. Tutti attenti alla telecronaca del gran premio se la domenica è quella giusta. FOTO BLOG 13 4PASSI

–        Scendiamo ora verso Stia con alcune fermate per ammirare il panorama. La discesa è altrettanto nervosa e adrenalinica della salita regalando al Passo della Calla la nostra personale medaglia d’oro dei passi appenninici. Una volta discesi in Toscana siamo pronti a riprendere la via per il prossimo passo che ci permetterà di rientrare in Romagna. Da Pratovecchio infiliamo la SP72, bellissima dal punto di vista del paesaggio, che salendo attraverso numerosi tornanti ci guida verso uno dei posti più belli e spiritualmente appaganti di tutta la zona: l’Eremo di Camaldoli.

–        L’Eremo con la sua foresta creata dai monaci che nel tempo hanno piantato migliaia di splendidi e suggestivi abeti bianchi e il monastero è uno dei più famosi luoghi di culto della cristianità. Sorto all’incirca nel secolo XI ad opera del monaco e santo Romualdo, ancora oggi ospita al suo interno frati eremiti che qui vivono in preghiera e contemplazione. Possiamo visitare le parti del monastero aperte al pubblico e godere appieno di questo lembo di terra che consente all’uomo di ritrovare pace e serenità per la sua quiete e la sua bellezza. Riprendendiamo la via verso Badia Prataglia attraverso il passo dei Fangacci (SP124). Questo  percorso sterrato che attraversa la foresta regalerà ai viandanti – viaggiatori momenti di estasi pura. Gli abeti bianchi e la luce del sole regalano sfumature di colori mai visti in assoluta armonia con la bellezza della terra. Questi abeti, di cui a volte non scorgiamo la cima ci accompagnano, per lungo tempo.

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–        Si scende rapiti dal luogo. Ogni tanto piccole cascate o il rumore dell’acqua spezzano lo stormire degli uccelli e il fruscio del vento tra i rami. La strada è battuta ma non asfaltata sino ad uscire in prossimità di Badia Prataglia dove ci attende di lì a poco l’esaltante passo dei Mandrioli, altra chicca per i motociclisti che ci riporterà in terra di Romagna.

–        E’ l’ultimo passo per oggi, un passo di crinale impegnativo e divertente, molto amato dai motociclisti della zona che ci accompagnerà da Badia Prataglia attraverso la SS71 sino a Bagno di Romagna. Anche qui siamo testimoni di percorsi antichi che da Bagno risalivano sino a 1148 m. del Passo Serra per poi riscendere in Toscana sino al santuario della Verna. Tornanti, strette curve e rettilinei impongono da subito molta concentrazione che quasi ti fa perdere di vista la bellezza del paesaggio montuoso e ricco di foreste che ti circonda. Attraversiamo all’imbrunire lo spettacolare tratto detto “Delle Scalacce” formazione marmosa a scaloni e scendiamo in volata sino in pianura a Bagno di Romagna.

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        Siamo giunti quasi alla fine del viaggetto di oggi attraverso alcuni passi di questi appennini che non finiscono mai di stupire e meravigliare per la loro capacità ad accogliere e accontentare anche i motociclisti più esigenti. Un ultimo tratto, meraviglioso al calar del sole, quello che da Bagno prosegue verso Sant’Agata Feltria per portarci, con un percorso di crinale tra la valle dell’Uso e del Marecchia, fino a casa. 

–        Da Bagno di Romagna proseguendo sulla Superstrada 3bis sino a Sarsina, che per la sua importanza storica meriterebbe una fermata, si svolta sulla SP28 verso Sant’Agata e da qui in poi possiamo godere, rallentando, di questa strada e di questo paesaggio unico e possibile solo in Romagna. Lo sguardo si posa sulle colline morbide e dai colori a pastello che si stemperano mescolandosi ai raggi del sole. Sant’Agata Feltria merita un articolo a parte, con la sua rocca e la sua fontana eredità di Tonino Guerra. Per ora accontentiamoci di osservarla dalla strada che scende verso la costa adriatica, verso il mare.

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Informazioni per il viaggio

Nel paradiso del motociclista tosco - romagnolo. In piega dal muraglione ai Mandrioli attraverso le foreste casentinesi

Dettagli percorso

Itinerario in pillole : Meldola – Rocca delle Caminate – Predappio alta – Passo del Muraglione – Passo dei Tre Faggi – Passo della Calla – Camaldoli – Passo dei Fangacci – Badia Prataglia – Passo dei mandrioli – Bagno di Romagna – Sant’Agata Feltria

Note particolari

4 passi in Appennino

Km Percorsi

Le altre tappe del percorso

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