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ENEA BASTIANINI – L’anno della Bestia

Rimini festeggia Enea Bastianini

Continuano a chiamarla Rider’s land eppure io che sono figlia di questa terra continuo a pensare che questo ennesimo ricorso alla lingua inglese, per quanto immediato e comprensibile ad una nuova generazione, non esprima appieno la carica culturale, emotiva e viscerale che vorrebbe rappresentare anche se l’obiettivo è internazionalizzare un concetto.
Ed è per questo che nel momento di esultanza per la meritata e sofferta conquista del titolo di campione del mondo della Moto2, traguardo raggiunto all’ultima gara di Portimao, dopo una stagione difficile dove si è combattuto non solo per raggiungere il titolo ma anche contro il covid-19, penso che il piccolo, Grande Enea Bastianini è figlio come me della “Terra dei motori” o, ancora meglio, della “Terra de mutor”.

Ed infatti è proprio a questa terra, che lui come tutti noi sente fluire nelle vene, scorrere mescolata al suo sangue, che dedica il suo titolo (oltre che alla fidanzata, alla mamma e al babbo) alla fine della bella manifestazione che il 13 dicembre la Città di Rimini ha dedicato a lui e ad un titolo, quello di campione del mondo di una categoria della MotoGP che dai tempi del grande Pier Paolo Bianchi (campione del Mondo nella classe 125 nel ’76, ’77, ‘80) non atterrava più nella città malatestiana.

Una manifestazione che ha preso avvio dal cuore pulsante della nostra terra, il circuito di Misano intitolato ad uno dei piloti più amati e rimpianti: il ‘Sic’, l’indimenticabile Marco Simoncelli, la cui Coriano, dove nacque, è a un tiro di schioppo da quelle curve.

Protagonista della giornata, oltre ad Enea, la Ducati, la Casa motoristica vero e proprio fiore all’occhiello della terra dei motori, che per l’occasione ha schierato sulla griglia di partenza del Misano World Circuit Marco Simoncelli tre degli ultimi modelli usciti dai capannoni di Borgo Panigale come la nuovissima Multistrada, la diavel e lo Streetfighter. Tre bolidi rossi pronti per essere lanciati sulla pista per un giro simbolico da Enea Bastianini, Michele Pirro e, novità sullo schieramento, dal Sindaco di Rimini Andrea Gnassi, l’unico outsider ma non per questo disposto a farsi relegare nelle ultime posizioni dai due centauri che una volta accesa la moto si sono lanciati lungo il tracciato come se dovessero conquistare nuovamente l’ambito premio.

Ad allietare la manifestazione il supporto, la vicinanza, l’entusiasmo e l’incontenibile gioia degli amici del fan club Enea Bastianini che hanno atteso il campione a Rimini per accompagnarlo in sella alle loro moto, nel rispetto delle distanze e delle regole imposte dalla nefasta pandemia, sino alla piazza centrale di Rimini, quella piazza Cavour che mostra orgogliosa l’ultimo gioiello della città ristrutturato e riaperto al pubblico, il Teatro Galli che ha accolto il campione per omaggiarlo di tutta l’attenzione e l’affetto che questa città ha potuto mostrare.

Enea Bastianini nella “Terra de Mutor”

Il riconoscimento a Bastianini da parte dei riminesi e dei romagnoli è più di un attestato di simpatia, è una testimonianza di fede e di orgoglio che questo lembo di terra riconosce agli eredi dei protagonisti di una storia che viene da lontano come Renzo Pasolini, l’amato e vulcanico riders riminese che perse la vita con Saarinen nel ’73 a Monza, o ancora a Otello Buscherini campione degli anni settanta, e poi ancora Davide Tardozzi, Massimo Matteoni, Loris Reggiani, Fausto Gresini, Loris Capirossi senza dimenticare Valentino Rossi il Magnifico, figlio di questa terra anche se leggermente al di là del confine, ma non abbastanza lontano per non essere considerato figlio a tutto tondo della Terra de Mutor. Un presente e un passato ma anche soprattutto un futuro per i tanti nuovi rampolli che partendo da questa terra si stanno affermando come protagonisti assoluti di questo sport capace di racchiudere in sé una passione grande e coinvolgente proprio come la storia di Enea ci ha raccontato.

E allora grazie, grazie Enea che anche oggi hai lasciato che dentro di me le emozioni prendessero il sopravvento portando in dono ricordi e nuovi propositi, perché anche io sono motociclista, anche io macino chilometri sul sellino posteriore della nostra Morini Scrambler, anche io sono cresciuta ascoltando il rombo delle moto dietro la passione di mio babbo che ci portava in giro per l’Europa quando questo mondo si chiamava Continental Circus. E sarà per questo che oggi non riesco a concepire altro mezzo per andare alla scoperta del mondo se non quello a due ruote.
Grazie Enea perché il tuo sogno è anche il nostro, quello della “Terra de Mutor” che tu, con le tue imprese, hai saputo e saprai raccontare.

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